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Concorso Internazionale di poesia Olympia Città di Montegrotto Terme 2017
XVII Edizione

Ultimo aggiornamento: 31 Gennaio 2021
Clicca qui per il bando completo del concorso
Andamento del concorso:
  • La scadenza prevista del 28 febbraio è stata prorogata al 15 marzo 2017
  • Antologia del Premio di poesia Olympia Città di Montegrotto Terme 2017
  • Spedita dal 07-12-2017 al 12-01-2018 – Spedite in data 22-09-2017 le bozze dell’antologia che conterrà le opere più significative partecipanti al concorso – la comunicazione di ammissione è stata inviata in data 07-04-2017 è stata inviata a mezzo posta la comunicazione ai Poeti ammessi all’antologia che conterrà le opere più significative partecipanti al concorso.
  • In data 03-07-2017 la Giuria rende noti i risultati. La valutazione delle opere è iniziata in data 31-03-2017.
  • La cerimonia di premiazione si è svolta presso l’Hotel Terme Olympia in viale Stazione, 25 – Montegrotto Terme (Padova), sabato 2 settembre 2017 alle ore 17,30. Online le fotografie


Risultati

Risultati diciassettesima edizione del Concorso Internazionale di poesia «Olympia Città di Montegrotto Terme – Sezione Speciale Poesia Donna»


Il Cenacolo dei Poeti Euganei rende noti i risultati della diciassettesima edizione del Concorso Internazionale di poesia «Olympia Città di Montegrotto Terme – Sezione Speciale Poesia Donna».
Queste le valutazioni effettuate dalla Giuria del Premio, composta da Paolo Carniello (scrittore e poeta, presidente del premio), Prof. Francesco Salata (già docente materie letterarie Licei ed Istituti tecnici commerciali), Prof. Adriano Smonker (storico, ricercatore e scrittore. Fondatore del “Wigwam Circolo Vecchioponte”), Gianluca Versace (Giornalista, conduttore del talk show “Notizie Oggi” in onda su Canale Italia), Simone Angrisani (Dottore in Economia Fondatore e Presidente di Itaca Officina culturale di Montegrotto Terme), la quale dopo attenta valutazione delle opere pervenute è giunta alla conclusione di premiare le seguenti opere:




  • Autrice vincitrice del Trofeo Donna con l’opera «Ci troveremo là» Monica Ambrosi di Castelnuovo (Verona).
    Questa la Motivazione della Giuria: «Poesia onirica e realistica a un tempo, fatta di ricordi e di sogni, nell’attesa che il miracolo si compia e l’amore ritorni vivo come “sangue che continua a scorrere nelle vene”, “come la carezza della primavera”» Adriano Smonker
    Vince: «Trofeo Donna Hotel Terme Olympia» – Pubblicazione dell’opera premiata sull’Antologia del premio e sul sito Internet del Club degli autori www.club.it – Attestato di merito
  • Opera 1^ classificata: «Quest’ultima stagione» di Giovani Caso, Siano (Salerno).
    Questa la Motivazione della Giuria: «Con belle metafore ricche di significato e di originalità sono espressi, in questa poesia, i sentimenti umani profondi e universali propri di chi sta per giungere all’ultimo traguardo della vita, “quel pendolo (del tempo) che oscilla vorticoso” per tutti, oscuro ed inesorabile. Eppure per l’autore-poeta la speranza non muore mai del tutto e ogni nuovo giorno seguita “ad afferrare nuvole” e “ad innestar parole, perché mettano germogli”» Adriano Smonker
    Vince: Trofeo Hotel Terme Olympia – Euro 300,00 offerti dall’Hotel Terme Olympia di Montegrotto Terme – Pubblicazione di un libro di 32 pagine edito dalla Casa Editrice Montedit con assegnazione di 100 copie – Pubblicazione dell’opera premiata sull’Antologia del premio e sul sito Internet del Club degli autori www.club.it – Attestato di merito
  • Opera 2^ classificata: «La vita» di Nicola Botter, Casier (Treviso).
    Questa la Motivazione della Giuria: «Buoni spunti di riflessione dell’autore sul significato misterioso dell’esistenza, “in questo vagare fra gli approdi scivolosi di scogliera” dove, con felice metafora, il destino di ognuno è segnato “come un filo di lapis su nuvole d’acqua”» Adriano Smonker
    Vince: Targa Hotel Terme Olympia – Pubblicazione di un Libro di 32 pagine edito dalla Casa editrice Montedit con assegnazione gratuita di 50 copie – Pubblicazione dell’opera premiata sull’Antologia del premio e sul sito Internet del Club degli autori www.club.it – Attestato di merito
  • Opera 3^ classificata: «Casa mia, ritorno al paese» di Bruno Coveli, Villalagarina (Trento).
    Questa la Motivazione della Giuria: «Questo componimento poetico è quasi una implorazione orante dell’animo a far rivivere il “film” del proprio passato, con tutte le emozioni, gli orizzonti, i sentimenti di un’infanzia perduta. Anche se, purtroppo, questo ritorno al paese si rivelerà essere solo un’illusione, espressa con bella assonanza, “nel vuoto assoluto del meriggio assolato”» Adriano Smonker
    Vince: Targa Hotel Terme Olympia – Pubblicazione di un Quaderno di 32 pagine edito dalla Casa editrice Montedit con assegnazione gratuita di 50 copie – Pubblicazione dell’opera premiata sulla rivista Il Club degli autori sull’Antologia e sul sito Internet del Club degli autori www.club.it – Attestato di merito


