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Premio di Poesia Poeti dell'Adda 2018
XXIII Edizione

Ultimo aggiornamento: 28 Gennaio 2021
Clicca qui per il bando completo del concorso
Andamento del concorso:

La data di scadenza prevista del 30-07-2018 è stata prorogata al 23-08-2018

  • La Giuria in data 31-10-2018 rende noti i risultati – in data 30-08-2018 ha iniziato le valutazioni delle opere pervenute.
  • Antologia del Premio I Poeti dell’Adda 2018 – Spedita dal 20-06-2019 al 28-06-2019 – Spedito le bozze dell’antologia in data 12-03-2019 – Inviata in data 10-09-2018 lettera di invito ai Poeti ammessi all’Antologia del premio.

La cerimonia di premiazione è avvenuta in occasione dell’Open Day del Club degli autori Sabato 23 febbraio 2019. Cliccando qui è possibile visionare le fotografie:
È stata inviata agli Autori premiati comunicazione in merito.

Cliccando qui è possibile scaricare la Comunicazione sullo svolgimento dell’Open Day del Club degli autori:

Cliccando qui è possibile scaricare le indicazioni utili agli Autori per raggiungere la nostra sede



Risultati
  • Opera 1^ classificata «Vorrei essere poeta» di Paolo Carniello, Montegrotto Terme (Padova). Questa la motivazione della Giuria: «La lirica di Paolo Carniello incarna il profondo sentire del poeta che cerca, con la sua poesia, di unire le pulsioni vissute sulla terra alle percezioni d’un animo sognante che desidera innalzare al cielo la sua voce per difendere l’amore e la libertà di essere se stesso.
    La visione lirica oltrepassa la realtà per raggiungere le misteriose armonie dell’esistere e si espande in una dimensione superiore, superando la percezione del tempo, ergendosi nelle zone dell’impenetrabile, dove non esiste confine.
    Nel processo lirico domina l’impulso ad affrontare il divenire dell’esistenza, che conosce la solitudine e la vulnerabilità, penetrando le fenditure della vita, fluttuando nei suoi vortici, come a decretare la difficoltà di ricercare uno spiraglio di luce che possa illuminare il sofferto cammino.
    La sua parola, onesta e sincera, perennemente pulsante come un cuore impregnato d’energia, penetra nel sangue e segue la personale direzione emozionale senza dispersioni, costantemente protesa all’accertamento dell’intenzione lirica che permetta l’ascesa ad una rivelazione.
    La chiusa della poesia diventa simbolo della consapevolezza del poeta, presa di coscienza e atto liberatorio: “Mi nutrirò con briciole di pane,/cheterò la sete d’amore con tepide lacrime/serrando alle spalle le porte all’universo”». Massimo Barile
    Vince: Targa Poeti dell’Adda – Pubblicazione di un libro di 32 pagine edito dalla Casa Editrice Montedit con assegnazione di 100 copie – Pubblicazione dell’opera premiata sull’Antologia e sul sito Internet del Club degli autori – Attestato di merito
