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Premio Ebook in…versi 2018
IV Edizione

Ultimo aggiornamento: 21 Settembre 2018
Clicca qui per il bando completo del concorso
Andamento del concorso:

La scadenza prevista del 30-05-2018 è stata prorogata al 15-06-2018

  • La giuria rende noti i risultati in data 19-09-2018 – in data 20-06-2018 ha iniziato le valutazioni delle opere pervenute.

Risultati
  • Opera 1^ classificata: «Poesie» di Giulia Quaranta Provenzano, Diano Arentino (IM).
    Vince: Trofeo Ebook in…versi 2018 – Attestato di merito – Pubblicazione della Silloge vincitrice in formato Ebook con regolare contratto di edizione con la Casa Editrice Montedit che prevede corresponsione dei diritti d’Autore a norma di legge
    Questa la motivazione della Giuria: «La Poesia di Giulia Quaranta Provenzano si genera nel “corpo del dolore”, supera il velo scuro che nasconde “spiragli sofferti”, penetra nelle ferite brucianti e catapulta nelle labirintiche profondità dell’esistenza.
    Le sue poesie sono “cristalli” che brillano nelle oscurità dell’animo, nelle ombre della giostra della vita, nella frantumazione d’ogni certezza, quando “i giorni si staccano dall’albero/dell’esistenza come centrini/ inamidati”: tra sguardo satanico ed oblio, avvolta in “nuvole di cenere” ed errante sopra un “oceano di tenebre”, tutto sprofonda nello scrigno dell’Essere e le lacrime salgono dall’anima, testimoni dell’umano dolore.
    Le liriche diventano “braci nell’oscurità”, tra il profumo salmastro, la luce argentea del mare e l’arida roccia che separa dal nulla, dal sipario dove si perde lo sguardo, e rimangono solo i residui pensieri “abbarbicati ai dirupi del cuore”.
    Le parole sono “lame di ghiaccio” che attraversano il sentiero/labirinto della vita d’una poetessa, “farfalla nera” e “dannata per sempre”, che offre la poesia, ardente e lacerante, come fosse la sua stessa “carne” pulsante, simbolica porta verso un mondo dove domina il “desiderio/d’Eternità“».
    Massimo Barile
  • Opera 2^ classificata: «La rammendatrice (La rammentatrice)» di Elena Ruvidi, Pozzuoli (NA).
    Vince: Attestato di merito – Pubblicazione della Silloge vincitrice in formato Ebook con regolare contratto di edizione con la Casa Editrice Montedit che prevede corresponsione dei diritti d’Autore a norma di legge.
    Questa la motivazione della Giuria: «Elena Ruvidi, con la silloge “La rammendatrice”, intende districare “l’aggrovigliato filo dei ricordi” per cercare di “ricucire gli strappi” provocati dalla vita e dal dolore dell’anima.
    La sua Poesia, ardente e vibrante, è protesa a ricostruire la “trama e l’ordito” con parole che scavano dentro l’abisso per estrapolare la “smaniosa passione per la vita”, tra “gioia struggente” e “compassione”, mentre il tempo si “sgrana” come un rosario nel susseguirsi delle metamorfosi esistenziali che hanno segnato il cammino.
    Lei “danza” come “funambola” su un virtuale filo, tra le stelle e il “buio che attende”, magicamente sospesa in un attimo eterno, rappresentato simbolicamente dall’amore immenso per Napoli: “Vado per la strada degli oleandri… felice d’essere/ figlia di questa terra antica”, mai dimenticando le sue radici, che sono un destino, il respiro stesso della vita.
    E, infine, giunge la confessione da offrire in dono: “Scrivo per vincere la pena/il senso oscuro/d’ineluttabilità/del fluire perenne/in cui/scomparirò anche io“».
    Massimo Barile
  • Opera 3^ classificata: «Sulla pelle del tempo» di Roberto Bernardini, Roma (RM).
    Vince: Attestato di merito – Pubblicazione della Silloge vincitrice in formato Ebook con regolare contratto di edizione con la Casa Editrice Montedit che prevede corresponsione dei diritti d’Autore a norma di legge.
    Questa la motivazione della Giuria: «Nella silloge “Sulla pelle del tempo”, Roberto Bernardini offre la sua visione poetica con versificazione precisa, sfrondata da ogni orpello, sempre capace di rendere, nel miglior modo possibile, le intenzioni liriche, illuminando l’universo emozionale, le atmosfere ed il recupero memoriale.
    Il ritmo del tempo scandisce i “giochi di memoria” e i “brividi” dei frammenti esistenziali, costantemente pervasi di un profondo sentire lirico: ecco allora che emozioni e passioni si miscelano durante le “tranquille sere d’estate”, al “vento fresco della sera” e sul far del “crepuscolo”, sempre protese ad una comunione con il fascino ed il mistero dell’umano vivere.
    La poesia “riempie la vita”, oltrepassa le ombre nel cuore ed il senso di smarrimento, le “lacrime lasciate al fiume” e le “emozioni sospese”, innalzando l’Uomo ad una dimensione superiore».
    Massimo Barile




