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Premio di Poesia M.° Raffaele Burchi - Biblioteca di Tromello 2007
IV Edizione

Ultimo aggiornamento: 10 Marzo 2007
Clicca qui per il bando completo del concorso
Andamento del concorso:

Antologia – La spedizione dell’antologia è terminata il 31-01-2008.
Premiazione – La premiazione si è svolta presso la Sala Nautilus di Tromello (PV) nell’ambito dello spettacolo musicale il 1° maggio 2007.
I premiati sono stati avvisati a mezzo lettera. Tutti i partecipanti hanno ricevuto una copia della rivista Il Club degli autori con i risultati finali del concorso.

Risultati

Questi i risultati della quarta edizione del Premio di Poesia organizzato dalla Biblioteca Comunale di Tromello (PV) con il patrocinio del Comune di Tromello e con la collaborazione tecnica del Il Club degli autori.


La Giuria della Sezione Poesia in lingua italiana ha stabilito la seguente graduatoria:



Vince Euro 350,00 donati dall’Amministrazione comunale di Tromello – Targa della Biblioteca di Tromello – Pubblicazione di un libro premio di 32 pp. di cui verranno consegnate 50 copie all’autore – Attestato di merito – Pubblicazione dell’opera premiata sulla rivista Il Club degli autori e sul sito Internet Club.it


Vince Targa della Biblioteca di Tromello – Pubblicazione di un quaderno premio di 16 pagine con copertina di cui verranno consegnate 50 copie gratuite all’autore – Attestato di merito – Pubblicazione dell’opera premiata sulla rivista Il Club degli autori e sul sito Internet Club.it

  • 03° classificato ex aequo con Alba di pace Lenio Vallati, Sesto Fiorentino.

Vince Targa della Biblioteca di Tromello – Pubblicazione di un quaderno premio di 16 pagine autocopertinato di cui verranno consegnate 50 copie gratuite all’autore – Attestato di merito – Pubblicazione dell’opera premiata sulla rivista Il Club degli autori e su Internet Club.it

  • 03° classificato ex aequo con Non dirmi Maurizio D’Armi, L’Aquila.

Vince Targa della Biblioteca di Tromello – Pubblicazione di un quaderno premio di 16 pagine autocopertinato di cui verranno consegnate 50 copie gratuite all’autore – Attestato di merito – Pubblicazione dell’opera premiata sulla rivista Il Club degli autori e su Internet Club.it



I classificati dal 4° al 10° posto vincono: Attestato di merito – Pubblicazione dell’opera premiata sulla rivista Il Club degli autori e su Internet Club.it


La Giuria della Sezione Poesia in vernacolo della provincia di Pavia ha così stabilito:

  • 01° classificato poesia vernacolo con Suocerâ Rina Ravera, Voghera. Vince Euro 150,00 donati dall’Amministrazione comunale di Tromello – Targa di Arredamenti Capra S.n.c. via Marconi – Tromello – Attestato di merito – Pubblicazione dell’opera premiata sulla rivista Il Club degli autori e sul sito Internet Club.it
Opere vincitrici

Alessandro Franzina

Opera 1^ classificata

Eterea luce senza peso

Eterea luce senza peso
ecco il mio mondo.
La stanza in cui consumo
la mia vita.


Un tempo ero bambino

Un tempo ero bambino
e giocavo con le crepe della mia anima.

Profonde fessure arroventate
dalla lava
rossa e gialla
come il sole e come il sangue.

Un tempo ero un sole
un piccolo sole
accarezzato dalle palpebre degli angeli.


Luca Previato

Opera 2^ classificata

Quanta cura in quei gesti
e quanta pagana religione.

Innalzare una chiesa
senza muri,
lungo una strada o dietro
quella curva
pericolosa.

Non ci sono silenzi
ma di auto
i rumori
che veloci
passano

e scuotono
quell’albero
bello
che è anche l’altare.

