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Premio Letterario Internazionale Jacques Prévert 2008
XIV Edizione

Ultimo aggiornamento: 23 Febbraio 2009
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Andamento del concorso:

PREMIAZIONE La cerimonia di premiazione si è tenuta Sabato 31 gennaio 2009 alle ore 15,30 presso la Sala della Comunità del Teatro San Gaetano in via Olmi, 2 a Melegnano (zona Giardino).
Tutti i partecipanti riceveranno una copia della rivista Il Club degli autori con i risultati del concorso.
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Risultati

Risultati del XIV Premio letterario internazionale “Jacquès Prèvert” 2008

La Commissione esaminatrice della Quattordicesima edizione del Premio letterario internazionale “Jacquès Prèvert” 2008, che è stata presieduta da Benedetto Di Pietro per la sezione poesia e da Massimo Barile per la sezione narrativa dopo l’analisi delle numerose raccolte pervenute ha stilato la classifica finale. La premiazione avverrà a Melegnano (Milano) nel mese di novembre 2008 o gennaio 2009, i vincitori e segnalati verranno avvisati per tempo ed invitati a presenziare.


Classifica Sezione Poesia:

Hanno partecipato 145 autori dei quali 3 si sono classificati dal 1° al 3° posto, dieci sono risultati Segnalati dalla Giuria e settanta sono stati giudicati Finalisti.

  • Opera 1° classificata: Canti del Pollino di Mario De Rosa, Morano Calabro (CS).

Vince: Targa Jacques Prévert – Pubblicazione di un libro di 48 pagine edito dalla casa editrice Montedit con assegnazione di 100 copie – Attestato.
Questa la motivazione della Giuria: «Il poeta Mario De Rosa affida alla sua poesia messaggi relativi ai disagi cui è sottoposta la sua terra e tutto il nostro Meridione. Sono messaggi di dolore per l’abbandono dei paesi a causa dell’emigrazione di massa dei propri abitanti e di conseguenza lo stato di degrado delle opere d’arte. Lo notano i turisti “pensosi a volte / per tesori / che avvertono perduti” (Case d’un meridione…). La solitudine è vissuta come tedio ed è stigmatizzata dal passaggio di una macchina e da un cane che “l’insegue e abbaia, / ma è solo un attimo, / poi reinvade la noia” (Paese). Il poeta canta la sua terra (Pollino, Morano, Pollinello) e la natura che essa contiene (un richiamo continuo ai pini loricati, alla neve); ma canta anche gli usi e costumi degli abitanti portatori di quella civiltà contadina che è andata perduta e che oggi tutti rimpiangiamo. Un canto che diventa corale. All’assenza dell’uomo, fa da controcanto la natura che viene presentata nella sua ubertosa presenza e si può “quasi sentire / come fanno ad aprire crisalidi e gemme.” Il poeta non esita a ostentare la propria fede religiosa e Natale diventa momento di scelta “se stare con la polvere / o la continua polla d’infinito” (Hic et nunc). Il richiamo alla luce è una costante e l’immanenza di Cristo “è il segreto del tempo”, a proposito del quale il poeta si pone la domanda se è “uguale a quello / uscito dalla mente / come lampo nel buio o come il vento / che improvviso s’impenna” (Segnali di fumo). Una poesia questa di De Rosa che, partendo da osservazioni naturali e ambientali, mano a mano si sposta sul piano spirituale alla ricerca di certezze che possano giustificare l’operato stesso dell’uomo». Benedetto Di Pietro

  • Opera 2° classificata: Una memoria nell’aspro vento di Antonio Zavoli, Rimini (FC).

