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Premio Letterario Nazionale Giovane Holden
XII Edizione

Ultimo aggiornamento: 14 Marzo 2019
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Andamento del concorso:

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Risultati

http://www.premiogiovaneholden.it/index.php/65-xii-edizione/108-i-vincitori


Inedito

Sezione romanzo:
1-Marina Berti – “Adozione” – Bologna
Motivazione: Da Nuova Delhi a Bologna, dall’orfanotrofio a una casa con la televisione, che differenza c’è tra un bambino sfortunato e un bambino fortunato, oltre al fuso orario? A sette anni Rajesh è alto centotre centimetri, (come un bambino di quattro anni) e pesa tredici chilogrammi e sette (come un bambino di due), ad aspettarlo c’è una madre che non ha mai desiderato figli biologici ma ha sempre saputo di dover adottare qualcuno. Quando gli adempimenti burocratici si esauriscono è il momento di andare a conoscere il bambino nella fototessera e iniziare una nuova vita con lui. Tra report medici e psicologici e lucidissime riflessioni su quanto si possa essere “romantici e superficiali”, anche nell’idealizzare un percorso di adozione, Marina Berti ci accompagna con una penna sapiente in un viaggio di scoperta genitoriale e personale, dove non mancano momenti struggenti ma in cui le massicce dosi d’ironia e schiettezza rendono ancora più prezioso questo testo.
N.B.: A norma dell’articolo 12 del bando di concorso non essendo presente alla cerimonia né avendo conferito a terzi una delega non può accedere al premio vinto (Contratto di pubblicazione) che passa di diritto al secondo classificato, regolarmente presente tramite delega: Francesco Uccello di Napoli con il romanzo “Lo Scarabeo”.


2-Francesco Uccello – “Lo Scarabeo” – Napoli
Motivazione: Mariano compie tredici anni proprio oggi e quest’anno non vuole nessun regalo dal padre Salvatore, che è appena tornato dal carcere dopo aver ottenuto gli arresti domiciliari. Anzi, non vorrebbe neanche vederlo. A lui basta l’amicizia di Ciro, di qualche anno più grande di lui, per sentirsi sicuro di sé. Ciro è il figlio del signor Rosario, che da quando suo padre si è fatto arrestare ha garantito un lavoro nella sua agenzia di pulizie a sua madre e qualche piccolo – ma delicato – incarico per lui. Cosa te ne importa della scuola e di tuo padre quando puoi aspirare a essere come lo Scarabeo? Ma non è tutto oro quello che luccica, e a mano a mano che lo sguardo ingenuo dello scugnizzo Mariano si fa disincantato la verità comincia a venire a galla. Testo dallo stile saporito e genuino, in cui è impossibile non empatizzare col giovane protagonista.


3-Sergio Cimino – “Stud pensa nell’angolo” – San Giorgio a Cremano (Napoli)
Motivazione: Stud è un pugile, non più giovanissimo, che combatte ancora perché deve finire di pagare le rate del mutuo; mentre è sul ring lotta per non perdere la presa sul suo avversario e sul tempo che è trascorso e anche per rimettere in fila i tasselli della sua vita. Il passo è quello di un monologo interiore, rivolto quando a se stesso, quando al silenzioso Tom e all’allenatore Bobby, entrambi appena fuori dal ring ma dentro di lui in ogni fibra. Il ritmo è scandito dai round dell’incontro, dal sapore del sangue, dalle ondate di ricordi che vanno e vengono, tra i genitori, la moglie, i getti d’acqua sul viso, e l’asciuttezza, a volte poetica, di un uomo che ha sempre lottato per mantenere la dignità.