  • Opera 2^ classificata «Favola di polvere» di Giulia Maturani, Sezze (Latina). Questa la motivazione della Giuria: «Nella poesia “Favola di polvere”, lo sguardo della poetessa penetra una condizione di sospensione nel tempo e la sua figura è come proiettata su un “cosmo disperso”, dove alimenta i “versi del dolore” e un “sogno che rimbomba”, ben consapevole che invisibili “funi” tengono legato il suo cuore.
    Come asserragliata in un hortus conclusus dell’anima, Giulia Maturani osserva “nuvole corrose” e “fiori appassiti/che perdono petali di cenere”; sente un “giardino di vetro nel suo cuore” e le sue “gesta” combattono il senso di vuoto davanti a spettrali figure e a “specchi opachi” che non riflettono immagini.
    Tra le mani non rimane che sabbia e la “spina” del dolore segna il sentiero perché pare non esistere liberazione dal tormento dell’anima.
    Il sigillo lirico, con i versi “Devo smetterla di credere nelle favole di polvere”, diventa decretazione d’una condizione esistenziale, per non essere una voce che urla nel deserto.
    La sua Parola è penetrante ed incisiva, fedele immagine d’una visione lirica che s’incide sulla pelle, entra dirompente nel sangue e pervade l’animo». Massimo Barile
    Vince: Pubblicazione di un Libro di 32 pagine edito dalla Casa Editrice Montedit con assegnazione gratuita di 50 copie all’Autore – Pubblicazione dell’opera premiata sull’Antologia e sul sito Internet del Club degli autori – Attestato di merito
  • Opera 3^ classificata «Nell’inaudibile astenia dell’essere» di Sergio Baldeschi, Montecerboli (Pistoia). Questa la motivazione della Giuria: «Nelle continue metamorfosi dell’esistere, sorseggiando istanti di vita, il poeta ricerca un senso alla condizione “d’inaudibile astenia dell’essere”, mentre le “dolci memorie” si dileguano nel tempo e diventa difficile afferrare la “meraviglia” nelle semplici cose dell’umano vivere.
    Nel “circo quotidiano” cerca di illudersi con questa esistenza, ubriacandosi di “stelle” e distillando sogni, quasi a stringere un “patto d’amore con l’eterno”: tutto potrà condurre ad una possibile redenzione o ad un cosmico disinganno.
    Sergio Baldeschi dimostra di possedere una profonda propensione a scandagliare l’animo umano fin nelle più labili percezioni e la sua fiamma lirica illumina ogni visione». Massimo Barile
    Vince: Pubblicazione di un Quaderno di 32 pagine edito dalla Casa Editrice Montedit con assegnazione gratuita di 50 copie all’Autore – Pubblicazione dell’opera premiata sull’Antologia e sul sito Internet del Club degli autori – Attestato di merito


