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Anguillara Sabazia - Città d'Arte 2003
II Edizione

Ultimo aggiornamento: 30 Aprile 2003
Clicca qui per il bando completo del concorso
Andamento del concorso:

Antologia – L’antologia è stata spedita dal 16-02-2004 al 10-03-2004.

Premiazione – Si è tenuta sabato 5 luglio 2003 alle ore 16,30 presso il giardino Comunale del Palazzo Baronale Orsini, in piazza del Comune, 1 – Anguillara Sabazia – Roma. Nel corso della cerimonia di premiazione, sono state rese note le rispettive posizioni di classifica di ciascun Autore.
Clicca qui per vedere il programma della Premiazione. Tutti i partecipanti hanno ricevuto una copia della rivista Il Club degli autori con i risultati del concorso.

Risultati

FINALISTI SEZIONE NARRATIVA/SAGGISTICA EDITA


Vincitori ex aequo: Nestore Di Meola “Willy Brandt” e Giuseppe Mistretta “Per Conto del Nero”


Motivazione Premio di Narrativa e Saggistica a Giuseppe Mistretta
Un viaggio travolgente nei meandri della memoria. L’autore riesce a trasportarci e a guidarci sottilmente nel mondo africano, conferendo ad ogni pagina del libro un’aria intensamente lirica e percorrendo una strada di esperienze esistenziali. I momenti psicologici si articolano nella narrazione, in un vivissimo sentimento della natura dei moti del cuore. Linguaggio di una meditazione acuta. Una parola che incanta legata da un filo tenace che è l’esplorazione dell’uomo in un destino da cui partono condanne e privilegi dei personaggi nei quali l’autore riconosce drammaticamente il destino di un’umanità alla ricerca del mistero insito nella vita. La storia del libro, la realtà, la storia individuale e la storia dei personaggi si alternano nelle pagine in cui lo scrittore si nomina come perno e paradigma del vivere e del sentire, insieme all’astrazione di un occhio privilegiato in ricognizione sulla memoria che come un radar capta le più sottili variazioni dell’intimo umano. Mistretta è uno scrittore ben connotato nello spazio e nel tempo, ricco d’immaginazione e di cultura geografica, con una venatura di pessimismo propria dell’autore che accompagna dall’inizio alla fine il susseguirsi degli avvenimenti intorno al protagonista del romanzo. Scritto con uno stile breve, scattante, chiaro. Teso a cogliere negli eventi una dimensione poetica proposta al lettore con limpida semplicità.


Motivazione Premio di Narrativa e Saggistica a Nestore Di Meola Nestore Di Meola filosofo e germanista, ricostruisce la vita straordinaria di un uomo il cui nome è destinato a restare nella memoria delle generazioni future. E’ uno studio che non si sofferma astrattamente ma che riferisce, interpreta, analizza le intenzioni, le tensioni, le ambizioni, le idee di un uomo geniale. Al pari dei grandi ritrattisti l’autore coglie particolari, l’intime risonanze, l’essenza di una personalità, le sue sfumature, le qualità, le debolezze, mosso unicamente dal desiderio di capire e comunicare, di distinguere la verità in cui si riflette, nel bene e nel male, nelle piccole come nelle grandi cose. Biografia di straordinario interesse in cui si fondono l’intuizione dell’esperto, il talento dello scrittore e l’abilità introspettiva dello psicologo, fornendo una prova magistrale della storia con grande competenza in una narrazione avvincente e ricca di particolari, lasciando la possibilità di trarre un libero giudizio sui multiformi aspetti della realtà politica e storica presa in esame. Una realtà scritta a grandi lettere sulle pagine della storia.


Opere finaliste vincitrici dell’Anguillarino d’argento:


Alessandra Crabbia “L’Appartenenza”
Adriano d’Auria “Elena degli Angeli tra storia e leggenda”
Piero V. Scorti “L’Affaire Tobagi”


Targa Parlamento Europeo
Drazan Gunjaca di Pola – Crozazia con “Roulette Balcanica”


Targa Presidenza Regione Lazio
Antonella Sartor “Studio di linguistica e semantica”


Targa Città di Anguillara Sabazia
Renato Costrini “Stelle con le radici”