Premio Speciale della Giuria:
Francesca Mazzella – “La quinta stagione” – Bergamo
Motivazione: Viola ha quasi trent’anni e non è più in tempo per entrare nel club delle rockstar maledette morte a ventisette anni. Viola insegna lettere alle superiori, ha un fidanzato storico, due amiche per la pelle e una nuova di zecca, la collega madrelingua spagnola, Mila – ma non è detto che le priorità della sua vita siano esattamente in quest’ordine. Francesca Mazzella mischia citazioni colte e dialoghi in spagnolo, riflessioni profonde e litri di birra e di vino, a dipingere l’incertezza di una generazione che probabilmente l’autrice non conosce solo per sentito dire, e a un certo punto riesce, non senza fatica, a guardare in faccia i propri desideri e conquistarsi la vita da rockstar che si merita.
Viviano Vannucci – “Le amiche della sposa” – Prato
Motivazione: Betty, Anna Laura, Vittoria, Federica e Samantha sono state grandi amiche e insieme ne hanno combinate di tutti i colori, ma ora che hanno superato la trentina le loro vite hanno preso direzioni diverse. Quando arriva l’invito al matrimonio di Anna Laura decidono di organizzarle una bella festa di addio al nubilato. Sebbene ormai i loro rapporti non siano più spontanei come un tempo. Sebbene sospettino che il futuro marito nasconda qualcosa. Durante la festa Anna Laura scompare e l’angolo di Chianti in cui è ambientato il romanzo assume tratti da caccia alle streghe. Il linguaggio è frizzante e il ritmo sostenuto: diffidate dalla calma apparente della vita di provincia, potrebbe celare qualsiasi segreto!


Sezione Racconto:
1-Stefano Frigieri – “Sotto la città” – Modena
Motivazione: Trama interessante e originale nel racconto e nella struttura, buona impostazione delle varie fasi temporali (attuale e storica). Testo scorrevole e molto gradevole che incuriosisce il lettore con “un sopra e un sotto”, un passato e un presente che si intrecciano e diventano tutt’uno, in un processo di causa ed effetto. Un finale dove tutte le parti trovano la loro collocazione, un finale che invita il lettore a una più attenta e riflessiva rilettura del testo uno sfogliare a cipolla per scovare significati sempre più profondi, in quell’unico filo che unisce i protagonisti del racconto. Un racconto, un dipinto, un ritratto di persone e della loro città all’interno di un pezzo di storia di Napoli.


2-Paolo Barsanti – “Autopsia a Ponterotto” – Genova
Motivazione: Lettura scorrevole e dinamica, piacevole nei colloqui introspettivi e anche in quelli che intervengono tra gli attori del racconto. Fatti che si susseguono come nello svolgersi di una partita a ping-pong. Un giallo che si svolge in un piccolo paese e sembra pretesto per raccontare la vita, le paure, le aspirazioni dei suoi abitanti scritto con abilità e ironia. Bello e simpatico l’epilogo, il verbale conclusivo diventa simbolo del racconto, si predilige la soluzione facile che tranquillizza tutti. Come in ogni necrologio si tende ad allineare a normalizzare a semplificare e rendere accettabile quello che se andassimo a indagare forse non ci piacerebbe. In poche righe il ritratto di una società.


3-Christian De Iuliis – “Il cugino Gianni” – Minori (Salerno)
Motivazione: Un racconto che ben riesce a rappresentare il niente di cui è invaso il nostro quotidiano attraverso una narrazione di situazioni anonime, storie personali senza interesse che vengono portate sotto i riflettori dal bisogno di apparire dal bisogno di esserci, di essere visti. Buona padronanza lessicale e lieve ironia riescono a riprodurre dinamiche che ogni giorno ciascuno può osservare: palcoscenici improvvisati su cui salgono persone normali che diventano attori per un breve momento a fronte di un pubblico pronto a osannare e spostare l’attenzione un attimo dopo con un semplice cilc o voltando il capo nella continua ricerca dell’emozione più forte.


Premio Speciale della Giuria:
Claudia Delicato – “Nemmeno uno sguardo” – Torvaianica (Roma)
Motivazione: Tematica difficile, non di immediata comprensione, affrontata con particolarità e delicatezza. Un racconto che intriga nel suo evolversi, per palesare il suo significato solo alla fine. Un racconto speciale che affronta in forma originalissima l’incontro della malattia e il viaggio verso la morte.


Marco Mora – “La procedura di Smith” – Parma
Motivazione: Attuale e interessante il tema che fa da sfondo, una tecnologia sempre più evoluta che riesce a soddisfare il desiderio di immortalità ed eterna giovinezza. La possibilità di rimanere eterni fanciulli vista con gli occhi terrorizzati di una bambina di dodici anni che invece non vuole modificare il corso naturale della sua vita. Un racconto che trasmette tutta l’ansia e la paura circa un possibile futuro dove possiamo essere espropriati della facoltà di scegliere ed essere artefici della nostra esistenza.