Sempre freschi i fiori e
dolcissimi
i pensieri
che l’abbracciano.

Ma nessuno
si accorge di quella
preghiera
che sale tra i rami
per unirsi al filo di un respiro
l’ultimo
che a quei rami
è per sempre
impigliato.


Maurizio D’Armi

Opera 3° classificata ex aequo

Non dirmi

Non dirmi
che la fanciulla del parco
perderà il sorriso,

che orizzonti sconfinati
più non saranno
i suoi occhi,

che la promessa
d’un incontro
resterà solo un ricordo,

che presto, anche per lei,
il sole del mattino
volgerà al crepuscolo.


Lenio Vallati

Opera 3^ classificata ex aequo

Alba di pace

Ormai lontana
è l’eco dei tramonti,
lingue di fuoco
di cavalli impazziti.
Muore lenta la notte,
coronata di stelle
e d’oblio.
Adesso
sui campi la rugiada
non ha mine da brillare,
né steccati
di filo spinato
a imprigionare pensieri.
Finalmente
respiriamo quest’aria
che sa di abbracci
freschi di fiori,
di baci sbocciati
ai raggi del sole.
Bimbi giocano
liberi
come farfalle dai mille colori
e corrono felici
in questa nuova alba
di pace.


Rina Ravera

Opera 4^ classificata

A mio padre

Dovrei dirti ancora tante cose
Ma ormai non ci sei più.

Quante parole tra noi son rimaste a metà
e quanti gesti abbiamo represso
sempre per uno stupido orgoglio
domani lo dirò...
domani lo dirò...

Poi… improvvisamente… il nulla.

Dovrei dirti ancora tante cose
Forse le più belle…
ma ormai non ci sei più.


La Musa

Non di leggiadre parole,
né di ricercate forme,
né di melliflue immagini,
ma di spirito libero e forte,
di lacrime e sangue,
d’ineffabile gioia
si pascerà la poesia tua;
che sia vera come la vita,
profonda come il sentimento,
forte come il tuo animo,
fresca come acqua che zampilla,
rara come bene prezioso,
eppur di tutti
e non solo tua;
tu che alla Musa
è piaciuto farti suo mezzo.


Adriano Scandalitta

Opera 5^ classificata

Tramonto

Il cielo alla sera
è come una fanciulla
in fiore:
le guance rosee,
quasi arrossate
dal sole al declino
e i capelli scarmigliati
da un vento leggero
sono nuvole tenere
che svaniscono
al bacio
appena accennato
dell’orizzonte.

Il tramonto
è del giorno
ciò che la vecchiaia
è della vita:
una pausa dolce,
da gustare lentamente,
prima che le ombre
dense e cupe
della notte
addormentino
il cuore.


Danila Olivieri

Opera 6^ classificata

L’estate dei Santi

Indora
l’estate dei Santi
nel fermo tepore dell’aria
tra il reticolo tremulo che il sole
dirama sul fondale
sul sentiero che lucciola sull’acqua
e all’orizzonte s’inabissa.

S’illumina
la nera figura di donna – scende lenta alla riva
e curva cammina abbracciando
mare e cielo purissimi

e quando
smerigli di luce smagliati
dalla filigrana dell’oro
feriscono lo sguardo,
sul morbido giaciglio
stanca s’abbandona –
eppure
quell’aria tersa ancora le appartiene – riempie e stringe pugni di sabbia.

E come
lucertola, al calore
del sole s’acquieta,
chiude gli occhi e sorride.