FINALISTI SEZIONE POESIA EDITA


Vincitore: Antonio Valicenti “I segni di luce”
Motivazione Premio di Poesia ad Antonio Valicenti
La raccolta “I segni della luce” del poeta Antonio Valicenti è un viaggio della memoria, che scaturisce da un particolare misticismo ottenuto attraverso una trasparenza e tenuità di sentimenti che assorbe l’oggettività della natura fino a introdurla in una esperienza di carattere trascendente e spirituale. Tale trascendenza , raggiunta mediante un processo di astrazione e di elevazione, nelle quali il tempo e lo spazio vengono trasfigurati fino ad includere immemorabili zone dell’essere e dell’esistere che consentono al poeta di penetrare l’essenza della vita e di darle un senso e una giustificazione di natura lirica e religiosa.Purezza di immagini, un antico gusto immaginoso di echi classicheggianti per un poeta innamorato della superficie levigata delle cose. Luci trasparenze, melanconie il canto è fluido affida alla pura bellezza di un magico lirismo il suo messaggio universale si manifesta per cromatismi semantici, proporzioni compositive, barbagli di luce superiore in un linguaggio prezioso come l’oro fuso nel crogiuolo pronto a prendere corpo nei gioielli più rari, pura bellezza di un magico lirismo. Magia della parola poetica nel tempo senza confini.


Opere finaliste vincitrici dell’Anguillarino d’argento:


Luisa Gorlani “Lunazioni”
Serena Caramitti “Un anno con lui”
Alessandro Robles “Ostinata Luce”
Gianfranco Gambarelli “Stagioni”


Targa Parlamento Europeo
Mirella Malusà di Rovigno – Croazia con “Heliotropium”


FINALISTI POESIA INEDITA


1° Mariano Luccero di Cassino – Frosinone con “Agape”
2° Claudio Fichera di Genova con “Un morto senza storia”
3° Gustavo Petti di Cagliari con“Risveglio”
4° Guido Bava di Biella con“In quel nulla che è tutto”
5° Marco Caroni di Roma con “Eroi stanchi”
6° Maria Luisa Caputo di Roma con “Nomade”
7° Luigi Vento di Minturno – Latina con “Teatrali movenze”
8° Celestino Casalini di Piacenza con “Finzioni…”
9° Malika Kumlien di Roma con “Della verità del mio respiro”
10° class. ex aequo: Biagio Bucci di Anguillara Sabazia con“Gemme”
10° class. ex aequo: Nadia Chiaverini di Pisa con “Ad Alda Merini”


Premio Critica Letteraria


Luigi Gonano di Arta Terme – Udine
Simone Cecchini di Roma
Neri Genesio Verdirosi di Bisceglie – Bari


FINALISTA VINCITRICE SEZIONE POESIA INTERNAZIONALE


Miranda Haxhia di Tirana – Albania con “Butta le armi soldato…!”


FINALISTI VINCITORI SEZIONE NARRATIVA INEDITA


Francesco Arleo di San Chirico Raparo – Potenza con “La nebbia sui padri”
Nicoletta Benocci di San Lazzaro di Savena – Bologna con “La scelta”
Vittorio Bocchi di Carbonara di Po – Mantova con “L’oca della neve”
Debora De Angelis di Roma con “Un desiderio”
Miranda Haxhia Albania con “Il flamenco del mare”
Massimo Lombardi di Roma con “Luca e il principe”
Laura Mennonna di Savona con “Il lago dipinto”
Cristina Soave di Thoiry – Francia con “Pietro la capanna”
Francesca Suale di Larina con “Il mago della riva spenta”
Marina Vio di Venezia con “Loch Ness”


Il racconto dei primi 10 classificati verrà pubblicato in volume edito di cui 10 copie gratuite per i vincitori – Diploma d’Onore con medaglia d’Autore – Pubblicazione sul sito Internet clubarche.it


SEZIONE GIORNALISMO


VINCITORI EX AEQUO:


Pier Giorgio Francia “Ezra Pound”
Andrea Oppo “Libertà crudele compagna”


SELEZIONATI PREMIO SEZIONE GIORNALISMO con l’opportunità di svolgere uno stage collaborativo presso la Redazione Cultura dell’Adnkronos


Emanuele Bigi “Festival Internazionale di Milano”
Simonetta Incerti Ferrari “Rilanciare l’antica Privernum”
Alessia Pasquino “Anfitrione e i rischi della clonazione”


Opere vincitrici

Poesia Inedita


Mariano Luccero
Opera 1° classificata
Agape


La pace c‘è
Edifica in ossuti archi funerei
Temprata da melanconiche voci apolidi
Sottomessa al volere supremo dell’ignavia

Toni sgradevoli
Ricompensano
Fulminei bisogni dei senza speme
Accartocciati in distese aride

