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Premio di Poesia M.° Raffaele Burchi - Biblioteca di Tromello 2008
V Edizione

Ultimo aggiornamento: 10 Marzo 2008
Clicca qui per il bando completo del concorso
Andamento del concorso:
Antologia – Finita il 29 ottobre 2008 la spedizione dell’ antologia del premio

Premiazione – Si è tenuta presso la Sala Nautilus di Tromello (PV) nell’ambito dello spettacolo musicale del 1° maggio 2008. Tutti i partecipanti hanno ricevuto una copia della rivista Il Club degli autori con i risultati finali del concorso.

Risultati

Risultati della V edizione del Premio di Poesia Raffaele Burchi – Biblioteca di Tromello 2008

Questi i risultati della quinta edizione del Premio di Poesia organizzato dalla Biblioteca Comunale di Tromello (PV) con il patrocinio del Comune di Tromello e con la collaborazione tecnica del Il Club degli autori

La Giuria della Sezione Poesia in lingua italiana composta da: Michela Avanzino, Patrizia Buttino, Mariangela Strozzelli, Antonio Celada, Paolo Verlucca, ha stabilito la seguente graduatoria:

  • 1° classificata Elisa Bassi, Collecchio (PR)
  • Vince Euro 450,00 donati dall’Amministrazione Comunale di Tromello – Targa della Biblioteca di Tromello – Pubblicazione di un libro premio di 32 pp. di cui verranno consegnate 50 copie all’autore – Attestato di merito – Pubblicazione dell’opera premiata sulla rivista Il Club degli autori e sul sito Internet club.it
  • 2° classificato Vincenzo Argese, Tromello (PV)
  • Vince Targa della Biblioteca di Tromello – Pubblicazione di un quaderno premio di 16 pagine con copertina di cui verranno consegnate 50 copie gratuite all’autore – Attestato di merito – Pubblicazione dell’opera premiata sulla rivista Il Club degli autori e sul sito Internet club.it
  • 03° classificata “Difficile vivere”, Marta Marchese, Bressanone (BZ).
  • Vince Targa della Biblioteca di Tromello – Pubblicazione di un quaderno premio di 16 pagine autocopertinato di cui verranno consegnate 50 copie gratuite all’autore – Attestato di merito – Pubblicazione dell’opera premiata sulla rivista Il Club degli autori e su Internet club.it
  • 04° class. “La mia patria…”, Pietro Baccino, Savona
  • 05° class. “Sorda ascoltatrice”, Serena Panaro, Acqui Terme (AL)
  • 06° class. “Nostaglie d’infanzia”, Carlo Grigioni, Tromello (PV)
  • 07° class. “Di questa strana vita”, Riccardo Landozzi, Siena
  • 08° class. “Gabbiani”, Annamaria Pambianchi,Chioggia (VE)
  • 09° class. “Giornata autunnale”, Silvana Montone, Acropoli (SA)
  • 10° class. “Scintille”, Augusto Potestà, Messina

I classificati dal 4° al 10° posto vincono: Attestato di merito – Pubblicazione dell’opera premiata sulla rivista Il Club degli autori e su Internet club.it


La Giuria della Sezione Poesia in vernacolo della provincia di Pavia composta da:Maria Farina, Giancarlo Bindolini (Assessore alla Cultura del Comune di Tromello), Carlo Alberto Capra, Pierangelo Colombani Marisa Dondi ha così stabilito:

  • 01° classificato vernacolo “Quant a cumanda al cor”, Piera Zucchella, Pinarolo Po (PV)

Vince Euro 200,00 donati dall’Amministrazione comunale di Tromello – Attestato di merito – Pubblicazione dell’opera premiata sulla rivista Il Club degli autori e sul sito Internet club.it

E’ d’obbligo la presenza dell’autore premiato o di un suo delegato alla cerimonia di premiazione, pena la decadenza del premio.



Per informazioni Biblioteca di Tromello tel. 382/86.85.55 da martedì a venerdì dalle 16 alle 18,30.

Tutti i partecipanti riceveranno una copia della rivista Il Club degli autori con i risultati del concorso.

Opere vincitrici

Elisa Bassi

Opera 1a classificata

Una serata tra amici


Danzano le parole
nella confusione leggera
di dinamiche voci.
Utopie ed entusiasmi
conquistano lo spazio
tra i brividi del canto
e il mormorio della vita.