  • Opera 4^ classificata «Quando te ne andrai» di Dario Marelli, Seregno (Monza e Brianza). Questa la motivazione della Giuria: «La poesia “Quando te ne andrai”, dedicata a Dolores O’Riordan, cantante dei Cranberries, s’innalza al cielo come un canto d’amore universale e, proprio tra le nuvole, il poeta cercherà una traccia del suo passaggio interrotto.
    Le parole del poeta deflagrano in un ricordo meraviglioso, diventano afflato primigenio e, come in un sogno lirico, raggiungono l’estasi “ad ascoltare /il precipitare eterno della voce,/lassù, divina, in mezzo agli angeli”». Massimo Barile
  • Opera 5^ classificata «Il sentiero del destino» di Anna Barzaghi, Seveso (Monza e Brianza). Questa la motivazione della Giuria: «Poesia d’anima che fa sentire nel profondo del cuore quel “vivermi dentro” che Anna Barzaghi pone al primo verso della sua lirica, specchio fedele d’una condizione dell’essere.
    La “neve dei sensi/ricopre il sentiero del destino” e la poetessa conduce la sua “ombra” oltre le domande disperse, oltre il cielo dove si confondono le “parole svuotate”, in attesa d’uno spiraglio luminoso che sia respiro universale». Massimo Barile
  • Opera 6^ classificata «Ora d’aria» di Chris Mao, Ormea (Cuneo). Questa la motivazione della Giuria: «Nella poesia “Ora d’aria” il poeta, come costretto in una simbolica clausura, arroccato dentro le mura, pare completamente “consacrato” a tale condizione.
    Alle prese con tale supplizio dell’anima, tra specchi e serrature virtuali che separano dal lamento della “terra dei vivi”, scardina l’inganno e “resiste” nell’unico intervallo che gli è concesso, nel momento dell’ultimo abbandono alla luce, quando può innalzare la “dignità” nel suo spiraglio di libertà: “nell’unico intervallo,/alfabeto di pelle e pensieri,/sul colle di luce e dignità,/della mia ora d’aria”». Massimo Barile
  • Opera 7^ classificata «Fotoricordo» di Andrea Lamoratta, Bagno a Ripoli (Firenze). Questa la motivazione della Giuria: «In una dimensione lirica sospesa tra velata inquietudine e stratificata realtà, la visione del poeta pare trafiggere l’atmosfera d’una sera che s’incarna in un semplice ricordo ed il pensiero lentamente svanisce insieme a “voci impercettibili”.
    Le evidenze dell’esistere non appartengono più alla memoria che declina nell’oblio d’un “bagnasciuga triste senza conchiglie” e, come un relitto naufragato sulla spiaggia, non rimane che lo scrigno delle “voglie”». Massimo Barile
  • Opera 8^ classificata «Ponte di versi» di Rosy Ferracane, Quistello (Mantova). Questa la motivazione della Giuria: «La poesia “Ponte di versi” rappresenta uno stato d’animo della poetessa che alimenta tale visione lirica con forza espressiva e sottolinea con vigore la propria concezione della poesia.
    Rosy Ferracane miscela la sensazione di malinconia con il desiderio d’una salvifica ispirazione che possa creare un “ponte di versi” grazie al quale attraversare tale condizione dell’animo, pervasa di solitudine e impregnata del respiro di fantasmi.
    Lei è “umile” poetessa, “messa all’angolo dal tempo”, che sente la poesia come medicamentum spiritus, capace di curare le ferite ed illuminare il cuore come a vivere un atto di salvazione.
    Nel sigillo lirico la poetessa decreta: scrivere è “dare un corpo ai miei fantasmi/e lasciare che si liberino/dal mio abbraccio alla carta,/nell’attesa dolcezza di un addio”». Massimo Barile
  • Opera 9^ classificata «Scompiglio» di Domenica Sammaritano, Piacenza. Questa la motivazione della Giuria: «La poesia di Domenica Sammaritano riconduce ad un simbolico “scompiglio” del cuore, in balia di “verità di disamore” e “ambigue verità”, in preda al crollo d’un sentimento “graffiato dal rancore”, come a sottolineare la distanza ed il senso di vuoto davanti ad un impossibile “perdono”.
    Risulta inutile saccheggiare ciò che non ha più valore e diventa difficile persino salvarsi dal tracollo del proprio cuore.
    La brevità del verso rende ancor più incisiva la visione poetica di Domenica Sammaritano che, in pochi versi, fissa fedelmente la sua intenzione lirica». Massimo Barile
  • Opera 10^ classificata «Preghiera» di Nicola Iori, Piacenza. Questa la motivazione della Giuria: «Nicola Iori offre una preghiera lirica che vede il poeta come dominus, portatore di un atto salvifico, salvazione e liberazione al contempo, capace di far ritrovare lo spiraglio liberatorio, di illuminare il cammino e far rivivere la speranza.
    Solo il suo “umile verso”, sincero e vibrante, può consolare dalle molteplici vicissitudini della vita, accompagnare con le sue fedeli parole nella notte che nasconde il mistero: solo il poeta può suscitare l’animo». Massimo Barile


