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Poesia a Chiaromonte 2000
IV Edizione

Ultimo aggiornamento: 30 Marzo 2000
Clicca qui per il bando completo del concorso
Andamento del concorso:

Antologia – Per vedere l’antologia

Premiazione – Si è tenuta il giorno 29 agosto 2000 alle ore 16 presso la Sala Centro Visite “Monsignor G. Vozzi” a Chiaromonte (Potenza).
Per informazioni Massimo Sassano: 0347.84.29.389.
Tutti i partecipanti hanno ricevuto una copia della rivista Il Club degli autori con i risultati del concorso.

Risultati

La giuria della prima edizione del premio Letterario Poesia a Chiaromonte indetto da Massimo Sassano, con la collaborazione tecnica e letteraria de Il Club degli autori, composta da Carlo Italo Calza (presidente), Francesco Armenti, Biagio Ferrari, Salvatore Lovoi, Giovanni Percoco dopo un’analisi approfondita di ciascuna lirica sia sul piano contenutistico sia riguardo gli aspetti linguistici e stilistici, riservando particolare attenzione alla struttura compositiva, alle metafore e alle allegorie, ha così decretato:


Sezione Poesia in lingua italiana


1° classificato Adriano Scandalitta, di Mortara (Pv), con la poesia “Tu padre allora”
2° classificato Filippo Finardi, di Bologna, con la poesia “Mio nonno”
3° classificato Dino Valentino Moro, di Borgo Hermada (Lt), con la poesia “Torna qualcuno alla memoria”
4° classificato Paola Ippolito di Marrano (Na), con la poesia “Disincanto”
5° classificato Riccardo Maria Zaccaria di Roma, con la poesia “Il ragazzo Jesus”
6° classificato Simonetta Cariolato di S.Giovanni Lupatoto (Vr), con la poesia “La parola scritta”
7° classificato Andrea Dini di Camaiore (Lu), con la poesia “04/02/95”
8° classificato Daniela Raimondi, di Saltrio (Va), con la poesia “Firenze”
9° classificato Roxana Morsella di Roma, con la poesia “Semplici cose”
10° classificato Franca Ascari Scanabissi di Pavullo (Mo), con la poesia “Ricami d’altri tempi”


Risultano segnalati dalla giuria con attestato di merito le seguenti opere:


“L’infanzia rubata” di Tomaso Pieragnolo, Abano Terme (Pd);
“Un bacio” di Anita Vestuto, Napoli.


Sezione Poesia lucana


1° classificato Francesco Antonio Arleo di San Chirico Raparo (Pz), con la poesia “Scrijatanne”


Sezione Poesia Giovane


1° classificato di Federica Cordisco, Melfi (Pz), con la poesia “Sesta ora”
2° classificato Vincenzo Iannone di Torre Annunziata (Na), con la poesia “La ballata del clown”
3° classificato Cristina Meloni di Belvì (Nu), con la poesia “Il sentiero della sofferenza”
4° classificato Primiana Roseti di Senise (Pz), con la poesia “Foglio”


La cerimonia di premiazione è avvenuta il giorno 29 agosto 2000 alle ore 16 presso la Sala Centro Visite “Monsignor G. Vozzi” a Chiaromonte (Potenza).
Per informazioni Massimo Sassano: 0347.84.29.389.


Opere vincitrici

Adriano Scandalitta
1° Classificato
Tu padre, allora…


Il carbone
ha riverberi bluastri
al soffio della forgia
e il ferro sprizza scintille
percosso da un martello vigoroso

Tu padre, allora,
vivevi giorni forti
e io come vomero d’acciaio
mi scaldavo
alla tua ombra amica

Ora la mia vita è piatta,
non ha più
scricchiolii d’acciaio
forti e caldi

Il pulsare afano
del computer
mi appiattisce il cuore
che invano
cerca appigli
per rifiatare.


Chi ha detto che i sogni…


Chi ha detto che i sogni,
fragili e leggeri,
impalpabili ed eterei,
non hanno un volto
da ammirare o contemplare?

Io ho conosciuto sogni sensibili,
fatti di carezze e baci,
io ho conosciuto parole
sussurrate in estasi d’amore

Io amo i sogni
perché fanno vivere in letizia
ed in armonia
con il mondo.