Marco Salomone – “Il coccodrillo” – Civitavecchia (Roma)
Motivazione: Una sferzata: tutto normale tutto violento. Un horror implacabile che si veste dell’assoluta semplicità della quotidianità a cui fa da sfondo la canzone dello Zecchino d’oro. Il coccodrillo che piange si propone con la faccia buona di chi dona attenzione ma è l’uomo nero, il lupo cattivo, che dopo aver mangiato la preda piange le sue lacrime di coccodrillo. Un racconto che inchioda e impone riflessione su temi importanti: il bisogno di attenzione e cura dei bambini, la gelosia tra fratelli, le madri troppo occupate, il tradimento, i sensi di colpa.


Sezione poesia:
1-Giorgia Alderuccio – “Apnea danzante” – Pisa
Motivazione: Altalenanti visioni di luce e di movimenti anche soltanto immaginati o desiderati; atmosfere siderali che tuttavia non escludono più terrene sensazioni tattili capaci di incidere segni e di perforare corpi, in un continuo e ripetuto gioco di parole e di ossimori (calore agghiacciante) e di repentine traslazioni verbali che riconducono il pensiero da una condizione di imperturbabile atarassia a visioni di degrado e disfacimento (atmosfera immota / immonda); versi che in definitiva soffrono, chiedono, implorano, ancora una volta altalenando tra limiti opposti e contrapposti (danzante / straziante).


2-Veronica Manghesi – “Origine” – Marina di Pisa (Pisa)
Motivazione: Un profondo sentimento di perdita dolorosamente imminente pervade questi versi scarni, essenziali, legati da reiterate immagini fitomorfiche: la petunia livida, perché sfiorita, le braccia scarne percorse da tralci azzurri, anziché da vene, anche i legami del sangue germinano nel corpo come semi nella terra. Su tutto, la pietosa consapevolezza della fine.


3-Gabriele Gallo – “Io, Rosa” – Alcamo (Trapani)
Motivazione: Il paragone con la rosa, il fiore per antonomasia, bellissimo ma reciso e che quindi non può più ritrovare i riferimenti fondamentali della vita, è forte e rivela potentemente un senso di profonda inadeguatezza e di incapacità nei confronti dell’esistenza; anche l’unica risposta possibile, la preghiera, si rivela in ultima analisi priva di ogni virtù catartica, proprio perché essa stessa “sradicata”.


Premio Speciale della Giuria:
Maria Elena Matassa – “Il tempo incalcolabile ha accarezzato quest’erba” – Bari
Motivazione: Il tema del tempo del quale si perdono i riferimenti essenziali del prima e del dopo, confluiti in un flusso indistinto e continuo (incalcolabile) è narrato con i toni di una favola, dove l’incantesimo si ascolta nel cavo di una conchiglia, atavico simbolo di rinascita, qui svilita alla funzione di scrigno metafisico delle parole non dette e taciute, della voce impossibile da ascoltare e, una volta ricondotta al chiuso di una stanza, di mero oggetto privato del virtuoso potere taumaturgico della resurrezione; ma salvifico è il gesto del toccarsi, comunicazione essenziale della vita.
Erica Leoni – “Ho raccolto” – Como
Motivazione: Dopo un inizio metafisico che sembra citare Majakovskji e il suo Flauto di vertebre, piuttosto che il flauto spezzato del Suonatore Jones di Lee Masters-De Andrè, la poesia si dipana in un verseggiare ritmato, secco ed essenziale, attraverso scenari di pietrosa aridità per riconquistare infine energia e vigore vitale in un continuo rimando di metamorfosi reciproche tra le molteplici manifestazioni dell’ambiente naturale e la vita umana in splendida simbiosi.