Dal quarto al decimo vincono: Pubblicazione dell’opera premiata sull’Antologia del Premio e sul sito Internet del Club degli autori – Attestato di merito


Opere Segnalate dalla Giuria con Attestato di merito:

  • «Nuvole degli occhi nell’aria» di Joan Josep Barcelò i Bauça, Palma di Maiorca – Isole Baleari – Spagna. Questa la motivazione della Giuria: «La poesia di Joan Josep Barcelò i Barça rappresenta un viaggio lirico, tra le nuvole in lontananza e la luce dell’eternità, immerso in un mondo di “un tempo non creato”.
    Emerge la volontà di crogiolarsi “tra le parole sacre che germogliano dall’anima”, tra cielo e terra, tra assenza che scuote l’animo e presenza che si rivela davanti alle stelle: come un “prigioniero in un enigma vitale” che insegue i dettami del cuore». Massimo Barile
  • «Madri» di Giovanni Codutti, Feletto Umberto (Udine). Questa la motivazione della Giuria: «La poesia si apre con il ricordo che riconduce alle figure di madri d’un tempo, con i “volti istoriati”, che ricamavano “merletti da sposa”, portavano sulle spalle fatiche e sofferenze, donne con “destini senza nome e senza volto”.
    La visione poetica di Giovanni Codini è intensa e scruta nel profondo le loro sofferte esistenze, nella “solitudine di una preghiera” quando la chiesa le aveva viste, ancor bambine, “destinate ad esser madri”». Massimo Barile
  • «Offrimi dei tuoi occhi la poesia» di Lucia Ingegneri, Monza. Questa la motivazione della Giuria: «Nella poesia di Lucia Ingegneri emerge il profumo della vita che viene offerto, simbolicamente, con gli “occhi della poesia” come a respirarne l’essenza, tuffarsi nelle sue meraviglie, assaporarne l’amore capace di generare un nuovo miracolo.
    Il flusso lirico spinge oltre, a scrutare la luce dell’anima, le stelle del cielo, il seme d’amore che cresce nel cuore, superando ogni limite di spazio e di tempo, in una comunione che diventa “armonia eterna”». Massimo Barile
  • «Tormenti» di Alberico Lombardi, Sesto San Giovanni (Milano). Questa la motivazione della Giuria: «La poesia di Alberico Lombardi incarna un recupero memoriale e una sommessa riflessione sulle molteplici manifestazioni dell’esistenza.
    Ecco allora che il poeta, ben consapevole che il “destino infrange i sogni”, rivisita il passare della vita e le nostalgiche visioni; insinua nella mente i ricordi, i pensieri alla deriva, l’amor che stringe il cuore: mentre la salsedine assale ed il vento soffia forte, spazio e tempo rimangono assediati dai “tormenti della vitrea clessidra della vita”». Massimo Barile
  • «Autoritratto con il fiume dietro» di Ettore Migliorini, Boffalora d’Adda (Lodi). Questa la motivazione della Giuria: «I versi che aprono la lirica “Lascio che l’acqua passi/e levighi il mio volto” sono il simbolo di una fusione con il suo scorrere, come la vita che passa veloce, mentre la mente spazia tra mille pensieri.
    Ettore Migliorini offre la sua poesia con il cuore e la sua Parola è sincera e vibrante: si sente “animale felice”, “animale d’aria/e di cortile”, uomo in libertà con i piedi ben saldati per terra, e la “sua coda” è il fiume». Massimo Barile
  • «L’altro cielo» di Francesco Pasqual, Ostia (Roma). Questa la motivazione della Giuria: «Francesco Pasqual si muove in un simbolico “altrove del tempo”, immerso in rimandi esistenziali, tra pensieri ormai in dissolvimento e lacrime versate, cercando di disvelare il mistero dagli occhi della donna amata.
    Nel profumo del respiro e nello “spazio senza fine” emerge il “grido” del poeta, tra ragione e sogno». Massimo Barile
  • «La stanza segreta» di Patrizio Pesce, Livorno. Questa la motivazione della Giuria: «La poesia di Patrizio Pesce è dedicata alla scrittrice Virginia Woolf.
    La dimensione evocativa pervade l’intera lirica.
    Nella “stanza segreta” nascono le “invenzioni”, l’immaginario deflagra in una dimensione superiore, come a vagare tra i sentieri del tempo.
    La Parola entra nell’animo, nella visione di “giardini di more e siepi di rose gialle”, tutto si espande e l’atto di salvazione è imprigionare nel cuore “crepuscoli infiniti ed immobili nel tempo”». Massimo Barile


La cerimonia di premiazione è avvenuta in occasione dell’Open Day del Club degli autori Sabato 23 febbraio 2019. Cliccando qui è possibile visionare le fotografie:
È stata inviata agli Autori premiati comunicazione in merito.

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Opere vincitrici



Paolo Carniello


Opera 1^ classificata


Vorrei Essere Poeta


Vorrei essere Poeta per cucire la terra al cielo,
per soffocare la menzogna con la verità.


Farò il cantastorie nelle Piazze del Mondo,
calpesterò l’infamia
e trascinerò l’insperata libertà.


Innalzerò bastioni
per difendere l’amore di un’anima indifesa.


Non calerò la falce sui vinti
ma li affiancherò all’esercito dei miei sogni.


Mi accompagnerà un profumo di donna senza volto
per riempire questa cupa solitudine.