Vincenzo Argese

Opera 2a classificata

Rumore di fabbrica


Nell’assordante rumore
che spezza il mio cuore già triste
in queste mura di fabbrica,
vedo il grigiore di pallide facce
sporche di nero,
di tristi sorrisi incompresi
di uomini rudi.
Nel martellante rumore di fabbrica
ho racchiuso il mio cuore di bimbo
i miei giovani sogni falliti.
Triste realtà,
mi rivedo nel volto di uomini rudi,
nel pallido volto di donne minute
logorate nel tempo
dal rumore di fabbrica.


Marta Marchese

Opera 3a classificata

Difficile vivere


Non c’è carezza
che giunga
fino all’anima.
Tiepido
come il palmo di una mano
il viso di un bambino
che ti lava il vetro.
Ma tu non vedi
il tremore
della sua paura.
Per lui
ogni ruga
un istante
che non tornerà,
la nuvola di un volto
lontano.
Un sorriso
può accarezzargli l’anima.


Pietro Baccino

Opera 4a classificata

La mia patria


La mia patria
è lontana,
abbandonata nel tempo di guerra
in fuga nella notte.
Ho i natali su un’isola,
a mezza primavera salutata
senza tornarvi più
e solo nei frammenti
della memoria rivivo quei giorni
e mi sovviene il sapore mielato
degli acini densi di sole,
i fichi maturi reclini sul ramo
e l’aroma di salvia e rosmarino.
Era di maggio, quando mi han rubato
il futuro possibile e la casa,
la nonna che affacciata alla finestra
mi sorrideva dolce, il giardinetto
della magnolia dalle foglie lucide
e i pesci rossi nella vasca tonda.
È lontana nel tempo e nello spazio
quest’isola, che torna alla mente
quando accarezzo l’onda leggera
e ripenso alla tenue trasparenza
del mare che ho lasciato, alla ghiaia
di lucido calcare levigato,
alle reti approntate per la pesca.
E vedo ancora, con gli occhi d’allora,
i muri a secco e gli ulivi d’argento
nutriti dall’argilla, e nei recinti
pecore in cerca di un cibo povero.
E vedo il mulo, che i giorni di festa
ci portava alla chiesa, alla funzione,
e mio padre, di scorta, sorvegliava.
E poi non vedo più, perché si bagna
di lacrime lo sguardo, e mi abbranca
l’animo il desiderio del ritorno.


Serena Panaro

Opera 5a classificata

Sorda ascoltatrice


Sei il vento
a cui racconto
i miei segreti,
sei la stella
a cui affido
le mie speranze,
sei la pioggia
a cui canto
la mia vita,
un generoso passero
che mi osserva
dal ramo.
Ti travolgo
con torrenti di parole,
incalzanti domande
che non puoi sentire.


Carlo Grigioni

Opera 6a classificata

Nostalgie d’infanzia


Ricerca di ami,
pinzette e piombini.
Ricordi perduti sul fondo
di un cassetto.
Ritrovo gli appunti:
foglietti di diario
sbiaditi dal tempo:
un luccio, una carpa…
nostalgie d’infanzia.
Pensieri vaganti sull’acqua
lucente, amori struggenti
svaniti nel nulla.
Ritorno sui luoghi
che furono cari:
frastuono di ruspe,
ruscelli distrutti,
pozzanghere d’acqua oleosa.
Marmotte e ramarri
in cerca di quiete;
cascine abbattute:
frammenti di storia appassita.


Riccardo Landozzi

Opera 7a classificata

Di questa strana vita


Di questa strana vita poco ho capito.
L’ho presa a sassate furenti
per stendermi poi, stremato,
ma non arreso.
Mi sono sentito niente
fra gli infiniti frammenti
e nello svanire mi sono ripreso.
Passi sempre più lenti a rincorrerla,
mani sempre più stanche
e la mente assorta ad inventare
un attimo per poterla sfiorare.
Stanze vuote nel cuore,
con l’uscio aperto
e teso l’orecchio, nella ricerca
della sconosciuta nota
che faccia vibrare.

Di questa strana vita poco ho capito,
così che ancora l’attendo.
Occhi trasognati si riempiono
dei luccichii dei trascorsi orizzonti,
mentre parole rimbombano
e i pensieri s’accendono
tra i fuochi dei nuovi traguardi
e le scintille di vecchie speranze.