  • Opera 4^ classificata: «Irripetibili trasparenze» di Francesco Pasqual, Ostia (Roma).
    Questa la Motivazione della Giuria: «Un’estasi d’amore espressa “come una favola”, con arditi accostamenti di vocaboli che riscontriamo fin dal titolo, tutto un “intrecciarsi di verticali promesse” con un desiderio finale che vuole farsi certezza:”ci guarderemo, ci ascolteremo, ci baceremo e saremo salvi…”» Adriano Smonker
  • Opera 5^ classificata: «Interiorità» di Rosanna Spina, Venturina Terme (Livorno).
    Questa la Motivazione della Giuria: «Ricco di significato l’intuito di riflessione di questo breve componimento di sole due quartine che vede nella poesia, prima ancora che nella scienza, uno strumento di conoscenza per sondare i misteri dell’animo umano» Adriano Smonker
  • Opera 6^ classificata: «Una nonna e le sue vite» di Francesca Danese, Trieste.
    Questa la Motivazione della Giuria: «Si può definirla una poesia crepuscolare alla Guido Gozzano quella di questa nonna che rivive, con pacata nostalgia, attraverso il ritrovamento di un giocattolo dismesso, tutta la gioia e la serenità di una vita familiare ormai lontana nel tempo ma pur sempre viva e presente nel ricordo» Adriano Smonker
  • Opera 7^ classificata: «Il rifugio di Eveline» di Andrea Camillo Giorgio Nata, Cuneo.
    Questa la Motivazione della Giuria: «Racconto poetico intriso di malinconica nostalgia, composto di piccoli riquadri di ricordi vissuti da bambino tra le montagne e di desideri inespressi da lasciare “nelle tane delle marmotte”. Come quello di un amore acerbo nato in vacanza lassù e mai sbocciato a compimento» Adriano Smonker
  • Opera 8^ classificata: «Vermiglio» di Luca Paglia, Monselice (Padova).
    Motivazione: poche strofe significative a indicare, fin dal titolo, che rosso sangue è il colore della guerra siriana come di tutte le guerre. In spregio alla cultura e alla civiltà di quell’antico popolo si uccidono i fratelli e sovrana regna solo la morte. Anche Dio è morto tra le macerie e “in cielo sbiadiscono le stelle”» Adriano Smonker
  • Opera 9^ classificata: «Amore sconfitto» di Maria Teresa Pannunzio, Pisa.
    Questa la Motivazione della Giuria: «È il tentativo riuscito di descrivere con rassegnata pacatezza la sconfitta di un amore, finito in violenze ed umiliazioni tra le mura domestiche. Un modo senz’altro catartico di far calare il sipario “sull’ultima pagina di questo diario”» Adriano Smonker
  • Opera 10^ classificata: «L’inconsistenza del tempo» di Maria Cecchinato, Fogliano Redipuglia (Go).
    Questa la Motivazione della Giuria: «Componimento poetico leggero e sognante di chi ha voglia di starsene con la testa fra le nuvole, “armoniose carezze di fili dorati in cui annegare”, di leopardiana memoria. Salvo poi, al rombo di un aereo, ritrovarsi d’improvviso coi piedi per terra, anzi sulla sabbia della spiaggia, modellata dalle onde del mare. Accurata la scelta dei vocaboli» Adriano Smonker




Dal quarto al decimo vincono: Pubblicazione dell’opera premiata sull’Antologia del Premio e sul sito Internet del Club degli autori www.club.it – Attestato di merito