Vince: Pubblicazione di un libro di 32 pagine edito dalla casa editrice Montedit con assegnazione di 100 copie – Attestato. Questa la motivazione della Giuria: «Denominatore comune di questa silloge di Antonio Zavoli è il vento come metafora della vita. È una poesia che diventa “monologo interiore” e per il poeta “solo le immagini contengono rapporti vasti” in opposizione “alle fiamme / del divenire”. La ricerca della felicità è un tema caro ai filosofi ma per Zavoli “...la felicità è uno spazio / manca di protezione // lo scarto tra l’ansia e la speranza”. L’incertezza del futuro è raffigurata in “La sera del vento” come l’opposizione di termini “tenebra/luce”. La storia è definita “un’industria di immagini” e nonostante l’ansia per la mancanza di certezza, il poeta dichiara di continuare ad “ad amare la deriva”, l’ignoto, ma anche la speranza di poter approdare su una spiaggia migliore. Una poesia ottimista, adombrata da profonda religiosità: troviamo la sicurezza di chi crede, e il meccanismo espiatorio a cui è destinata la “parola è sull’altare / come vittima espiatrice. / [...] Incertezza se riflettere sul tempo / o sui modi della fine / ma la frontiera è gioia” e la vita, con inusuale definizione oppositiva, è paragonata alla notte a cui seguirà il giorno, la luce eterna. Nel caos della vita moderna può fare paura pensare al silenzio assoluto dell’eternità e così il poeta dichiara che “l’eterno m’annoia ed atterrisce” e chiede di poter camminare in compagnia nel “parco labirinto”; ha paura della solitudine, ma spera di poter cogliere insieme “l’inacustico, l’innominale / [...] il fruscio di Dio” (Lo stormire del vento nella siepe). C‘è la consapevolezza che la parola è l’elemento che caratterizza l’uomo e che quindi diventa il “Verbum” per eccellenza, l’entità creativa. La poesia è vista nella sua capacità salvifica, ma anche distruttiva e nella ricerca della verità, se basata su ipotesi false, “trasforma le crepe in fessure”. Il poeta non esita a mettere sulla bilancia del giudizio i propri affetti e così la mancanza della persona cara lo porta a universalizzare il dubbio: “forse l’universo è il mio cuore malato / forse questa nausea è la tua assenza”. Una poesia, questa di Antonio Zavoli, in cui i sentimenti privati diventano i sentimenti di tutti. L’ansia del vivere è stigmatizzata nella nostalgia del tempo che passa e degli affetti che si perdono e che il poeta individua nella nota espressione, citata da Melantone riferendola a Lutero, “Melancholia illa heroica” (Nel vento che odora il mio immaginario)”. Benedetto Di Pietro

  • Opera 3° classificata: Acqua di Luciano Lucchesi, Borgo a Mozzano (LU).

Vince: Pubblicazione di un libro di 32 pagine edito dalla casa editrice Montedit con assegnazione di 50 copie – Attestato.
Questa la motivazione della Giuria: «Il poeta Luciano Lucchesi evidenzia nella sua poesia le problematiche dell’uomo contemporaneo. L’estraniamento cui è sottoposto ogni giorno è reso bene con l’uso di un linguaggio metaforico e surreale in cui i significanti spesso sono resi percepibili per assonanza. La suddivisione della raccolta in tre parti, non è casuale, ma ripropone il percorso interiore del poeta. “Eravamo davvero molto vicini a Dio!” e “per accogliere una tale grandezza interiore / bisogna aver l’umiltà di farle spazio” (Presagio). C‘è un senso di disagio perché l’armonia della natura è soggetta all’accettazione incondizionata da parte dell’uomo e il non accettarla così com‘è porta al sopruso e alla tirannia. La conseguenza è l’immobilismo interiore raffigurato con la pietrificazione “Presto, a terra una crosta collosa trattenne ogni passo”. Spesso il linguaggio è sperimentazione sull’irrazionale. Il poeta risponde alla domanda posta dal giovane amico: “Sarò eternamente vivo o eternamente morto? / Solo tempo sprecato il suo tormento, / Se non avrà cercato nella sua anima il senso…” (La forza dell’irrazionale). E sul problema del superamento della vita terrena, Lucchesi ritorna ancora: “Se impareremo dall’anima che va espandendosi all’infinito, / Nel divenire simili al tempo / Doneremo al corpo l’eterna vita, / Arrestando il suo continuo mutar forma, nell’ultima scelta” (Vedete). La figura del “brivido” rappresenta la possibilità di superamento delle barriere mentali e di avvicinamento a Dio. L’arte è vista come elemento capace di camminare sul mondo (L’Arte cammina), quindi l’artista non deve preoccuparsi se l’arte nasce mentre lui invecchia, perché sarà questa a portare avanti il suo messaggio di speranza. Una poesia moralizzatrice, questa di Lucchesi, secondo la quale l’uso distorto dei beni materiali e del denaro porta all’infelicità: siamo “prigionieri di un’eco che non ci appartiene / urlato dal nuovo dio di carta” (Un’unica Fontana). E la soluzione il poeta la enuncia in modo chiaro: occorre sentirsi parte dell’universo; solo abbandonando l’egoismo è possibile vedere tutta la creazione “in una pozza d’acqua”. Questa è l’unica vittoria interiore riservata all’uomo. E sicuramente non è poco». Benedetto Di Pietro

