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Premio Letterario Internazionale Il Club dei Poeti 2001
V Edizione

Ultimo aggiornamento: 30 Gennaio 2001
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Andamento del concorso:

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Risultati

Risultati del concorso Il Club dei poeti 2001

La Commissione esaminatrice della sesta edizione del Premio letterario internazionale Il Club dei Poeti 2001, che è stata presieduta da Gianmario Lucini per la sezione poesia e da Massimo Barile per la sezione narrativa dopo l’analisi dei numerosi testi pervenuti ha stabilito la seguente graduatoria:

Classifica Sezione Poesia

  • Opera 1° classificata: Riepilogo estivo di Salvatore Scollo, Siracusa. Vince la pubblicazione di un libro di 32 pagine di cui riceverà 100 copie gratuite – Targa Club dei Poeti – attestato di merito – pubblicazione dell’opera vincitrice su Il Club degli autori e sul sito Internet club.it

__Questa la motivazione della Giuria: “La fine dell’estate è tempo di bilanci, così come lo è la fine dell’estate della giovinezza e della maturità. Dentro questa metafora si gioca il racconto della paralisi mentale del poeta, che pare rispecchiare una paralisi del mondo circostante, dove anche le voci “squillanti” tuttavia si odono “basse, per non turbare / l’avvenuto coma della ragione”. La prima constatazione è quella della resa “di un tempo / che non si vuole interrogare”, un tempo soggettivo rispecchiato dal tempo cronologico dell’anno, che trasmuta nei suoi riti, nel suo ripetersi ciclico e sempre uguale, negli atti ripetuti e “senza nessi”, nei suoi simboli di morte e rinascita. Non è più dato “riacciuffare” il “senso del vivere”: tutto è come morente, soffuso, paralizzato dalla presa di coscienza del fallimento di un “superbo tempo” dell’onnipotenza giovanile “in cui credemmo di potere imbrigliare i sogni / e farne colonne del nostro crescere”, mentre ora, “che le forze iniziano a lasciarci”, la solitudine e l’incomunicabilità di “parole ascoltate e porte senza affetto / si frangono davanti alla mente / che non le comprende” e che inizia a pensare alla fine di sé, al suo tramonto, alla morte. È come un oscillare fra speranza e disperazione, il camminare in bilico su un crinale, che separa due atteggiamenti esistenziali opposti, e dei quali il secondo, la disperazione, sembra avere molti più argomenti di richiamo. Ma è anche un rendersi conto di una diretta responsabilità per questo amaro in bocca, responsabilità per il nostro vivere superficiale e stranito che ci porta, prima o poi, alla resa dei conti con le domande esistenziali. Infatti, “mentre il mondo si dilania / preferiamo interrogarci / su quale spiaggia andare”, chiusi nel guscio del contingente e del banale. Il contenuto della poesia richiede, per essere trattato in questo modo, grande maturità ed equilibrio di linguaggio e di toni: sarebbe qui fin troppo facile lasciarsi andare a gratuite disperazioni o a una “poetica della sfiga” che lascia il tempo che trova e di cui, purtroppo, abbonda la poesia contemporanea. Il nostro autore invece usa un linguaggio pacato e colloquiale, antilirico e tuttavia controllato, mai banale anche se dimesso e con espressioni volutamente minimali, quasi a sottolineare una serena accettazione dell’ineluttabile, la consapevolezza di una diretta responsabilità nello stato delle cose (e quindi non attribuendo sempre agli altri, o a tutto ciò che sta fuori dal nucleo più centrale del proprio io, la responsabilità del negativo che la vita ci fa assaporare). Ma è proprio da questo atteggiamento, più che dal linguaggio, che sgorga quel tranquillo ma forte lirismo che cattura il lettore, lo coinvolge, gli porge un tema, un’esperienza, un evento, col quale egli stesso prima o poi si misura.
In questo modo di far poesia intravediamo dunque un qualcosa di originale e di profondamente fedele al personaggio dell’autore, che con grande coraggio e capacità di smascherare le mistificazioni del lirismo, ci fa omaggio di una poesia profondamente umana e vera”. (Gianmario Lucini)__

