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Premio Letterario Internazionale Il Club dei Poeti 2006
X Edizione

Ultimo aggiornamento: 30 Gennaio 2006
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Risultati

Risultati del Premio Letterario Internazionale Il Club dei Poeti 2006

La giuria della decima edizione del Premio Letterario Internazionale Il Club dei Poeti 2006 presieduta per la poesia da Gianmario Lucini e per la narrativa da Massimo Barile, dopo l’analisi delle numerose opere pervenute ha stilato la seguente classifica finale:


Classifica Sezione Poesia:

  • Opera 1^ classificata “la prima sigaretta…” di Rosaria Sgroia, Eboli (SA). Vince Targa Club dei Poeti – Pubblicazione di un libro di 32 pagine di cui le verranno assegnate 100 copie gratuite – Attestato – Pubblicazione del testo premiato sulla rivista Il Club degli autori e su Internet club.it
  • Opera 2^ classificata “Uomini veri” di Domenica Sammaritano, Piacenza. Vince Pubblicazione di un quaderno autocopertinato di 32 pagine di cui gli verranno assegnate 100 copie gratuite – Attestato – Pubblicazione del testo premiato sulla rivista Il Club degli autori e su Internet club.it
  • Opera 3^ classificata “Accade che incontro…” di Claudio Martini, Creazzo (VI). Vince Pubblicazione di un quaderno autocopertinato di 32 pagine di cui gli verranno assegnate 100 copie gratuite – Attestato – Pubblicazione del testo premiato sulla rivista Il Club degli autori e su Internet club.it
  • Opera 4^ classificata “Un uomo e i suoi passi” di Andrea Palazzo, Contigliano (RI).
  • Opera 5^ classificata “Gelsomino…” di Chiara Ferrara, Verona.
  • Opera 6^ classificata “Il mare” di Nino Russo, Gravina di Catanai.
  • Opera 7^ classificata “Laude” di Mario Vecchione, Napoli.
  • Opera 8^ classificata “Memoria sulla punta della sedia” di Elena Chiesa, Roma.
  • Opera 9^ classificata “Senza bandiere” di Mirco Ongaro, Tolmezzo (UD).
  • Opera 10^ classificata “Randagio Campana” di Massimo D’Arcangelo, Siena.

Dal 4° al 10° classificati vincono Attestato di merito – Pubblicazione del testo premiato sulla rivista Il Club degli autori – Pubblicazione su Internet club.it – 50 copie in omaggio in caso di pubblicazione di un proprio libro con l’editrice Montedit.

Opere Segnalate dalla Giuria con Attestato di merito:
  • Sono quelli di Giuseppe Di Taranto, Terranova di Pollino (PZ).
  • Il principe di Matteo Pugliares, Modica (RG)
  • Non chiudere mai di Giuseppe Laurora, Trani (BA).
  • Un’eco lontana di Riccardo Gasperina, Brunico (BZ).
  • Piccola vita di Maria Cristina Bressan, Milano.
  • Tramonto a Venezia di Ambrogina Sirtori, Carate Brianza (MI).
  • Nudità di Pellegrino Iannaccone, Bologna.
  • Parole di Filomena Stanziale, Roma.
  • Intrecci di parole di Giacomo Fumarola, Milano.
  • Il volto della cenere di Samuel Zarantonello, Baone (PD).


Classifica Sezione Narrativa:

  • Opera 1^ classificata: “Capodanno a Berlino” di Stefano Colnaghi, Fara Gera d’Adda (BG).

Questa la motivazione della Giuria: Stefano Colnaghi grazie alla sua scrittura precisa, puntuale e sempre attenta a rendere al meglio l’atmosfera d’una Berlino nel giorno di capodanno, riesce ad affascinare tra struggenti ricordi di tramonti berlinesi, il caffè Balzac, Alexander Platz e la Porta di Brandeburgo illuminata da fasci di luce e, al contempo, il pensiero struggente del protagonista che ricorda la moglie, appena scomparsa, unito allo sconforto di non aver fatto in tempo ad accompagnarla in quel luogo tanto amato. E quel sentirsi felice tra gente sconosciuta e tra i fuochi celesti d’un augurio per il nuovo anno, pare preannunciare che il domani può ancora regalare un nuovo entusiasmo e un po’ di gioia di vivere. Ecco allora che si snoda in modo convincente ed affabulante il resoconto d’un capodanno berlinese d’un uomo che, ormai a più di settantanni, si ritrova a ripensare agli anni passati nei quali chissà quante volte s’era rirpomesso di ritornare a visitare, anzi a vivere, la sua città. Ed ora, inebriarsi di quell’emozione, è forse il coronamento dell’ultimo sogno d’un uomo. Massimo Barile