Jessica Malfatto

Opera 7^ classificata

Anima

Un cerchio nel cuore
in un istante di cielo
sulle note di un’inaspettata armonia..
Quello che voglio sentirmi dire
non è così scontato.
Ma illudo di non pensarci,
ma divoro solamente la mia anima,
gelosa della sua essenza
quanto della sua apparenza..
Anima che si copre con un velo
e lascia scoperta un’innata fragilità,
derisa nella realtà..
Una presenza incostante e imperfetta,
un filo che lega parole ed emozioni..
Libera da scogli,
la poesia sbatte involontariamente su di lei…
Nuvola sconfinata raccoglie
i raggi di un pensiero svogliato..
Non è semplice ascoltarla, lo so,
odio sentirla mentre lascia scivolare le lacrime
senza poterle asciugare..
Amo vederla dipinta di passione
pronta a donarsi al suo cuore
in un moto incoerente,
silenzioso e affascinante.


Lisa Vicoli

Opera 8° classificata

Hic et nunc

Un momento
e non sono più
qui.
L’animo mio, solo,
mi avvolge
e mi stordisce:
l’angoscia
apparente,
misura i confini
e li spalanca, infine,
alla libertà di essere.
Tutto e niente.
Me stessa,
nell’armonia
accordata
dell’universo.


Tregua

Dissolvermi,
trasparente,
nella luce,
senza colore
né corpo.
Senza dolore.


Graziella Bazzan

Opera 9^ classificata

T’addormenti Lomellina

Nell’ora attesa dei silenzi,
lontanamente invespera
l’ultima luce del giorno.
Avvampano i rossi papaveri
tra il maturo grano
e, come firmamento piovuto,
sui sentieri campestri
giungono le lucciole
con la loro vitrea fragilità.
Lontano porta il vento
la quiete dei prati odorosi
e nel giorno che si annulla lentamente,
nel fremito dei pioppi,
là, dove l’Arbogna sussurra alla pianura,
t’addormenti Lomellina,
tra guanciali di stelle.


Pietro Catalano

Opera 10° classificata

Clochard in città

Il sole di gennaio scaldava
cuori d’ogni razza
nelle strade di Roma,
Piazza dei Cinquecento brulicava
di viaggiatori frettolosi
alla ricerca d’un posto comodo
dentro autobus finti di dignità.
Davanti al marciapiede che invita
all’incontro di uomini erranti
ho visto una donna canuta
col mondo tenuto in mano:
due carrozzelle arrugginite
inghirlandate di sacchetti colorati
come palloncini appesi al sole,
per mantello due coperte
di lana sdrucite
e godeva dell’insolito tepore
a respirare l’aria non più vergine.
Dal finestrino dell’autobus
ho potuto fissare la postura
eretta come in attesa d’un evento,
forse nemmeno lei sapeva cosa,
ma guardava fisso un punto
che pareva sorreggesse il suo fardello.


SEZIONE POESIA IN VERNACOLO


Rina Ravera

Opera 1^ classificata vernacolo

Suocerâ

Ciau Teresinâ, d’indè ch’t riv?
Sö ‘ndatâ â ca ‘dlâ me fjörâ!
Mâ pârchè s’elâ spusà?
Mâ si, âllâ set no?
Oiah, mâ no… mi no!

Mâ vardâ doncâ âvel no sâvü...
ghâvris fat un penserei.
Oh…mâ pâr cul lì t è ancurâ in temp,
lâ gh mâncâ propi un televisurei.

E dim un po’, indè ch’i ‘ll hân pja lâ mubiliâ?
I’ll hân cumprà chi int lâ nostrâ sonâ?
Mâ no… figürât! Int âl Veneto i’ll hân pjà,
i hân girà neh… però che ca… che ca!

Certo che lâ to fjörâ âdes lâ ghâvrà un bel dâfà:
lâ ca grosâ, âl lâvur, l’om, i mâstè!
Ah… mâ â gh sö mi ch’a gh dö unâ mân!
Eh… snò â lâ sirâ lâ sta nâncâ pü in pe!

Mâ âdes scüsâm, ghö propi d‘ândà.
 m‘âspetâ âl me fjö e… ânchesì lâ so donâ.
Mâ pârchè, âncâ al to fjö âl s‘è spusà?
Mâ si, s‘è spusà âl vot âd setembâr, âl dì ‘d lâ Mâdonâ!