Sono risultati Segnalati dalla Giuria con Attestato di merito e proposte di pubblicare in volume l’opera con l’offerta di avere 50 copie gratuite in caso di pubblicazione con l’editrice Montedit:

  • Vanessa Cimiero, Bergamo, con una Silloge di poesie senza titolo. Questa la motivazione della Giuria: «Nella poesia di Vanessa Cimiero c‘è la presenza costante della sofferenza ed alla parola è demandato il compito di scioglierla e convertirla positivamente. Il dolore del proprio vissuto, da privato si universalizza diventando il dolore del tempo “Il tempo è morto di fronte / alla fonte pura delle parole / che ci hanno salvato dal nulla.” Fonte di salvezza dunque la comunicazione che esorcizza e vince la solitudine. Altra presenza costante nella poesia della Cimiero è il mare, che è sì sede di profondità abissali, metafora del nulla, ma è anche l’acqua che conferisce vita e sicurezza, “è la bocca infernale della libertà”, è il riferimento classico all’età felice in cui si nuota nel liquido amniotico materno». Benedetto Di Pietro
  • Silvia Morotti, Camaiore (LU), con la Silloge Le equazioni a due piani. Questa la motivazione della Giuria: «La poetessa Silvia Morotti ci propone una poesia caratterizzata da andamento epigrammatico. Una costante è la presenza del vetro come metafora della separazione tra presente e passato. Il ricordo è elemento connettivo di tutta la raccolta e l’uso prevalente della declinazione dei verbi al passato, ci mette di fronte a uno sforzo in cui v‘è esigenza di rompere col passato, ma dove l’incognita del futuro è ancora peggiore. Quel vetro diventa a volte specchio, ma spesso è uno schermo su cui la poetessa proietta il proprio vissuto e diviene elemento capace di dare certezza alla propria esistenza». Benedetto Di Pietro
  • Mariano Negri, Reggello (FI), con una Silloge di poesie senza titolo. Questa la motivazione della Giuria: «Mariano Negri affida alla sua poesia le problematiche della vita quotidiana. Gli spunti sono quelli relativi all’attività lavorativa ma non mancano altri riferimenti ispirativi come gli strumenti tecnologici (computer, posta elettronica, etc.). L’intera raccolta è permeata da una vena di sottile ironia, che diventa il sale dell’agire quotidiano di ogni individuo. Ci troviamo di fronte ad una poesia colta in cui primeggia una ricerca sorvegliata del ritmo e l’ostentazione di uno stile personale». Benedetto Di Pietro
  • Alfredo Sorani, Roma, con una Silloge di poesie senza titolo. Questa la motivazione della Giuria: «Il poeta Alfredo Sorani carica i suoi versi di messaggi di speranza che si materializzano con la luce, ostentata come elemento fuori del tempo e dello spazio e manifestazione di Dio, che è visto con le caratteristiche enunciate da Heisenberg: “soggetto al principio / di indeterminazione”. Una poesia costellata dalla presenza di elementi naturali e di opere dell’uomo, che hanno un andamento in opposizione tra di loro. Una poesia che fonda le sue radici proprio in quella lotta dialettica tra gli opposti, che si trova all’origine stessa del mondo, e che è oggetto del pensiero filosofico classico e moderno». Benedetto Di Pietro
  • Stefano Tonelli, Milano, con la Silloge Luci e ombre. Questa la motivazione della Giuria: «Il messaggio affidato dal poeta Stefano Tonelli ai suoi versi, seguendo la suddivisione della sua raccolta, matura nell’ultima parte riservata all’amore. Il poeta passa da un certo pessimismo universale che viene accentuato dal sospetto del “nulla eterno” e che lo porta ad affermare “Allora la mia parola sarà / più ignota del linguaggio / dei gabbiani”. Con questa convinzione la felicità può essere cercata solo nella soddisfazione delle proprie esigenze materiali, visto che nelle cose dello spirito “Lì diventa facilissimo / non cercarla affatto”. Proprio nell’ultima parte si intravede la fine del percorso interiore, in cui la figura di Dio, per quanto il poeta dichiari all’inizio di non sapere cosa farsene, diviene mano a mano più presente, fino ad ammettere che “quaggiù non siamo mai lasciati / da soli [...] ma curati da amore attento, e guidati da Dio, / secondo un disegno di segreto compimento.” Una poesia, questa di Tonelli, che è un percorso interiore, a dimostrazione che l’edonismo non può essere l’unico rimedio alla solitudine dell’uomo e che il poeta, sensibile ai disagi del nostro tempo, è delegato a cercare e proporre soluzioni accettabili». Benedetto Di Pietro