Salvo è chi
Ha paura di amare
E credere nel monotono godimento
Collimando l’atomo del suo saggio sogno

Eppure va così
La cenere riempie le mie strade
Mentre insensati odi
Trucidano la mia ricerca d’Agape


Claudio Fichera
Opera 2° classificata
Un morto senza storia


Tra massi levigati nell’asperità del tempo
ritrovo forme a me sì note e ancora care,
terre impopolari segnate dalla scompostezza
di quella baraonda che insudicia l’esistenza.
Nei campi pregni del sangue per altri volti
vedo cedere un passo talvolta incerto, stanco,
nell’inutile ritorno da chi non puoi riscattare
già frodato di ogni compassione nell’alito…
Le mura in un insolito riposo giacciono lese,
informi nel rispetto di quei giorni così diversi
quando dalle strade si alzava almeno il sorriso
nell’impudenza di una lieta evidente povertà.
Le vie al tremore nel passeggio di pesanti ruote
fuggono le zolle non più trattenute da zoccoli,
delicati rintocchi uditi nell’innocente imbarazzo
quando un puledro si impadroniva dei desideri.
Piazze sconosciute pugnalate da profondi anfratti
ostacolano la memoria che cerca la sua ragione
ai piedi di mulattiere intatte, forse accantonate,
immobili da quello stupore inatteso di certe notti.
Le porte della mia città alle spalle restio ripudio
nella tristezza di tutto il nulla che affranto dissento
nella polvere tra le macerie rigetto ogni calunnia…
troppe le sfide a cui uno spettro può cavare l’anima.
Muovo esule il mio indirizzo a collezionare storia
vuoto nell’anonimato di una condanna ieri inflitta,
smarrito nel profondo di ogni ricordo già sepolto
quando, mendicante nello scherno, domani rinascerò...


Gustavo Petti
Opera 3° classificata
Risveglio


Risveglio… agitazione.
Angoscia… affanno.
Pianto… liberazione.
Colpa… sensazione.
Risveglio… travolgente agitazione.
Angoscia… opprimente affanno.
Pianto… dolcissima liberazione.
Colpa… struggente sensazione.
Risveglio.
Angoscia.
Pianto.
Colpa.
Un’altra giornata,
un altro tormento.
Dolce è la notte,
la testa tra le mie mani.
Il caldo corpo di mia moglie,
dolce è il sonno.
Non più angoscia.
Non più pianto.
Non più colpa.


Guido Bava
Opera 4° classificata
In quel nulla che è tutto


Guardare il cielo
e lasciare che, la mente,
ne invada gli infiniti spazi
su in alto, in quel nulla
che è tutto,
fonte di vita, illusione,
certezza, anelito…
Io, viaggiatore dell’universo,
solo, senza catene,
senza pensieri, senza inibizioni
vorrei perdermi,
in quel nulla che è tutto.


Marco Caroni
Opera 5° classificata
Eroi stanchi


Noi, eroi stanchi di un sogno
mal posto,
abbiamo in silenzio
assistito alla disfatta di dei
poco propensi ad assecondare
gesta forse banali,
assuefatti anzi a disdegnare
sagome di mentiti ideali,
paradisi artificiali in cui
avremmo poi smarrito le nostre
più segrete emozioni.


Maria Luisa Caputo
Opera 6° classificata
Nomade


Mi piace credere di essere
cittadino del mondo
e ancora di più sentirmi straniero
in ogni nuovo paese
Non voglio perdere suggestioni
profumi di macchie verdi
colori di cieli
Spero di avere sempre
occhi incantati

per nuove meraviglie

occhi vividi per catturare

sguardi segnati da fili sottili di nero kajal,
forme rotonde e sinuose nascoste
dall’indaco, dall’oro, dall’arancio
dei sari e dei caftani fluttuanti,

occhi attenti a percepire
le sfumature dei toni bruni
che non mi facciano dire negro
a chi dal cenozoico guarda di più il sole
E quando sulla tavolozza della mente
i colori formeranno unica
indistinta macchia
allora dovrò riprendere il viaggio
per sentirmi cittadino del mondo
e ancora straniero
per non dimenticare che la diversità

è la Vita.


Luigi Vento
Opera 7° classificata
Teatrali movenze


L’oscura notte
rinserra l’erompere
delle nostre passioni.

Sulla luna radente
un idilliaco scenario
osa avversare
l’ermeneutica dell’essere.