  • Opera 2° classificata: Girandola senza senso di Roberta Papa, Napoli. Vince la pubblicazione di un quaderno di 32 pagine di cui riceverà 100 copie gratuite – attestato di merito – pubblicazione dell’opera vincitrice su Il Club degli autori e sul sito Internet club.it

Questa la motivazione della Giuria: “La poesia Girandola senza senso rappresenta, in modo potentemente evocativo, lo smarrimento della ragione umanistica di fronte al non-senso della civiltà contemporanea, e lo rappresenta in maniera disperata e ossessiva, facendo ipersegno di un antilirismo che, nelle intenzioni dell’autrice, viene associato ad una gesto di rivolta e di impegno etico. Alla banalità e tracotanza di una cultura schizofrenica, perbenista e di facciata, ella contrappone il dolore esistenziale dell’essere privato di una sua antologia e ridotto a testimone impotente dell’ingiustizia tronfia e rabbiosa verso i più deboli e i diversi. Contro un edonismo rincagnito nel suo privilegio difeso coi denti, sordo agli argomenti di una ragione pacata ma disincantata, sempre più propenso ai toni forcaioli e alla legittimazione dell’egoismo spinto fino all’irrazionale ai danni dei soggetti più poveri e marginali della società, la poetessa alza con coraggio e con fierezza un grido di dissenso, che connota di precise intenzioni la sua poesia, la innalza a gesto poetico, pur non confondendo la poesia con il grido e non attribuendo ad essa finalità che sono di altre sfere dell’agire sociale. E, insieme, ella sembra indicare con sicurezza una possibile strada, quella di una poesia civile ma insieme di un lirismo accorato, in alternativa a un certo disimpegno della poesia di fronte al male e alla sofferenza dell’essere. L’autrice, senza la minima incertezza, riesce con pochi versi a dare forma e volto al vuoto esistenziale di cui la nostra società tanto parla, lamentandosene, ma sempre cadendo, in questa sua lamentazione, nelle maglie del rimosso collettivo. È quindi premiata, con l’attribuzione del secondo premio del concorso Il Club dei Poeti 2001, la straordinaria forza e la vitalità di questa poesia, che cerca un suo ruolo e lo trova, con sicurezza, anche se con una certa irruenza”. (Gianmario Lucini)

  • Opera 3° classificata: Steccati di Marina Moretti, Trieste. Vince la pubblicazione di un quaderno autocopertinato di 32 pagine di cui riceverà 100 copie gratuite – attestato di merito – pubblicazione dell’opera vincitrice su Il Club degli autori e sul sito Internet club.it

Questa la motivazione della Giuria: “La poesia Steccati rappresenta, nella sua semplicità, un grido che non ha tempo e non ha età, il corto circuito di senso che la civiltà della pace rileva nell’agire ideologico – che ha il torto di calpestare il dolore dell’uomo, reale, in nome di una realtà assoluta, ereditata acriticamente e scambiata per verità incontrovertibile. Di fronte all’arroganza, alla prepotenza del pensiero meccanico e morto dell’ideologia, l’autore contrappone la potenza della mite figura di uno “stesso dolore” condiviso fraternamente dai poveri e dagli ultimi, additando in essi la solidità positiva della solidarietà, unico strumento che ci consente uno sguardo diverso e finalmente critico, non scisso dal mondo ma in esso saldamente radicato. È dunque la spontaneità di questo verso, questo suo calarsi nel concreto della realtà integrale della persona, che vogliamo premiare con il secondo posto nella classifica generale”. (Gianmario Lucini)

  • Opera 4° classificata: Il bambino pazzo di Riccardo Gnetti, Peschiera Borromeo (MI)). Vince attestato di merito – pubblicazione dell’opera vincitrice su Il Club degli autori e sul sito Internet club.it e 50 copie in omaggio in caso di pubblicazione in volume con l’editrice Montedit.