E chisà che belâ ca âl ghâvrà âncâ lü!
Oh… j hân fat tântâ va e ve pâr pjà dü mobil,
hân girà tântâ sit e pâr tântâ dì,
doncâ... cun tüti i negosi châ ghè chi!

E âncâ lâ to nörâ âdes lâ ghâvrà un bel dâfà:
lâ ca grosâ, âl lâvur, l’om, i mâstè!
Ah… sta trânquilâ ch’ lâ sâ s-ciapâ no j os,
ghè so mamâ ch‘â gh fa tütcos!

Di’ rompâbal, fa’ no lâ suocero neh…
Lâ to fjörâ e to nörâ i gh hân dâ ves ugual pâr ti!
Mâ sâ disât?! Di’ no stüpidad, râgionâ sü!
Lâ me fjörâ l è lâ me fjörâ, lâ me fjörâ e pö pü!

 l è verâ, l è unâ storiâ vegiâ me ‘l mond:
lâ fjörâ lâ sbagliâ mai, lâ fa sempâr tüt giüst,
lâ nörâ inveci, pâr tântâ bei ch’lâ fagâ...
 câpis no ‘l pârchè... l’incontrâ no âl me güst!

Vardâ ve’ che j an pasân, pödas ânchesì dâ vech dâ bsogn…
E sâ vurisât di’? Â l’ucurensâ gh è sempâr lâ me fjörâ!
Teresinâ, in lâ vitâ âs sa mai, pödas che un bicier d’acquâ
â t lâ dagâ propi… lâ to nörâ!


Rina Ravera

Opera 1^ classificata vernacolo

Suocera (traduzione)

Ciao Teresina, da dove arrivi?
Sono andata a casa di mia figlia!
Ma perché, si è sposata?
Ma sì, non lo sai?
Oià, ma no… io no!

Ma guarda dunque, non averlo saputo…
le avrei fatto un pensierino.
Oh… ma per quello sei ancora in tempo,
le manca proprio un televisorino.

E dimmi un po’, dove hanno preso i mobili?
Li han comprati qui nella nostra zona?
Ma no… figurati! Nel Veneto li hanno presi,
han girato né... però che casa… che casa!

Certo che tua figlia adesso avrà un bel da fare:
la casa grande, il lavoro, il marito, i mestieri!
Ah… ma ci sono io che le do una mano!
Eh… altrimenti alla sera non sta neanche più in piedi!

Ma adesso scusa, devo proprio andare.
Mi aspetta mio figlio e… anche sua moglie.
Ma perché, anche tuo figlio si è sposato?
Ma sì, si è sposato l’8 di settembre, il giorno della madonna!

E chissà che bella casa avrà anche lui!
Oh… han fatto tanti versi per prendere due mobili,
han girato tanti posti e per tanti giorni,
dunque… con tutti i negozi che ci sono qui!

E anche tua nuora adesso avrà un bel da fare:
la casa grande, il lavoro, il marito, i mestieri!
Ah… sta tranquilla che non si spacca le ossa,
c‘è sua madre che le fa tutto!

Dì rompiballe, non fare la suocera né...
tua figlia e tua nuora devono essere uguali per te!
Ma cosa dici?! Non dire stupidate, ragiona, su!
Mia figlia è mia figlia, mia figlia e niente più!

È vero, è una storia vecchia come il mondo:
la figlia non sbaglia mai, fa sempre tutto giusto,
la nuora invece, per tanto bene che faccia…
Non capisco perché... non incontra il mio gusto!

Guarda che gli anni passano, puoi anche aver bisogno…
E cosa vorresti dire? All’occorrenza c‘è sempre mia figlia!
Teresina, nella vita non si sa mai, può darsi che un bicchier d’acqua
te lo porti proprio… tua nuora!


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