La cerimonia di premiazione si è svolta presso l’Hotel Terme Olympia in viale Stazione, 25 – Montegrotto Terme (Padova), sabato 2 settembre 2017 alle ore 17,30.
Presenti tutti i membri della Giuria: Paolo Carniello (presidente), Prof. Francesco Salata, Prof. Adriano Smonker, Gianluca Versace, il presidente del Club degli autori Adriana Montefameglio, e la titolare della casa editrice Montedit, che realizza le pubblicazioni premio Antonella Montefameglio.
La manifestazione si svolgerà a cura dell’associazione culturale Abracalam, sotto la direzione artistica di Roberto Caruso coadiuvato da Cristina Minoja, che cureranno il reading poetico delle poesie premiate.
Lo stesso giorno si è svolta, sempre nei locali dell’Hotel Terme Olympia, una delle tappe del concorso Il Giro d’Italia delle Poesie in cornice.

Online le fotografie

Il primo classificato e la vincitrice del Trofeo Donna saranno ospiti gratuiti dell’Hotel Terme Olympia per un pernottamento e un pasto (pranzo o cena del sabato) è tassativo che confermino prima possibile la propria presenza chiamando il Club degli autori e successivamente prenotando il pernottamento telefonicamente all’Hotel Olympia: 049/79.34.99.
Agli altri autori che desiderano soggiornare presso l’Hotel Olympia verrà fatto uno sconto del 10% sulle tariffe. Per prenotare telefonare direttamente all’Hotel Olympia: +39 049 793499 facendo riferimento al Premio di Poesia

www.hoteltermeolimpia.com

Raccomandiamo agli Autori intenzionati a pernottare presso l’Hotel di prenotare prima possibile in quanto è periodo di alta stagione.

Opere vincitrici



Autrice vincitrice del Trofeo Donna con l’opera «Ci troveremo là» Monica Ambrosi di Castelnuovo (Verona).


Monica Ambrosi


Ci troveremo
dove ci siamo lasciati.
Non saranno parole.


Sarà tutto come allora.
Come la carezza
della primavera,
che torna,
promessa sincera,
di un pomeriggio
del freddo inverno.


Fino ad allora ci incontreremo
nei fantasmi
di chi ci somiglia
nei simulacri
che ci siamo donati.


Non conosciamo il giorno
né l’ora, solo avvertiamo
il sangue nelle vene.
Nulla lo trattiene.
Né spazio, né tempo
né silenzio.


Ci troveremo là
dove ci incontrammo,
senza sapere,
fino in fondo,
che una parte di noi
non sarebbe tornata indietro mai,
malgrado quello che ci giurammo.




Opera 1^ classificata: «Quest’ultima stagione» di Giovani Caso


Quest’ultima stagione


Il tempo spezza petali di luce,
anch’io mi sento in corsa con la vita,
quel pendolo che oscilla vorticoso,
so bene quanto è oscuro l’infinito
che scivola nel cosmo. Il corpo è come
l’obelisco scavato dalla pioggia
fin nel profondo, con la storia incisa.
E tutto si dissolve d’ogni evento,
tutto dei viaggi, tra ritorni e addii.
Pietra di solitudine è il silenzio.


Non so di quante aurore abbia bisogno
il mio sguardo senile, anche oggi avrò
nuvole da afferrare, scriverò
con un dito di vino i miei pensieri,
il sognare d’un verso, a cui m’aggrappo
per tenermi al sussurro delle cose,
coriandoli di sogni. In certi giorni
lo spirito raddrizza ogni sentiero,
calice capovolto è la gioiosa
azzurrità del cielo.

Dove sono
i giochi dell’infanzia, quel selvaggio
profumo di mirtilli sulle labbra?
Lungo il viale calpesto sassi e foglie,
m’inoltro tra le palpebre del vento,
cammino col mio zaino di ricordi.
E sono sempre qui, soffio di niente
nel disadorno fiato di quest’ultima
stagione di fatiche. E innesto ancora
parole, perché mettano germogli.




Opera 2^ classificata: «La vita» di Nicola Botter, Casier (Treviso)


La vita


Ora c’è solo il silenzio
dello struggente librarsi dei gabbiani,
sul limitare dell’ignoto
resta solo il loro vagare
fra gli approdi scivolosi di scogliera.


Sono le onde
che sovrastano d’azzurro
la mente, persa, a navigare:


la vita dopo tutto
è molto più che uno sbattere d’ali,
là, dove ogni dolore si cementa
ed ogni peso si inabissa:


è l’infinito desiderio
di un bacio
che mi precipita
in ciò che più mi assomiglia e bramo,


è l’anima,
un po’ sporca e un po’ viva,
la sua fame ed il suo nutrimento,


è l’incognita di un’onda
l’intonazione che, a volte, manca.