Questa la motivazione della Giuria: “Con un linguaggio che lascia trapelare la sua rabbia e il disincanto, e che non concede al lettore neppure uno sprazzo di lirismo, l’autore esprime con poche, furibonde parole, la condizione della sua generazione, la sensazione di tradimento che la pervade, lasciando intravedere nel tono apparentemente distaccato, una sentita partecipazione emozionale. Di primo acchito sembrerebbe che il poeta voglia arroccarsi in un isolamento che non cerca conciliazione ma sfida, che risponde con aggressività ed ira alla chiusura di prospettive per il futuro. Ma non è da prendere questo come un atto di isolamento o di rinuncia: chi rinuncia non parla, e invece ci pare che qui il poeta voglia esprimere un suo ruolo anche provocatoriamente, e con una certa enfasi, un ruolo a cui la poesia troppo spesso rinuncia. La natura cupa della metafora del racconto poetico, ha insieme qualcosa di terribile e di profetico, che colpisce il lettore in pantofole, richiamandolo alla realtà”. (Gianmario Lucini)


Vincono attestato di merito – pubblicazione dell’opera vincitrice su Il Club degli autori e sul sito Internet club.it
e 50 copie in omaggio in caso di pubblicazione in volume con l’editrice Montedit:

  • Opera 5° classificata: Che amore era di Gian Mario Castaldi, Legnano (Mi).
  • Opera 6° classificata: Umore di Giuseppina Bonora, Inzago (Mi).
  • Opera 7° classificata: XX di Lelieana Ionescu, Parco Cerasole (Ce).
  • Opera 8° classificata: Senza titolo di Emilio Ranzoni, Recco (Ge).
  • Opera 9° classificata: A… Limossà di Piero Trapani, Monreale (Pa).
  • Opera 10° classificata ex aequo: Kaboom di Alessandro Dezi, Colleferro (Roma).
  • Opera 10° classificata ex aequo: Un alito di vento di Oreste Bonvicini, Casal Cermelli (Al).


Risultano segnalati dalla Giuria con attestato di merito:

  • Ars poetica di Massimiliano Badiali, Arezzo;
  • A mia madre di Teresa Bennice, Vittoria (Rg);
  • Via malata di Lucia Bolis, Gardone Val Trompia (Bs);
  • Farfalla di Sandra Borgis, Torino;
  • To Stefania di Dafne D’Angelo, Carpi (Mo);
  • Seduta di Marcella Dalla Valle, Zané (Vi);
  • Oro sulla strada di Giulio Fumagalli d’Osnago, Osnago (Lc);
  • Virtual di Sara Gennaro, Torino;
  • Senza titolo di Luca Govoni, Pavia;
  • Preghiera ad un sogno di Carlo Leoni, Cassano Vulcaria (Va);
  • Sfida di Alessandro Lugli, Napoli;
  • Senza titolo di Alessia Massari, Cadelbosco (Re);
  • Senza titolo di Alfredo Panetta, Corsico (Mi);
  • Canzone d’aprile in Borgo Venezia di Giancarlo Remorini, Bientina (Pi);
  • Senza titolo di Simone Rencricca, Roma;
  • Senza titolo di Dalila Danila Roccetti, Pescara.


Classifica Sezione Narrativa

  • Opera 1° classificata: Il francese di Giulio Lupi, Amandola (Ap). Vince la pubblicazione di un libro di 32 pagine di cui riceverà 100 copie gratuite – Targa Il Club dei Poeti – Attestato di merito – pubblicazione dell’opera vincitrice su Il Club degli autori e sul sito Internet per un anno.


Vincono attestato di merito – pubblicazione dell’opera vincitrice su Il Club degli autori e sul sito Internet club.it e 50 copie in omaggio in caso di pubblicazione in volume con l’editrice Montedit:


Opere vincitrici

Opera 1° classificata:

Salvatore Scollo

Riepilogo estivo

Le siepi che coprono alla vista
le ville della zona
sono testimoni di un tempo
che non si vuole interrogare:
l’acqua alle piante
il taglio dei rami secchi
la semina dei bulbi
non sono presagi del senso
del vivere che s‘è riacciuffato.
Le voci squillanti che s’odono
vagano basse, per non turbare
l’avvenuto coma della ragione;
mentre il mondo si dilania
preferiamo interrogarci
su quale spiaggia andare.
Il silenzio non scorge nessi
negli atti ripetuti senza distinzione – superbo il tempo in cui credemmo
di potere imbrigliare i sogni
e farne colonne del nostro crescere!
Ora che le forze iniziano a lasciarci
e le parole ascoltate e porte senz’affetto
si frangono davanti la mente
che non le comprende,
guardiamo ad una sosta
che sia riposo senza risveglio.