Vince Targa Club dei Poeti – Pubblicazione di un libro di 32 pagine di cui gli verranno assegnate 100 copie gratuite – Attestato – Pubblicazione del testo premiato sulla rivista Il Club degli autori e su Internet club.it

  • Opera 2^ classificata “La sua ultima sigaretta” di Antonello Antinolfi, Milano.
Questa la motivazione della Giuria: L’ultima fatidica sigaretta si consuma in un dialogo interiore del protagonista che è alla ricerca d’un senso, che deve fare i conti con le sensazioni confuse d’un uomo in conflitto con se stesso. “Tutto finisce in cenere”, siamo d’accordo, ma come i nostri ricordi, la vita può diventare un sogno e noi ritrovarci immobili, tra uno sguardo dal finestrino e il baratro. Implacabilmente la sigaretta, millimetro dopo millimetro, si consuma come i pensieri che scorrono veloci e svaniscono: non rimangono che percezioni, intuizioni, fulminee decisioni, lampi di razionalità. Alla fine, non interessano più le risposte, le soluzioni non hanno più importanza, cercare o trovare non fa più differenza. Occorre solo un’altra sigaretta mentre si scrive un racconto fatto di sequenze rapide ed efficaci proprio come quello di Antonello Antinolfi. Massimo Barile

  • Opera 3^ classificata “Il viaggio” di Cecilia Teghini, Sinalunga (SI).

Questa la motivazione della Giuria: Il viaggio perfetto di chi riempie ben presto un bagaglio di sogni, di chi si inebria delle immagini del mondo e delle suggestioni della vita: come a ritrovarsi in un luogo magico e poter conservare le visioni, i profumi, i colori, i sapori, le atmosfere con la speranza che il tempo non si porti via i ricordi. Non un viaggio qualunque ma “il viaggio” quello in cui si colgono le emozioni e gli incanti intorno a noi, quello in cui si guardano le cose con occhi nuovi, con gli occhi del cuore. A volte siamo tutti ciechi e carpire il segreto del mondo è l’evento meraviglioso. E Cecilia Teghini con questo racconto riesce a coglierne tutti gli aspetti. Con spontaneità e bravura. Massimo Barile

  • Opera 4^ classificata “Ultimo dell’anno” di Sara Bellingeri, Mantova.

Questa la motivazione della Giuria: L’ennesimo ultimo dell’anno vissuto con la consapevolezza della propria fatica di vivere, immersi nella solitudine e nei ricordi che diventano assenze ppure la memoria “danza con i sogni e il passato è una piuma di cristallo che volteggia leggera tra le stanze del presente”. Naufraghi nella notte silenziosa, leggendo poesie tra un bicchiere e l’altro, il televisore acceso che “borbotta” in cucina ed uno struggente desiderio di aspettare qualcuno con cui parlare. Le parole come nutrimento dello spirito ed una magica voglia di avere a fianco a sè un angelo che faccia compagnia e nel cielo solo “stelle evanescenti”. Massimo Barile

  • Opera 5^ classificata “Quindici anni” di Francesca Piazza, Avezzano (AQ).

Questa la motivazione della Giuria: Il ricordo intriso di tristezza di una donna che ripensa ai suoi quindici anni, al suo amore per il mare e il sole di Siracusa e ripensa a quel tempo quando viveva la condizione di “servetta” ma poi quando si trovava a passeggiare era la fanciulla più bella di tutte. In un racconto sognante eppure denso di rassegnazione la constatazione che il tempo dei sogni svanisce alla svelta come le illusioni che svaniscono velocemente. Francesca Piazza rende vivi i “brividi d’una volta al burrascoso rumoreggiare del mare d’inverno”. Con nostalgia e profonda tristezza. Massimo Barile

  • Opera 6^ classificata “Il negozio di stoffe” di Angela Ambrosini, Città di Castello (PG).