Mi nutrirò con briciole di pane,
cheterò la sete d’amore con tepide lacrime
serrando alle spalle le porte all’universo




Giulia Maturani


Opera 2^ classificata


Favola di polvere


Me ne sto seduta su una sedia di nuvole corrose.
Non so fare altro che dipingere le pareti di una casa diroccata,
nella quale nessuno troverà ristoro.
Non so fare altro che annaffiare dei fiori appassiti
che perdono petali di cenere.
Le mie inutili gesta sono il palliativo
contro l’ineluttabile niente.
Ho una galleria di quadri senza figure
segregati nell’anima.
Non terrò mostre di quello che sento.
L’arte di una lacrima è fine a se stessa.
I versi del dolore non hanno oratori in questo mondo in fiamme.
Il mio autoritratto è lo scorcio su un cosmo disperso
in una brina di stelle.
Le mie mani si scindono tra vuoti vasi di creta.
Come posso respirare in questa tomba sigillata?
Da dove provengono questi cieli senza spazio
che abitano i miei panorami ristretti?
Mi astengo dal tintinnare d’un sogno che rimbomba.
Stringo i pugni su una pozza d’istanti.
Le mie mani vorrebbero afferrare i fili del cosmo,
ma tra le dita rimane solo la sabbia che non sa condurre.
Ho infinite funi legate sul cuore
Nessuno può liberarmi da quello che sento.
Siamo ospiti nei nostri rifugi di marmo scheggiato.
Tutti questi uomini: lacrime marce d’un cielo morto;
tutti questi specchi opachi che non sanno riflettere;
tutte queste lagune colme di cadaveri di nebbia
non mi somigliano.
Ho una spina avvelenata incastrata tra i sentieri e le barriere del sonno.
Questo dolore fatto di spettri sta infestando quello che sento.
Devo smetterla di credere nelle favole di polvere
che nessuno mi ha mai raccontato.
C’è un giardino di vetro nel mio cuore di tiepidi sospiri.
Sono solo l’immagine di un canto di colori nella mente di un uomo cieco.




Sergio Baldeschi


Opera 3^ classificata


Nell’inaudibile astenia dell’essere


Nell’inaudibile astenia dell’essere,
m’innervo al senso
e dentro clessidre in metamorfosi,
sorseggio atomi di vita.
Dolci memorie,
che fuggono veloci
nell’oblio delle vene,
come fantasmi,
verso nuove scene.
Vorrei lusingarmi
di questi rituali che or m’appaiono,
ma non riesco più
ad afferrarne la meraviglia.
Uno sberleffo di spirito,
m’ha coniato
dentro la misura delle cose
e m’illude l’esistenza.
E allora, addomesticato
nel circo del quotidiano,
m’ubriaco a grappoli di stelle
e come un orso bruno,
giro sempre nel senso orario
di impervie vicissitudini.
Vivo in redenzione di luce
e con la spavalderia dello sconfitto
rubo distillati di chimere
alle dormienti tasche del tempo
per i transiti nell’attesa.
Affatturato dal mistero
che tutto sottrae e nulla cede,
brindo al patto d’amore con l’eterno
e faccio del disinganno
la mia forza…
che poi, è anche quella
dei santi e degli eroi.




Dario Marelli


Opera 4^ classificata


Quando te ne andrai


Quando te ne andrai
non vi saranno scie di farfalle in festa
né canti di bambini nel cortile,
forse nemmeno il passaggio di un usignolo in cielo
sarà segno del tuo volo interrotto.
Cercheremo fra le nuvole una traccia,
il miracolo che sappiamo non esserci stato.
Mancherai come manca il latte
alla bocca di una culla.
E non ci sarà una ragione a spiegare
perché le somme degli estremi danno zero.
Non ci sarà il graffio di una biro
a disegnare una linea continua,
il limite che tende all’infinito.


Saremo solo io e te
a vivere l’equazione di un ricordo,
tutto quello che rimane del tratteggio spezzato
che congiunge il Nulla all’Universo.


Io con le cuffie assorto ad ascoltare
il precipitare eterno della voce,
lassù, divina, in mezzo agli angeli del cielo.