Annamaria Pambianchi

Opera 8a classificata

Gabbiani


Sto nella radice della sera.
Solitaria sentinella, sorveglio
il disfarsi del giorno.
Assorta, protendo l’orecchio
al transito del tempo,
che aggioga la carrozza
ad un convoglio dal suono non spento.
Così, prossimi al vespro,
siedono i gabbiani alla finestra
dell’orizzonte, in livrea severa,
a officiare attenti il rito atteso
del passaggio del giorno,
là dove la luce si allunga
a celebrare un commosso congedo.


Silvana Montone

Opera 9a classificata

Giornata autunnale


I gabbiani sembrano stracci
portati dal vento
in questo cielo senza colore
e le onde spengono nella sabbia
il loro singulto orlato di bianco.


Augusta Potestà

Opera 10a classificata

Scintille


Brillano come stelle
le scintille del vecchio focolare,
volano come pensieri
sparsi nel tempo. Sembrano danzare
in una spuma di fumo,
sembra sorridere perché
han vita, anche se breve.
Odo parole di chi mi sta vicino
sono come un sussurro.
Penso alla vita di ogni uomo
fugace anche se intensa
ma sempre preziosa e lucente
come le scintille del vecchio focolare,
piccole stelle che presto si spengono.


Piera Zucchella

Opera 1a classificata Sezione in vernacolo pavese

Quant a cumanda al cör


Un stüdent benestante e una sartina pòvra,
i èn incuntrà e è incuminsà una stòria;
una bèla stòria mà sübit cunstrastà,
tant da rendagh la vita cumplicà.

Is èn truà davanti una bariera,
ma lur jeran a dre a viv la primavera;
cupido co i sò frec alj’eva centrà,
insì da cal di lì is èn pü lasà.

La strà dla vita lj’ha purtà int’un bèl giardè,
co di bèi fiur chi scundevan un quai a spe;
in primavera tant bòciul prufümà
e in piena istài früt madür da catà.

In autün jhan fài l’ültim racòlt,
man intla man intant ac crudevan i fõi,
una nebia gelida las alveva pian pian
e l’uriˇsont l’er pü tanta luntan.

Pürtròp ansüna ad nüm pö farmà ‘l temp
e l’invèran a dla vita l’è inisià int’un mument,
la nev bianca dl’invèran l’ha sarà un quai pasàg
e jün di dü l’ha terminà ‘l so viàg.

Al cör ad qual ac rèsta l’è pe ad malincunia,
mà i ricòrd di bèi dì igh fan cümpagnia
e quant la nostalgia ag fa püsè màl
la pensa che viv insama l’è stài un bèl rigàl.

Par stà unì jhan sempar ascultà la vuˇs dal cör
in barba ai bastòn chi s’en truà dameˇs ai röd.


Traduzione:

Quando comanda il cuore


Uno studente benestante e una sartina povera,
si sono incontrati ed è cominciata una storia;
una bella storia ma subito contrastata,
tanto da rendergli la vita complicata.

Si sono trovati davanti una barriera,
ma loro stavano vivendo la primavera,
cupido con le sue frecce li aveva centrati,
così da quel giorno non si sono più lasciati.

La strada della vita li ha portati in un bel giardino
con dei bei fiori che nascondevano qualche spina;
in primavera tanti boccioli profumati
e in piena estate frutti maturi da cogliere.

In autunno hanno fatto l’ultimo raccolto,
mano nella mano intanto che cadevano le foglie,
una nebbia gelida si levava pian piano
e l’orizzonte non era più tanto lontano.

Purtroppo nessuno di noi può fermare il tempo,
e l’inverno della vita è iniziata in un momento,
la neve bianca dell’inverno ha chiuso qualche passaggio
e purtroppo uno dei due ha terminato il suo viaggio.

Il cuore di chi resta è pieno di malinconia
ma i ricordi dei bei giorni le fanno compagnia
e quando la nostalgia le fa più male
pensa che vivere insieme è stato un bel regalo.

Per stare uniti hanno sempre ascoltato la voce del cuore
in barba ai bastoni che si sono trovati tra le ruote.

L'Albo d'Oro:
Premio di Poesia M.° Raffaele Burchi - Biblioteca di Tromello 2011 VIII Edizione 2011
Premio di Poesia M.° Raffaele Burchi - Biblioteca di Tromello 2010 VII Edizione 2010
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