Filippo Finardi
2° Classificato
Mio Nonno


Mio nonno parla solo dialetto,
cammina ondulando
come sempre ha fatto
sulle zolle o sugli alberi
e non dice di sé,
dei suoi sogni, delle paure.
Mio nonno non sogna:
ha paura di morire
perché la morte è buio,
è fine e niente e silenzio.
Lui conosce il silenzio
e il buio della notte
e il niente della vita dei campi.
La sera si illuminava la casa
con l’acetilene e il petrolio,
si dormiva quando il fuoco spegneva.
Crepitavano gli stecchi a cena,
raccontando di chi è passato,
la tovaglia bianca sempre tesa,
nel portico la brocca del vino
per tutti pronta.
Mio nonno ha viaggiato una volta,
in Croazia, quando andò soldato,
prima di moglie e famiglia,
ché quando l’uomo torna dalla guerra,
se torna, è l’ora di farsi casa
e pensare ai figli e ai nipoti,
lavorare di più, come non l’avesse
mai fatto, e basta coi balli
all’aperto del “Tiglio fiorito”
a conquistare ragazze e fare vita.
Davanti al focolare acceso
s’invecchia da giorno a giorno,
s’incanutisce, si ruga,
si piega per l’artrite,
si muore infine
come tutto il mondo muore
nel niente di sempre.


Dino Valentino Moro
3° Classificato
Torna qualcuno alla memoria


Torna dai campi.
Stai a guardarlo
dalla finestra appannata.
È appena spiovuto.
È bagnato.
Si toglie gli stivali.
Si appoggia allo stipite.
Tra poco entrerà.
La stufa è accesa.
Si asciugherà.
Metterà la giacca
sullo schienale della sedia.
Si accenderà il sigaro.
Fisserà gli occhi alla parete.
Cercherà,
seguendo con lo sguardo le crepe,
la possibilità di mai più tornare.


Paola Ippolito
4° Classificata
Disincanto


Lui non volle parlare al mio cuore,
al mio cuore che era suo.

Nessuna mano accarezzò i miei
artigli senza rabbia.

Nessuno sguardo un cielo di stelle
mi regalò.

Nessun abbraccio il mio tremore
placò.

Nessun bacio il mio animo in
tempesta rassicurò.

Nessun sorriso mi disse che il
mondo è bello.

Lui mi ama, ma non sa che il mio
cuore è suo.


Riccardo Maria Zaccaria
5° Classificato
Il Ragazzo Jesus


Io sono nato in Palestina
nelle mani porto il mio cuore,
io sono nato in Palestina,
sul passaporto non c‘è il mio nome.

Dentro ai miei occhi non c‘è l’azzurro
non c‘è l’azzurro della tua bandiera,
ci sono le lacrime di mio padre
parte di questa sua terra straniera.

Io che cammino su questa terra
terra promessa, terra di dolore,
dentro al mio cuore nascondo il suo nome
dentro al suo nome c‘è la mia guerra.

Ho lanciato sassi in una strada sterrata
nel giorno che è il giorno dell’intifada:
oggi al guardiano del gregge ho sparato.
Quello era un uomo come mio padre
e come mio padre è stato ammazzato.


Simonetta Cariolato
6° Classificato
La parola scritta


Di nere parole invado
un foglio incolpevole
per non gracchiare
nell’ora che scende
e riempirmi la bocca
di suoni a perdere
di false misture
componi un linguaggio
che rende allegorico
ogni concetto
nota su nota musica da camera
per un do privo di petto
la frasi appoggio
ad un muro di inchiostro
per preservare il parlato
dal ridicolo.


Andrea Dini
7° Classificato
04/02/95


Cercami nell’aria
questa sera
ed io sarò profumo
e vento
e brezza salmastra.
Cercami negli antri bui
e negli angoli nascosti,
poiché io sarò là, per te,
morte e spavento;
ma quando un riflesso
tratterrà il tuo stupore
capirai quanto stupida e ipocrita
è la tua vanità.
Vanamente cercherai un profumo
nella brezza salmastra;
e negli angoli bui,
sola, rimarrà per te la notte.


Daniela Raimondi
8° Classificato
Firenze


Firenze tremava, imbevuta di pioggia
manciata d’argento sulle verdi acque dell’Arno.

Mille luci accartocciate su Ponte Vecchio
e una donna che piange in silenzio
su per le buie scale di un albergo.

La fisarmonica riversava minute elemosine d’amore
e nel buio due angeli scolpivano sul duro sasso del dolore.
L’ultimo rito attendeva d’essere compiuto.

Firenze tremava, imbevuta di pioggia
manciata d’argento sulla viva lava del fiume.


(Firenze, 30.1.2000)


Roxana Morsella
9° Classificato
Semplici cose


Semplici cose
mi rendono felice:
il tepore del letto,
le fusa della gatta,
un nuovo fiore
nato sulla terrazza.
Sensazioni di gioia
che nascono dal cuore,
ma quando questo tace
tutt’intorno è silenzio,
nulla mi scalda,
nulla più mi raggiunge
e resto indifferente
anche all’arcobaleno.


Franca Ascari Scanabissi
10° Classificato
Ricami d’altri tempi


Piccoli punti sulla tela antica,
profumata ancora di fresca lavanda,
nascevano dalla tua mano,
una sola piccola mano,
come evanescenti sogni
di mille arabeschi lontani.
Spinto da inusitato amore
l’ago correva veloce
a creare nuvole di rose e di viole.
E tu, madre mia,
le contemplavi assorta,
rapita dalla magia nascosta
in un campo di fiori,
nati dal misterioso intreccio
di piccoli punti sulla tela antica.