Teatrali movenze
inquietano la veglia
di una evanescente venia.

I fascinosi corpi
debellano
l’ormai spoglia atarassia.


Minturno il 13 aprile 2003


Celestino Casalini
Opera 8° classificata
Finzioni…


Negli estremi facili e vaghi
delle notti:
dissetiamo i nostri
desideri d’immenso.

Guardando stelle ed ombre
che il profondo: come il giorno
non nasconde.

Quasi che solo nella casta
intimità crepuscolare
possa maturare
questo nostro desiderio.

E che il giorno
sia solo la finzione
di un’eterna dimensione!


Malika Kumlien
Opera 9° classificata
Della verità del mio respiro


Non c‘è luna senza risveglio,
sangue versato senza perdono,
so che il mio volo trova sempre
spazio nell’incanto del tuo cielo.

Occhi di luce mai perduti
nell’abisso del mondo,
come gemme incastonate
nel freddo di pietra dura,
ti amo perché sai del geranio
che appassisce e del caduco inverno,
della fievole fiamma che del mio infinito
strazio brucia come delle ombre dileguate
dallo sfolgorio di nuovi amori.

Tu conosci il mio sfinimento,
ma sai anche delle possenti braccia di Dio.
Sai dei mari in cui sprofondo,
della riva del desiderio in cui mi salvo
e delle mie infinite mani.

Sai che il cappio che oscilla sul mio
travestimento è sottile e segreto mentre
impietose riecheggiano le urla della mia verità.

Sai delle ore squarciate dal nulla sovrano
come del tempo ritrovato nella
sola quiete del mio respiro,
dei tanti figli mai nati come
delle mie continue morti.

Ti amo perché sai dei miei passi
affossati da macigni di idee confuse
e ardori spenti e sogni vuoti,
come conosci le increspature bianche
sulle onde della mia anima accesa
di vento leggero e fuoco vivo.

Ti amo perché sai di me, e del profumo
delle praterie dove corro a piedi nudi,
là dove nessuno vede e solo tu fai
della verità il mio respiro.


Biagio Bucci
Opera 10° classificata ex aequo
Gemme


Luci,
incastonate come gemme
in un gioiello,
rispecchiano
colori
tremuli
nell’acqua,
allungandosi
riflettono il
loro scintillio
in un paesaggio
incantato,
facendo cornice
ad un luogo
amato.


Nadia Chiaverini
Opera 10° classificata ex aequo
Ad Alda Merini


Infine
smarrire la ragione
gettando la coltre
che ti riscalda
e correre nuda nella foresta
come una cerva accecata
dal dolore
o un armadillo impaurito
inseguito nel deserto
ondeggiare nell’abisso
come un’alga perenne


Miranda Haxhia
Vincitrice Premio Poesia Internazionale
(Quando in Cosovo era sul fuoco l’esistenza di un popolo…)
“Butta le armi soldato…!”


I crepuscoli e i tramonti
si negano nelle sanguinate del soldato,
vattene, lontano dalle terre straniere.
Come si può non sentire il dolore per l’erba,
trascinato sotto le tue gambe?
La maceria tocca, il ricordo di tua madre,
tutto è una speranza e una follia.
Sopra il tuo elmo, ballano le prostitute,
l’ubriacato soldato, sorride…
Con la gran ragione dell’esistenza.
Il sorriso,
scalpellato in un medaglione di ferro,
la vita e la morte tutto in grigio.
Un soldato ucciso
con la testa affogata
nelle feste delle graziose geishe
non posso guardarlo,
anche un bambino… massacrato.
I governi crescono e le crisi
nella fine della danza
e della passione iguane.
Anche il cielo è perso,
morto sotto la cenere delle case bruciate.
Rimane solo il numero di un medaglione
la speranza e la follia
di un tramonto sanguinato
e un crepuscolo scimunito.
Torna in casa, soldato straniero!
... Tempo fa, un uccello ferito
mi guardava da una gabbia,
con l’universo degli occhi sommersi,
le piume come i boccioli sfioriti nel corpo.
Piansi con una voce di cigno,
con la paura che io non piangessi mai più.
Butta le armi, soldato…
... non voglio piangere, non voglio!


L'Albo d'Oro:
Anguillara Sabazia - Città d'Arte 2005 IV Edizione
Anguillara Sabazia - Città d'Arte 2004 III Edizione
Anguillara Sabazia - Città d'Arte 2003 II Edizione
Anguillara Sabazia - Città d'Arte 2002 I Edizione
 
 
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