Opera 2° classificata:

Roberta Papa

Girandola senza senso

Un vortice
Vuoto
Mi sospende.
Vuoto.
Nero.
Significante e significato:
Nulla.

Sento il
Vuoto
Nella punta sud della V
Lama gelida, penetra il mio
Nulla
Si culla
Nella dolce curva della U
Cerchio solido del dolore O
Sogni e dolcezze sulla forca a due braccia T
Pendo, stravolta: O!

Sento il
Vuoto
Negli spazi del codicelingua
Nel quadrato luminoso – TVPUBBLICITA’ECCOAVOI- delle case
Nelle lettere di marmo – MENOTASSECITTA’PIU’SICUREVIAEXTRACOMUNITARIOINFAME – sui muri
E dentro il sospiro delle urne.
Piene.


Opera 3° classificata:

Marina Moretti

Steccati

Anche su terre emerse
dalle pozze dei sogni
le spoglie divise di uno stesso dolore,
da un muro diroccato
a ridosso della casa cristiana,
a ridosso di quella ottomana,
si fecero riconoscere
come vecchie compagne di vita,
al primo sguardo.
A dire con voci di vetro
dietro le quinte
che loro ci sono sempre state,
anche quando eri lontano,
ché il mondo:
quello degli steccati,
è verità dei padri – ovunque – innestata sotto la pelle,
rossa di sangue,
gonfia
come una bandiera.


Opera 4° classificata:

Riccardo Gnetti

Il bambino pazzo

Il bambino pazzo
canta la canzone vecchia
del mondo che si sgretola.
Piange ride urla beve.
Ora ha posto
la sfera di cristallo
nel centro della stanza
e vi gira intorno,
vorticosamente scuotendo
la sua testa sballata.
La gente non capisce
che lui conosce
il suo destino.
La gente non capisce
un cazzo.


Opera 5° classificata:

Gian Mario Castaldi

Che amore era

Ti pago un caffè al banco
e un due a zero a tavolino
e pago una notte in bianco
e buona parte del mattino
perché i guai vengono dopo
quando si spegne il fuoco
perché innamorarsi
per noi è una scienza esatta
bisogna abbandonarsi
abbandonarsi… è fatta!
ma i guai vengono dopo a poco a poco
quando si spegne il fuoco

non dirmi che ti perdi
nel mare dei miei occhi verdi
dicesti tu
no, anzi, se vuoi che abbocchi
al mare dei tuoi occhi
ti consiglio il blu

Ma in questa notte gelida
io non ti sento più
ho preso tanto freddo
ho preso tanto buio
che i guai vengono dopo
a poco a poco a poco a poco
quando si spegne il fuoco
quando ti abbraccio
e mi scotto col ghiaccio

amore, il ghiaccio non c’era
amore, che cos‘è
questa luce nera?
amore, che amore è?
che amore era?


Opera 6° classificata:

Pinuccia Bonora

Umore

Annuso l’umore
dell’auto,
alla scoperta della
tua tana,
a mio agio
tra le tracce
di un sano,
maschio,
disordine.
Briciole di
tabacco parlano
di te.
I tuoi gesti
raccontano che
oggi
sei senza difese.
Mi senti, finalmente,
sorella.
Potessi farmi
aria calda e
leggera e
non disperdere il
calore


Opera 7° classificata:

Lelieana Ionescu

XII

Febbrio, piove
forse perché
siamo pieni di peccati?
Perché è la purificante
acqua che tutti aspettiamo?
Mi sento pronta:
Aspetto
le mille lacrime cadenti.

***

XIX

Il tempo sembra che si ferma
quando mi stringi con calore;
il tempo sembra che si spezza
quando mi stringi con furore.
Il tempo sembra che sparisce,
quando mi stringi.
È l’amore?


Opera 8° classificata:

Emilio Ranzoni

Dies triginta unum

Ho dato il tempo alla mia innamorata
di concludere interamente il suo corso,
di farmi rivedere per intero
il suo volto pallido, soffice e misterioso
mentre, cautamente, essa lo volgeva
lenta, impercettibile verso il mio,
supplicante di rivederla così piena,
lucente e malata di languore.