Francesco Antonio Arleo
1° Classificato sezione poesia lucana
Scrijatinnë


Scrijatinnë
fa cumë a tattarannë
piglië nu cartonë
jéttëcë nu përë dë cauzénettë

e doppë scrijatinnë figlië binëdittë

ca tuttë a razzë tuië së në fuiutë
e tuttë quantë deciénë a stessë cosë:

“Nun cridimë a paravisë n’terrë
Scappémë a tiémpë da sta mammë dë fiérrë”.


Federica Cordisco
1° Classificata sezione Giovani
Sesta ora


...E pare di intuire
il moto convulso degli atomi del cielo.
Edonisti ci preoccupiamo
delle auto che
passano nella strada
sotto la scuola accaldata.
Su brevi intervalli di luce
ed ombra, fiondati
altrove
ascoltiamo
le canzoni dalle radio
che corrono
lasciando scie
di gioia animale.
Tutto si distoglie
da ciò che dovrebbe,
nulla si preoccupa
di essere,
tutto si preoccupa di
respirare – atomi di cielo -.


Vincenzo Iannone
2° Classificato sezione Giovani
La ballata del clown


Nella notte più triste
sotto la luna splendente
c‘è l’ultimo spettacolo
del nostro clown.
Nell’aria una melodia lunare
si fonde con gli oscuri turiboli innalzati da due fiaccole
acuminate come spade fiammeggianti
ai lati del palco che attende il nostro clown.
Quella musica e quell’odore danzano gioiosi nell’aria
e trafiggono i cuori degli spettatori.
Non vi è più gioia, né tristezza;
tutti sono colpiti da un’emorragia di malinconia.
La musica diviene più selvaggia, le fiamme più esangui e più mortali
in quell’assurdo silenzio in riva al mare
sotto la luna.
Eccolo lì, il nostro clown
entra in scena con la grazia di un uomo felice:
egli narra dell’amore e dell’odio
mentre si divincola, mentre si contorce
tra gli sguardi dei festanti,
tra i loro occhi chiusi.
La melodia ormai si è placata.
È ascesa tra le tenebre verso la luna,
strappandoci l’anima dal petto e gettandola
nel mare più nero e più profondo,
nel mare senza luna dove vivono le due fiaccole sole.
Queste sono i due demoni che seviziano lo spirito del nostro clown,
l’ultimo ad essere rimasto vivo tra noi.
Acclamiamolo! Acclamiamolo ancora
quando lo vedremo toccare il vertice massimo della sofferenza,
quando sarà un burattino tra le mani della Morte
nella scena finale della sua pantomima.
Acclamiamolo nel suo trionfo.
Le fiaccole son una ormai,
egli aveva due sogni o forse uno:
delusione si chiama la sua morale.
Acclamiamolo! È davvero immenso quando danza sulle note della morte
per narrarci la sua vita:
il suo amore che non c‘è più, la sua bella che non lo ama più.
Il pubblico lo saluta con esplosioni di gioia,
con lanci di fiori e di cappelli,
quando giace sul palco
pronto ad esalare l’ultimo respiro, l’ultimo sospiro
con il cuore trafitto da una fiaccola
ormai muta come lui.


Cristina Meloni
3° Classificata sezione Giovani
Il sentiero della sofferenza


Corri verso un isolato sentiero
Accompagnata dal buio più nero
Che circonda ora la tua esistenza
Lasciandoti in cambio la sofferenza.

Vivi la vita senza timore,
reagisci al torto senza rancore,
tu che affrontando le forze del male
combatti secondo il tuo potenziale.

Buona persona e pur sempre regredita,
comprendi la vita da una spiegazione,
ma vivendo comunque un ulteriore emozione
contribuisti anche tu ad accrescere la vita.

La tua mente che a un certo punto si ferma
Non vede confini a riguardo
Estremamente felice per aver raggiunto il traguardo
Che nel bambino trova conferma.

Le lacrime di gioia sono tante davvero
E quanti i ringraziamenti rivolti al mondo intero,
felice come sei badi al tuo bambino
mentre niente di buono trama il tuo vicino.

Così alla tua porta bussa la legge,
il comodo nido in cui stai, ora più non regge!
E per mezzo di un gesto di freddezza
Ti priva di lui non reputandoti all’altezza.

Incomincia la tua corsa, una corsa d’agonia
Che ti porta fino alla periferia,
là dove quel visino fra i monti scompare
e quel momento che non sembri sopportare
ti fa capire senza spiegazione
come il tuo sorriso sia scomparso con quell’azione.


Primiana Roseti
4° Classificato sezione Giovani
Foglio


Bianco
abisso,
terra, dove
pensieri eterei
con nudi piedi
camminano.
Bianco
che poni confini
all’infinito!


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