Gli Ebook vincitori verranno pubblicati in forma assolutamente gratuita, nella apposita collana della Casa Editrice Montedit saranno pubblicazioni altamente professionali realizzate in formato ePub e Mobi e poste in vendita sulla piattaforma Bookrepublic e sui principali Store mondiali (Amazon, Apple Store, Kobo, Ibs, etc.). Saranno dotati di DRM (che ne vieta la duplicazione) ed avranno Codice ISBN.

Verrà anche data anche la possibilità (previo successivi accordi e solo a chi lo desidera) di avere pubblicazione cartacea del volume, con il sistema di Print on Demand.




Opere Segnalate dalla Giuria con Attestato di merito e proposta di pubblicazione:


  • Opera Segnalata dalla Giuria: «Passi nel tempo» di Floriana Menozzi, Brescia (BS). Questa la motivazione della Giuria: «Floriana Menozzi propone una poesia d’atmosfera capace di ricercare immagini e sensazioni, incanti e suggestioni, in un lirismo che esalta le rimembranze della poetessa.
    Le tracce del tempo riconducono al “profumo della vita”, ai “giorni dell’amore”, alla volontà di cogliere il “respiro del silenzio” e al costante “cercar delle cose/il linguaggio celato”.
    Floriana Menozzi è protesa a distillare il “senso della vita” per estrarne l’essenza, mentre il cuore diventa custode delle emozioni “cristallizzate” nelle pieghe dell’esistenza.
    Le parole sussurrate al tempo “placheranno l’anima” della poetessa e offriranno “occhi rinnovati” per assaporare attimi di poesia, “vibrazioni d’eterno”, davanti alla bellezza della vita».
    Massimo Barile
  • Opera Segnalata dalla Giuria: «Fra luci e ombre» di Marilena Parro Marconi, Sacile (PN). Questa la motivazione della Giuria: «Nella silloge, “Fra luci e ombre”, l’animo di Marilena Parro Marconi si apre alla vita, tra gioia e dolore, speranza ed illusione, proteso a ricercare il sentire profondo dell’anima, gli “slanci” dell’infinito amore e le intense emozioni che emergono dal mondo della memoria.
    Nel flusso esistenziale, che riconduce alla “magia della vita”, tutto sorprende nonostante lo “sbiadire del tempo”: dai nuovi entusiasmi, fino alle più labili percezioni, la “tenerezza del cuore” e la capacità di riconoscere la “voce dell’anima”.
    La sua Parola è vibrante e s’irradia di luce lirica, illumina il “miracolo dell’amore” ed è sempre pronta a ritrovar la forza di “librarsi in volo sulle ali variopinte dell’anima“».
    Massimo Barile
  • Opera Segnalata dalla Giuria: «Piovono piume» di Domenica Sammaritano, Piacenza (PC). Questa la motivazione della Giuria: «La silloge di Domenica Sammaritano rappresenta un percorso lirico che catapulta nel dispiegarsi dell’amore, tra “sguardi perduti”, parole seppellite in una condizione silente, malinconie che assediano e immancabili finzioni del vivere quotidiano.
    Emerge la volontà di “cercar di riprendere il cuore”, rivivere nell’animo la “voce dei ricordi”, scegliere il silenzio “per non perdersi nel vuoto”, sapendo bene che l’alterno gioco dell’amore domina su tutto: “La gioia è nascosta/dalle ombre di incerti nervosismi/da pragmatici sorrisi/dal dispiegarsi lento/dell’amore“».
    Massimo Barile