EDITO

Sezione romanzo:
1-Davide Staffiero – “Il programma” – Vacallo (Svizzera)
Motivazione: Un romanzo piovra, che sin dalle prime pagine cattura il lettore trascinandolo nella spirale alienante del dramma interiore del protagonista, proteso alla ricerca di un’impossibile tranquillità. Dapprima stupito, poi incredulo e quasi seccato, infine rassegnato nella consapevolezza dell’inevitabile, drammatico finale, il lettore si trova coinvolto in un crescendo ansiogeno, ma non può staccarsi dal signor Bloch. Colpa della trama ben congegnata, dell’attento studio psicologico del personaggio e dello stile asciutto, incisivo, qua e là ravvivato da spruzzi di ironia. Un mix capace di creare una sorta di rapporto empatico tra il lettore e lo sfortunato protagonista, vero nemico di se stesso. Romanzo eccellente, che lascia un’impronta.
2-Gianfranco Lucca – “Il progetto” – Torino
Motivazione: Nel romanzo, opera prima di un autore di talento con l’animo dello scienziato, il gusto per l’intrigo sposa con naturalezza l’amore per i segreti della natura e dell’universo. Grazie al linguaggio scorrevole e godibilissimo, nonché l’efficace caratterizzazione di luoghi e personaggi, il lettore si addentra con interesse nei meandri di una trama improbabile, ma avvincente, sostenuta a ogni livello da una rigorosa documentazione. Pregi questi che ripagano il lettore dell’impegno richiesto dalla complessità sia della struttura narrativa, sia delle digressioni scientifiche presenti nel testo.
3-Francesco Sala – “Fili di fumo” – Modena
Motivazione: Tornano in questo nuovo giallo di Francesco Sala personaggi, luoghi, atmosfere già noti e cari ai lettori: la Modena nascosta e fascistissima degli anni ’30, sulla cui tranquillità vegliano l’impagabile Emerenziano Lusvardi e soprattutto l’indispensabile quanto scomodo commissario Dallari. Luoghi e personaggi vivi e convincenti accompagnano il lettore verso la soluzione dell’enigma, sul filo di una narrazione fluida e accattivante. Un bel romanzo nonostante il ritmo un po’ lento, forse a causa della scarsa interazione tra l’individualista Dallari e gli altri personaggi, compreso il fido brigadiere.

Premio Speciale della Giuria:
Catia Proietti – “Da ora in poi” – Roma
Motivazione: Protagonista del romanzo un adolescente con la passione dello skateboard, il cui destino sembra già segnato, costretto com’è dal padre disoccupato a spacciare droga per vivere. Lo sport e l’amicizia di qualcuno che crede in lui riusciranno a salvarlo. Nonostante l’intento educativo fin troppo palese, si tratta di una storia ben costruita, godibile e densa di significato, che attinge alla contemporaneità.
Lea Valti – “Interlude” – Roma
Motivazione: Secondo libro della saga, il romanzo narra il ritorno in Scozia di William Druce, vampiro sui generis, per vendicarsi di chi l’ha allontanato dalla donna amata, morta suicida. La nipote, che ne incarna la bellezza, porterà avanti la discendenza del protagonista. Romanzo piacevole, che tuffa il lettore nelle atmosfere gotiche care all’autrice.

Sezione poesia:
1-Giuliana Di Gaetano Capizzi – “L’oro del giorno” – Sutri (Viterbo)
Motivazione: Versi brevi, essenziali, parole cariche di significato evocativo, che in qualche modo rimandano all’Ermetismo. Le poesie, scritte in periodi diversi della vita dell’autrice, riflettono stati d’animo ed emozioni del momento storico vissuto. Pensieri che si concretizzano in immagini plastiche come sculture. Nell’autrice infatti le due esperienze artistiche si influenzano a vicenda o, comunque, l’arte di plasmare la creta si riflette sulla sua capacità di scegliere parole incisive, di cogliere attimi fugaci come lo sbattere di ciglia, in grado di rendere immediato il suo sentire.
2-Giovanni Tavcar – “Dilagante eternità” – Trieste
Motivazione: Il poeta indaga con ripetuta attenzione il mistero dell’essenza dell’uomo in lotta con il tempo, alla ricerca di un presente che sulla memoria costruisca una “suprema e fertile saggezza”. È un cammino, dice l’autore, irto e difficile.
Con termini densi, qualche volta ridondanti, il poeta offre al lettore versi che fanno riflettere sulla variabilità dei momenti della vita e sulla difficoltà nell’accettare la nostra caducità di esseri umani.
3-Angela Ambrosini – “Ora che è tempo di sosta” – Città di Castello (Perugia)
Motivazione: La silloge nasce dall’intento ambizioso di trovare corrispondenze tra immagine ed espressione poetica, in una simmetria coinvolgente. Intento spesso riuscito, perché la poetessa non si limita a descrivere quello che vede, ma va oltre, liberandosi dai legami e scavando nelle sue emozioni. Linguaggio ricercato, con riferimenti alla scrittura classica, capace di una lettura partecipata.