Ho atteso che la donna, trepidante,
vedesse rinnovarsi la sua femminilità
e soffrisse per la sua innata unicità
che si sprigiona con uno spasmo
negli occhi della inerte adolescente
che recide il sottile capello dell’infanzia
o della senile, luminosa donna
che anela, mai assuefatta, al riviverla.

Per più di trenta volte ho visto il Sole
nascere, brillante nell’azzurro amniotico,
vivere, inondando tutto di luce dominatrice
e morire, annegando nel suo stesso sangue
e ho assistito, partecipe, ai futili riti quotidiani
di queste inutili entità deteriorate,
messe in fila e prosciugate di loro stesse,
morte nell’oblio della sconcertante banalità.

Mentre il mondo è cambiato in tal guisa
tale è la distanza che ha separato
l’ultimo sfiorarsi dei nostri corpi,
l’ultima carezza di labbra frementi,
l’ultimo passionale, libero abbraccio,
l’ultimo bacio al tuo petto d’alabastro,
mai smisi di sognare, aggrappato alla memoria
di quel benefico incontro, prodigo di vita.


Opera 9° classificata:

Piero Trapani

A… limossa 1

Tutto d’un pezzo il trippaiolo
sistemati con perizia
mussi, garetti, buglosse
bandiva: “aju a limossa…”
freddi tocchetti aspersi di limone
da leccare i baffi.
Attorno al lamierato tavolo disadorno
fuoco e pentolone mai persi di vista
a fine lavoro uomini senza meta
nel grigio, mobili coppole, brille, stagliate,
un richiamo quel tiepido vapore
profumo particolare, effusi sapori selvatici
intestini appena macellati, lessi, rivissuti
col silenzio rotto dall’afona voce
“cavura… cavura è a limossa”.
Sgolato l’imperante uomo della caldume2
affilava il coltellaccio
cinto d’uno stuolo di ragazzini sgomitanti
incollati al tavolo appena lambito
cogli occhietti sgranati, bramanti
senza una lira smaniante attesa… un cenno
un’intesa tra sconosciuti.
Striscianti manine sudice
nella scodella affossate
una fettina di sanguinaccio bollente che presa!
E continuavano a scialare guazzando
in mezzo a sguardi smarriti
un ultimo avanzo nell’untuosa brodaglia
mentre tuonava ancora quella voce
a tutti nota e mai saputa decifrare.


1) Trattasi di un termine probabilmente intraducibile ricavato dal verso venditore di caldume che diceva: (aju lu mussu) ho il muso, o dall’unione delle due parole lingua e musso, cosicché diventasse limossa


[ 2) Frattaglie


Opera 10° classificata ex aequo

Oreste Bonvicini

Un alito di vento

Inseguirai l’amore, lais o testamento
scritto per sconfiggere il tempo,
nulla intorno, nulla dentro
come il nulla da cui provieni.

Eri, sei e sarai
un alito di vento,
parola, pensiero certo,
parte del gran progetto
che Dio, nell’infinito,
ha esteso all’essere, uomo,
corpo, vita di questa vita,
frammento
d’un vuoto che in Lui si compie.


Opera 10° classificata ex aequo

Alessandro Dezi

Kaboom

(ad Aleksandar Zograf e le bombe)1

Un tonfo sordo
lontano,
di timpani rotti,
di ossa taglienti,
di strazi,
di bastardi,
di viscere sparse,
di bile, di sputi
e di sangue ultimo.



Nessuna ragione:
solo boati assurdi,
pesanti come
pilastri d’ebano.

Su tutte
le dignità perdute,
regna violento
l’impero
degli idioti.

Nelle vostre teste
vuote e inutili,
un’apocalisse
identica a quella
preparata
per noi.

1) Pseudonimo del serbo Sasa Rakezic: nativo di Pancevo, città a pochi chilometri da Belgrado, giornalista rock, autore di fumetti underground pubblicati in tutto il mondo, racconta tramite scritti e disegni onirici la difficile situazione di guerra civile nella ex-Yugoslavia, in particolar modo durante il tragico conflitto NATO/Serbia.

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