A Dolores O’Riordan, cantante dei Cranberries, andata il 15/1/2018




Anna Barzaghi


Opera 5^ classificata


Il sentiero del destino


Indugio nel mio vivermi dentro
come immagine raccolta da uno specchio
mentre lieve la neve dei sensi
ricopre il sentiero del destino.


Prendo per mano la mia ombra
e la conduco tra i contorni dell’anima
dove il cielo si confonde
tra le parole svuotate nello sguardo del tempo.


Attendo un pallido raggio di luna
ad imbiancare il mio respiro
mentre le nuvole s’intrecciano
in una danza di domande perse nell’eterno.


Come impronte senza padrone
dimenticate nella soffitta del cuore.




Chris Mao


Opera 6^ classificata


Ora d’aria


Soffio, sulle cromature
fredde, del supplizio
con la convinzione
liturgica, di un folle.
Aderire, supplicando,
al vostro gioco
di specchi e chiavistelli,
pretende un germoglio
d’orgoglio, nella terra fertile
di ogni mattino.
Sul dorso di mirabili
cadute, abbraccio i vivi
dentro le mura, mi consacro
al potente lamento,
delle loro notti.
Dal polline che oscilla
oltre i ferri della clausura,
imparo il tranello del vento
che nasconde tra nuvole
chiare, la scia celeste
del mio rimorso.
Resisto infine,
nell’unico intervallo,
alfabeto di pelle e pensieri,
sul colle di luce e dignità,
della mia ora d’aria.




Andrea Lamoratta


Opera 7^ classificata


Fotoricordo


Calpestando a piedi nudi la terra
stratificata bellezza distorta
trafitta in suoni aspri dopo la guerra
come un ombrello appoggiato alla porta.


Chiacchiere in ozio per strada la sera
non mi piace la tua calma chimera
non ti riguarda la mia inquietudine
mentre ognuno ha bisogno dell’altro.


Stasera senza te in solitudine
voci impercettibili all’apparenza
mentre il pensiero s’allontana scaltro
senza memoria, un vuoto intransigente.


Bagnasciuga triste senza conchiglie
non t’appartiene più quest’evidenza
che traspare nell’acqua intensamente
nel frigorifero pieno di voglie.

2012




Rosy Ferracane


Opera 8^ classificata


Ponte di versi


Vivo di solitudini assolute,
il respiro dei fantasmi
di chi non vedrò più
ma esiste in altre strade,
ride sotto altre stelle,
brinda con l’acqua
di pianeti lontani.


Mischio malinconie blu
con il giallo dell’ispirazione
per creare la speranza
di un ponte gettato sul passato,
fatto di parole e di versi
su cui poggiare i miei piedi
stanchi.


C’è chi fa della scrittura
uno specchio in cui compiacersi
della bugia del proprio riflesso,
chi pensa non si possa
impugnare una penna
se l’altra mano non brandisce
una bottiglia.


Poi ci sono io,
umile tra gli eccessi,
messa all’angolo dal tempo
a curarmi con l’inchiostro le sue ferite,
e mi ripeto che scrivere non è che questo:
dare un corpo ai miei fantasmi
e lasciare che si liberino
dal mio abbraccio alla carta,
nell’attesa dolcezza di un addio.




Domenica Sammaritano


Opera 9^ classificata


Scompiglio


Distanze concettuali di difesa
Tradotte verità di disamore
Crollano costruzioni di pochezza
Basi di sabbia
Di ambigue verità.


Nemmeno io mi salvo
Dal crollo del mio cuore
Graffiato dal rancore
Dell’offesa


Chiudo il perdono a chiave
Nel buio della notte


E ladri di inutili speranze
Non provano nemmeno
A saccheggiare




Nicola Iori


Opera 10^ classificata


Preghiera


Tu solo mi salvi, poeta.
Tu che come un radar fedele
sempre ritrovi quel misero
e indifeso falò
che ancora rimane
in questa duna innevata
che io sono.
Non gli affetti lontani,
le solerti parole di un amico,
la fragile speranza che questo viaggio
non abbia fermate,
solo il tuo umile verso
ma sincero
ogni notte mi consola.
Lo ripeto piano,
seduto sul letto.



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