  • Opera Segnalata dalla Giuria: «“Terra e Amore” – Smerigliate utopie dalla cenere» di Giovanna Scutiero, Angri (SA). Questa la motivazione della Giuria: «La silloge di Giovanna Scutiero è un atto d’amore verso la propria Terra natia, un paese ai piedi dei Monti Lattari, che rappresenta la “linfa” vitale nel corso della sua vita, magico dono che ha permesso di “placare il senso del finito”, seminare speranze e continuare a sognare.
    La sua poesia è un “grido alla vita”, un gesto d’amore sulla “linea del tempo”, tra “notti di stelle” e “oro delle ginestre”, tra antichi profumi e “ciliegi in fiore”, quasi ad inebriarsi del respiro stesso della Terra, fino a rigenerarsi dentro di essa per coglierne l’essenza autentica.
    E, infine, dopo l’abbraccio infinito alla sua “terra sincera”, sempre in ascolto del cuore, la poetessa confessa: solo la Terra “trovò risposte/alla mia desolazione” e, oggi, nell’abbandono lirico, nella luce del “cielo dorato”, si dissolvono le malinconie, purificate dal fuoco della passione».
    Massimo Barile
  • Opera Segnalata dalla Giuria: «Anima muta canta» di Dalila Spadaro, Troina (EN). Questa la motivazione della Giuria: «La visione lirica di Dalila Spadaro si muove tra “precipizio doloroso e salvazione” in perenne equilibrio sulla linea di confine che, da un lato, si nutre dello sguardo incantato nei confronti della vita, percependo l’amore come nutrimento dell’anima, e, dall’altro lato, tende a cogliere “l’essenza del silenzio”, per vivere una totale immersione nel senso della vita più autentico, come a ricercare una mistica unione che riveli al mondo la “sublimante bellezza”.
    Le cinque sezioni della silloge, tra epifanie e “simbiosi di amorosi sensi”, generano un canto dell’anima che tende a disvelare la realtà, eliminando le finzioni e le “umane distorsioni”, auspicando un ritorno “all’anima delle cose”.
    La linfa lirica sgorga prepotente, fino a condurre alla decretazione finale, quando la poetessa pone il suo sigillo: sono “attenta/ speleologa urbana di un ipogeo/giammai perduto: dimora/illibata di sogni, autentica/infanzia di mondi“».
    Massimo Barile
  • Opera Segnalata dalla Giuria: «Passeggiata tra le ombre dell’anima» di Gloria Tundo, Vignolo (CN). Questa la motivazione della Giuria: «La silloge di Gloria Tundo rappresenta un percorso lirico “tra le ombre dell’anima”, dove sono sedimentati i “rimpianti nascosti”, i rimorsi del passato e le lacrime versate.
    La sua Parola è straziante e divorante nel recupero memoriale come nelle manifestazioni del vivere che diventano il teatro della vita d’una poetessa, davanti al mondo “affamato di sogni” che divora ogni cosa e si nutre delle sue cicatrici.
    Nel flusso lirico i pensieri “ghiacciano la ragione”, i ricordi son “lame taglienti” che trafiggono e le parole “penetrano la carne”, in un “folle gioco” che ha consumato il cuore in attesa dell’amore.
    Lei cura le cicatrici e rivitalizza il desiderio d’un sentimento puro che sia effluvio di speranza, per “tornare a sognare”, mentre il veleno continua a bruciare nel corpo e non rimane che l’inganno del tempo per non lasciar soffocare l’anima: l’atto salvifico è la consapevolezza della forza del proprio silenzio, seppur dentro il cuore s’agita una “tempesta“».
    Massimo Barile


L'Albo d'Oro:
Premio Ebook in…versi 2018 IV Edizione
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