Questa la motivazione della Giuria: Il racconto di Angela Ambrosini è intriso di atmosfere struggenti. E il ricordo della protagonista che rivive nella sua mente, con profonda emozione, il grande negozio di tessuti e l’anziana proprietaria con quel suo sorriso magico. Le parole sono pervase da un sentore del tempo andato, di recuperi memoriali, di vecchie foto, di lenzuola amidate. La vita è veramente un lampo che fugge via velocemente e tutto cambia. Massimo Barile

  • Opera 7^ classificata “La decima tacca” di Umberto Li Gioi, Marsala (TP).

Questa la motivazione della Giuria: La decima tacca” è un racconto crudo ed amaro ben architettato dalla mano di Umberto Li Gioi. Il protagonista uccide il “cagnaccio” dell’arrogante vicino di casa ancor più odiato dopo che il suo amato gatto viene sbranato dal cagnaccio che tutte le notti abbaia rabbioso. L’incertezza nasconde il futuro ma, a volte, il futuro non ha senso e nemmeno il passato. Se poi l’ambientazione della vicenda è nella città di Sarajevo si spiega ancor più il clima di conflitto persistente. Il labile confine tra la vita e la morte che può cogliere in ogni momento. Massimo Barile

  • Opera 8^ classificata “L’elogio della notte”, “La noia delle ore p.m.”, “L’odio del dì ordinario” di Manuela Vincenzi, Trapani.

Questa la motivazione della Giuria: Entusiasta elogio della notte di Manuela Vincenti. La notte è intima, complice, misteriosa, magica. La notte può catapultare nella vertigine, estasiare, far naufragare nel delirio o innalzare l’ultimo inno al cielo. La notte è un inabissarsi nell’Io. Il continuo oltrepassare il confine della luce. Manuela Vincenti lancia il suo elogio nel cielo stellato. Massimo Barile

  • Opera 9^ classificata “Il figlio di nessuno” di Italo Schirinzi, Piombino (LI).

Questa la motivazione della Giuria: Italo Schirinzi è efficace nel rendere l’immagine del protagonista, Trovatello Diotallevi, il figlio di nessuno, il ragazzo ventenne con la vocazione del teatro. Le sue parole sono penetranti nel definire come un uomo possa essere un indesiderato, un clandestino in questo mondo eppure un uomo libero. Massimo Barile

  • Opera 10^ classificata “L’ultimo incontro” di Matilde Prosperi, Caldine – Fiesole (FI).

Questa la motivazione della Giuria: Il ricordo d’una donna bella, dolce, elegante e con uno sguardo intenso, dopo un anno dall’ultimo incontro eppure ancora sempre viva nella mente del protagonista. Quell’alone di mistero che ha stregato e l’aspetto intrigante che ha ammaliato prendono vita nel dipanarsi della narrazione e l’intero racconto di Matilde Prosperi è giocato tra un’immagine realmente esistente d’una donna e l’irreale visione, il sogno. Ma non è forse la capacità di sognare il bene più prezioso per un artista. Massimo Barile

Dal 2° al 10° classificati vincono Attestato di merito – Pubblicazione del testo premiato sulla rivista Il Club degli autori – Pubblicazione su Internet club.it – 50 copie in omaggio in caso di pubblicazione di un proprio libro con l’editrice Montedit.

Opere vincitrici

Rosaria Sgroia – Opera 1^ classificata

La prima sigaretta della giornata, del mese, dell’anno, un corridoio di specchi, una processione infinita di rimandi; l’io, il doppio, le moltitudini.
Ho appoggiato i miei occhi sul divano Li ha visti, per caso? – Ho notato che piegavi il capo, mentre mi parlavi e la luce del giorno ti schiariva il viso o forse era il ricordo di noi mentre camminavamo sulla spiaggia, sotto l’ombrello. Ora, però, ha smesso di piovere sull’acqua vede ed è tornato il sole. Fossi felice ne sentirei il calore.


Domenica Sammaritano – Opera 2^ classificata

Uomini veri

Gli uomini forti hanno centoventitrè denti
E tutti sono sani
E non hanno bisogno di dentista
Li sono da sé.
ogni mattina usano il filo interdentale
E a volte anche alla sera
Non si sporcano di bianco dentifricio.
Lo comprano.

Passeggiavi con un fuori strada per mano
E pensavo che fosse troppo grande
Sei così piccolo
Per quello aspettavi la carezza e non volevi baci
Né tenerezza.