Premio Speciale della Giuria:
Antonella Tissot – “Finestre sull’anima” – Milano
Motivazione: La poesia, una finestra che permette di vedere dentro di sé e capire ciò che è importante e dà valore alla vita; questo il significato profondo della silloge. Ricordi, paesaggi, immagini quotidiane che trascendono il vissuto individuale e trasmettono sincere emozioni. La scrittura, lineare e senza intellettualismi, è capace di andare dritta al cuore.

Sezione racconto:
1-Gaetano Barreca – “La Tagliatrice di vermi e altri racconti” – Londra
Motivazione: Il libro è un affresco vivissimo, sorridente e arguto, di un meridione ancorato all’antico, in cui i rapporti personali sono stretti dal vincolo di sentimenti forti. Muovendosi tra i vicoli della vecchia Bari, indagata con affettuosa partecipazione, il lettore incrocia luci e ombre di un mondo che ormai sopravvive solo nel ricordo degli anziani. La ricerca dell’autore, concentrata sulla quotidianità, fa emergere superstizioni, leggende, misteri, resi spesso nel loro linguaggio originale.
L’uso del dialetto, pur di faticosa lettura, aggiunge alla narrazione una pregevole pennellata di verità.
2-Teodoro Lorenzo – “Le streghe di Atripalda” – Torino
Motivazione: Quattordici racconti per esaltare, in un mondo povero di valori come l’attuale, l’importanza dello sport inteso, secondo un’accezione molto ampia, come una sorta di paese dell’anima.
Nell’introduzione l’autore afferma che l’essenza dello sport sta nella gara, nella competizione, nel confronto con se stessi e con gli altri. Giusto, e proprio dalle tante occasioni di incontro-scontro con se stessi e con gli altri, indagate con finezza psicologica e sincera partecipazione, nascono questi racconti, tanto più accattivanti perché scritti con un linguaggio sobrio, scorrevole, senza sbavature.
3-Luca Barbieri – “Five fingers” – Arenzano (Genova)
Motivazione: Ambientati in un West impietoso e sanguinario, cinque racconti curiosamente raggruppati sulle dita di una mano propongono agli amanti del genere una versione insolita dell’horror. La scrittura nitida, secca come lo schiocco di una frusta, guida il lettore in mezzo a una selva di personaggi ambigui, pietrosi, disseccati a volte come certi paesaggi del più classico cinema western. Western-horror dunque, scritto con l’ironia e l’irriverenza di certi autori americani contemporanei. Storie fuori dal tempo, disincantate, che catturano il lettore in una spirale di attrazione-repulsione, lasciandogli la bocca amara.


Premio Speciale della Giuria:
Mark Mc Candy – “Solo post in piedi” – Torino
Motivazione: Non sono per lo più racconti veri e propri, ma piuttosto flash, bozzetti spesso sull’orlo dell’inverosimile, davvero azzeccati. Linguaggio originale, modellato sull’esperienza del blog e vivacizzato da un umorismo intelligente, a tratti amaro.
Vittorio Venturi – “Storie di lucida follia” – Imola (Bologna)
Motivazione: Il libro raccoglie dodici racconti di buona fattura, alcuni davvero pregevoli, come il primo. Con un linguaggio pulito, spesso venato d’ironia, l’autore si diverte a proporre campioni di umanità guasti sotto la scorza del perbenismo, attori di storie agrodolci, talora al limite della realtà e dal finale quasi mai scontato. Un bel libro nel complesso, di piacevole lettura e ben ancorato alla realtà in cui viviamo.


Risultati di tutte le edizioni del concorso:
Premio Letterario Nazionale Giovane Holden XIII Edizione
Premio Letterario Nazionale Giovane Holden XII Edizione
Premio Letterario Nazionale Giovane Holden XI Edizione
Premio Letterario Nazionale Giovane Holden X Edizione
Premio Letterario Nazionale Giovane Holden IX Edizione
Premio Letterario Giovane Holden VIII Edizione
Premio Letterario Giovane Holden VII edizione
Premio Letterario Giovane Holden VI Edizione
Premio Letterario Giovane Holden V Edizione
Premio Letterario Giovane Holden 2010 IV Edizione
Premio Letterario Giovane Holden 2009 III Edizione
Premio Letterario Giovane Holden 2008 II Edizione
Premio Letterario Giovane Holden 2007 I Edizione
 
 
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