Come un filo di lapis su nuvole d’acqua
è il destino che mi sfiora in lontananza:


carapaci, sono le parole, sulla sabbia.




Opera 3^ classificata: «Casa mia, ritorno al paese» di Bruno Coveli, Villalagarina (Trento).


Casa mia (ritorno al paese)


Da secoli che sembrano ieri
passeri incantati d’amore
gonfiano di paglie e piume
tetti dai coppi ormai fradici di tempo e di sole
rincorrendo avare stagioni.
Nel vuoto assoluto del meriggio assolato
gocciolante di sudore antico
fontane mute giacciono vuote all’angolo della via
ove polvere sottile
mossa per brevi istanti da giri di brezza
incrosta volti
quali maschere antiche
cariche di passato remoto.
Disperato cerco allora sfogo
alla paura di solitudini affioranti
nella sarabanda dei pensieri
e vado ad incontrare un suono di voce umana
mentre nei dintorni si manifesta il nulla
concretizzandosi nel frinire d’una cicala
appena giunta sul muro.
Eppure lì al paese dove adesso vago
mura di calce e sassi nascondono il mio pianto bambino
e mi pare di udire dalla finestra aperta sulla valle
accarezzata dal fico
la voce dolce di mia madre che chiama il mio nome
e sorrido mentre arrivo alle scale di pietra
di casa mia che profuma dell’odore degli avi
rimasto nel tempo ad aleggiare tra spine di melograni
ebbri di fiori scarlatti.
Chiudo gli occhi e vivo
per lunghissimi istanti
il film delle mie disperate illusioni
e giro la guancia in attesa
di un’ improbabile carezza.




Opera 4^ classificata: «Irripetibili trasparenze» di Francesco Pasqual, Ostia (Roma)


Irripetibili trasparenze


È così che t’appartiene quest’amore.
Un tocco fugace,
– una pennellata aspra e tagliente –
quegli occhi azzurri, impenetrabili,
gettati con veemenza
sul dolce inganno del mondo.
L’eterna luce non muore in quel che vediamo…


L’intrecciarsi di verticali promesse
è il tuo essere dov’entra l’amore
qualora tu fossi, ancora,
il cristallo per la nostra nascita futura;
«Sempre e per Sempre»
la favola prossima per chi ti ama.
Senza nulla capire
sarà il tempo dei ritorni…


Esiste una ragione a tutto questo.
Un raggio d’argento si stacca dall’orizzonte.
Le note vibrano trasportate dal vento.
Le stelle sanno il profumo degl’incontri.
L’onda e il bacio scrosciano nel buio;
e le lacrime,
e lacrime rompono il silenzio della voce,
e quel dolore passato
che piange nel presente, ora
si fa carne viva e nuda per la tua venuta.


Il tempo: un fuggevole cenno del vivere.
É un’unica scrittura l’infanzia,
un fluire di tinte sempre nuove,
– irripetibili trasparenze –
da dover stringere a lungo tra di noi.
Lentamente,
ci guarderemo ci ascolteremo ci baceremo
e saremo salvi…



Opera 5^ classificata: «Interiorità» di Rosanna Spina, Venturina Terme (Livorno)

Interiorità


Quando ho sguardi di nebbia,
la poesia resta in me
come gli occhi d’un cieco
che non sa più dov’è;


ma se scruto il mio dentro
per guardarle attraverso,
mi rivela orizzonti
fino a farmi universo.




Opera 6^ classificata: «Una nonna e le sue vite» di Francesca Danese, Trieste

Una nonna e le sue vite


Quel cavallino a dondolo
che cullava le tue risate
nella sua sella gialla
mentre la tua manina
attorcigliava le redini;
scalciavi allegri i piedini.


Questo cavallino a dondolo
ora immobile sul legno scuro
cigola a volte nelle serate
di vento, quando turbina
l’aria dal balcone spalancato,
forse solo una svista.


Mi addormento nel silenzio,
mi svegliano a volte i pensieri
o lo scoppiettio di una moto
esuberante; lontane le lacrime
della mia bambina che chiama
e, canticchiandole, dorme.


Mi addormento nell’attesa
di nuove chiamate e risate
e cavalcate lungo i corridoi
di case e di vite, tue e mie
e di chi incontrerai, chissà;
quanto vale, un chissà.