Non sono la tua mamma, tesoro.
Ti amo e basta.


Claudio Martini – Opera 3^ classificata

Accade che incontro il vento
la mattina scendendo le scale
lo attraverso tra il fuggi fuggi dei gatti
svoltato l’angolo la quiete ritorna
al riparo dei rovi
un tempo grondante di fiori
ora quieto nascondiglio dei corvi


Andrea Palazzo – Opera 4^ classificata

Un uomo e i suoi passi

è evidente che quelle sono parole senza fiato
sussurrate la sera come conchiglie di cera che si sciolgono
per quanto ancora dovrò illudere me stesso
dietro una tenda inutile che lascia intravedere le mie spine?
E la schiena s’incurva sotto la ghigliottina di una luce
tra gli applausi sinceri di un viale alberato
stretto e buio come un epilogo non calcolato – e le sfumature di un sorriso appeso alle circostanze dei saluti
ma in ogni avvertimento del cuore c‘è il rintocco di una campana
c‘è una carrellata di istantanee attaccate alle pareti del cervello
e mentre cammino dentro la pioggia
sopra cadaveri di castagne
mi domando se sarò veramente cos’ forte per declinare l’invito dell’inverno
e rifugiarmi nella mia assurdità.


Chiara Ferrara – Opera 5^ classificata


Gelsomino,
biancospino,
erba matta,
case come torri di fasto di mistero,
mura che respirano
verso un pescoso cielo;
si ripete un ritornello,
non so se saprò mitigarlo
come i marinai
in una nuvola di fumo bianco
che stempera il colore del cielo;
cingere con queste braccia la luna,
assopirmi
facendomi feconda per i profumi
di queste isole di attesa.
Tutto deve ancora accadere,
ed io fremo
per questa città che trascina nel cielo.


Nino Russo – Opera 6^ classificata

Il mare


s’alza ripiega piomba
s’alza ancora ripiomba
ed è sempre
tonante
ed è sempre
fremente
con furia
rabbiosa
che schiuma
demente.

Ma poco nel profondo
atarassico giace
in una buia pace
silente.

Ha di queste ironie
nascoste l’ineffabile
natura vivente


Mario Vecchione – Opera 7^ classificato

Laude

Il nostro Dio non ha mani
per innalzare torri e cattedrali,
non ha strade da percorrere
accanto ai disperati;
non ha labbra per il dolore
della terra, perché noi
siamo le sue mani,
le sue strade,
le sue labbra;
siamo noi il Vangelo
che si può ancora vivere,
l’ultima invocazione
per costruire il bene,
per creare amore


Elena Chiesa – Opera 8^ classificata

Sulla punta della sedia


Sulla punta della sedia
dondolo piano
in una vertigine che sfiora
la fine di tutto
Una sfida sottile
con la gravità del fato
un gioco raffinato
da equilibrista.

Presente alla catastrofe
Ma completamente assente
aspetto paziente
di vedere dove cade
questo niente.


Mirco Ongaro – Opera 9^ classificata

Senza bandiere


Non so se esiste un luogo
dove guardare all’orizzonte
senza vedere una bandiera.

Dolce luogo
dove tutto esiste e niente è fisso,
dove il male e il bene
scivolano nella mia anima
come metallo fuso.

Dolce luogo che non sono.
Neppure io.

Ma non mi aggrego.
Non chiedetemi parole troppo forti
per pensieri che deboli strisciano sopra le cose.

Sussurra, sulla mia bocca,
solo l’eco lontana dell’anarchia.


Massimo D’Arcangelo – Opera 10^ classificata

Randagio Campana


Così magra e stempiata la fronte.
“Oh sirena perché non torni dal mare
alla fonte?”. La luna non può levare
il suo argento. Le parole violente

anelano al vento “Sibila io muoio
per questo nostro amore io muoio
per le nostre rose sfiorite che nel foglio
di una poesia si fanno vive. Io muoio.”

Non può finire stavolta. Un cane randagio
rinchiuso che grida e masturba il suo sesso,
che legge giornali e scappa a gattoni dimesso
agli abbagli elettrici che danno dolore. Randagio

dai piedi ai pensieri. Campana randagio che muore
e prende in giro se stesso e il dolore al cuore
inflitto da un amore straziante abbandonato negli occhi
levati di una donna che invecchia di porta in porta tra mucchi
di carte, di arte e passioni contorte.

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