Mi sveglio nella gioia
di una nonna dagli occhi
cerchiati da rughe sottili
per i tanti sorrisi a voi,
a voi bambini, come te;
mi addormento sognandovi.




Opera 7^ classificata: «Il rifugio di Eveline» di Andrea Camillo Giorgio Nata, Cuneo.

Il rifugio di Eveline


Su di un graffio di terra,
ripido tra pascoli verdi
e bianche macchie di greggi,
si saliva al rifugio di pietra.
Nel cuore d’ogni mia estate,
lo percorrevo di fretta con i miei genitori,
lontano dai pensieri di scuola.
A fermarmi il fiato corto, e lo sguardo rivolto
al pallone che scappava in discesa.
Il mio zaino pesava,
di sogni e di giochi scelti con cura,
su lunghe bretelle cascanti,
che le mani riportavano in spalla.
In cima al sentiero, Eveline mi aspettava agitata,
su due gambette piantate in scarponi giganti,
gli occhi socchiusi, fuggiti dalla luce abbagliante,
e sul viso dei biondi capelli impazziti.
Mi parlava di animali e di fiori,
mi confidava i segreti delle sue montagne,
senza chiedere quali io mi portassi nel cuore.
Ed ogni sera, ripiegavamo i nostri desideri,
dentro biglietti di carta nelle tane delle marmotte,
per cercarli l’indomani.
Eveline m’insegnava
che se non li avessimo più ritrovati,
si sarebbero avverati.
Sono passati trent’anni da allora,
la mulattiera sale ancora, alle stelle,
come una cerniera chiusa a scaldare i pendii,
e del rifugio non resta che pietre impilate,
ruderi nel tempo, che tagliano il vento.
Ma Eveline, oggi, è una donna sposata,
porta due bimbi a scuola ogni giorno,
mi saluta con un cenno di mano, poi fugge,
una borsa di documenti a tracolla,
parlando nervosa al telefono,
sale di fretta sull’auto
lasciata in doppia fila.




Opera 8^ classificata: «Vermiglio» di Luca Paglia, Monselice (Padova)

Vermiglio


«Dio è morto!»


Unto di Sangue,
tra le macerie,
col ventre gonfio.
Innocente.


La Madre straziata
raggrinzisce.
Il Padre, sudicio, striscia
nella trincea. Prende la mira,
spara, uccide i Fratelli.
Abbraccia il fucile, accanto
la Morte, sua Amica, gli sorride.


Il Vecchio sdentato ricorda:
Antiche Leggende,
Sabbie Dorate, Palmira.
Avvolge l’Innocente
con drappi Damaschi.
Bacia le sue mani,
né riconosce il Volto.
Nell’Oscurità, urla inconsolabile:
«È morto!
Dio è morto!»


Sbiadiscono le Stelle,
il Cielo notturno: Vermiglio.




Opera 9^ classificata: «Amore sconfitto» di Maria Teresa Pannunzio, Pisa

Amore sconfitto


Il primo schiaffo ti lascia
stordita, ti tocchi la faccia
con le dita.


La sua violenza è una
dichiarazione di impotenza.


Poi arrivano le lacrime e le
scuse, le tue.


Non c’è il perdono, la rabbia
esplode con il fragore di
un tuono.


È un attimo che dura un
secolo, amore figlio di un dio
malevolo.


Amore tradito, sconfitto, finito.


Cala il sipario, ultima pagina
di questo diario.




Opera 10^ classificata: «L’inconsistenza del tempo» di Maria Cecchinato, Fogliano Redipuglia (Go)

L’inconsistenza del tempo


Non porsi domande, non cercare certezze,
beata incoscienza di lasciarsi cullare
nell’azzurro cobalto sotto il nitore del cielo,
guizzanti riflessi, armoniose carezze
di fili dorati in cui annegare.


Fugge l’anima, libera di vagare
oltre la paura dell’ignoto,
plana verso acque profonde,
gioca a perdersi tra le onde
nel blu oltremare di una striscia d’orizzonte,
si tuffa nel vortice di una spirale
scintillante al sole,
senza rimorsi, senza rimpianti,
senza parole.


Avvolte da foschia passeggera
sfumano in lontananza le isole e la costa,
profili evanescenti di monti,
ponti ai ricordi, terra straniera,
e s’indovina appena
un bianco villaggio che resta
sospeso nel nulla, leggera visione
riaffiorante al cambiare del vento.


Respiro l’inconsistenza
del tempo.


All’improvviso un rombo sorvola
il mio brusco ritorno al presente
spezzando l’incanto
e mi fa riaffondare
i piedi nelle onde di sabbia
modellate dal mare.



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