  • Vanna Valentini, Bologna, con una Silloge di poesie senza titolo. Questa la motivazione della Giuria: «La poetessa Vanna Valentini ci pone davanti a situazioni in cui i sentimenti sono spesso interdetti dalla realtà. La causa principale è da ricercarsi nel fluire del tempo. A salvare la situazione è l’amore che “ci ripara / resiste alla tempesta”. Una poesia intimistica e calma, in cui l’onnipresenza del mare connota la ricerca continua di libertà, ma è anche il ricordo di uno stato felice che riconduce all’infanzia». Benedetto Di Pietro
  • Marco Vinci, Roma, con una Silloge di poesie senza titolo. Questa la motivazione della Giuria: «Marco Vinci veste la sua poesia di elementi baroccheggianti e la fa vivere in uno ambiente onirico. Al contrario di chi pretende che la poesia sia solo uno stato della mente del poeta, il quale dovrebbe dedicarsi solo a cercare le “parole giuste” disinteressandosi dei problemi esistenziali, Vinci è fautore di una poesia come veicolo per portare in scena le storture del mondo. Una poesia a volte intimistica, ma che spesso affronta in maniera decisa il tema del sociale analizzandolo con colori tenui ed appropriati». Benedetto Di Pietro
  • Salvatore Garozzo, San Gregorio di Catania, con una Silloge di poesie senza titolo. Questa la motivazione della Giuria: «Pur nell’afflato, a volte struggente, del mettere a nudo la propria esistenza –è proprio questo il compito della poesia–, Salvatore Garozzo crea una poesia calibrata e con spunti originali. Analizza la vita, spesso raffigurata come un albero che ha rami visibili a tutti, ma anche radici nascoste e altrettanto importanti. Una poesia solare, proiettata nella luce anche quando questa, nella sua accezione di fenomeno fisico, non è presente. Ed è proprio la lirica “Uomo”, l’ultima della raccolta, che diviene congedo e proclama: il poeta ci svela il segreto dell’accettabilità di questa vita che può avvenire solo con la consapevolezza di far parte di questo mondo, sia fisico sia spirituale. Così il poeta canta il proprio Io immerso nella natura e proiettato nell’universo». Benedetto Di Pietro
  • Pellegrino Iannaccone, Bologna, con una Silloge di poesie senza titolo. Questa la motivazione della Giuria: «Con andamento affabulatorio e didattico, Pellegrino Iannacone ci propone una poesia nella quale espone la sua matura visione della vita e del mondo. La meditazione è elemento che porta alla grazia e al sogno è concesso il privilegio di una creare una realtà fuori da quella terrena, in quanto può “anche assumere in cielo / come creatura reale / l’immagine gigantesca d’un monte” (Assunzione). Il poeta elogia il pensiero che ha la capacità di isolare gli elementi della natura e i momenti della storia, “ma anche le massime determinazioni / concernenti la sfera del divino”. Può fare ciò perché è di natura spirituale; in caso contrario, il mondo sarebbe “una indivisibile massa di atomi e attimi insignificanti” (Elogio del pensiero). La poesia di Iannacone è scandita continuamente dai ritmi e dalle considerazioni della senilità ed è adombrata dalle sue convinzioni religiose che, in una visione di luce ultraterrena, fanno emergere un’aura di serenità e di speranza». Benedetto Di Pietro
  • Elisa Ramazzina, Lomello (PV), con una Silloge di poesie senza titolo. Questa la motivazione della Giuria: «La poesia di Elisa Ramazzina oscilla tra il ricordo dell’infanzia vissuta nella sua terra di origine e un paesaggio surreale spesso di collocazione futurista. Non mancano i riferimenti metaforici come il continuo rimando agli occhi, finestra fisica sul mondo esterno ma anche come significante della vita interiore. Una poesia sperimentale dalla quale emerge una controllata supervisione linguistica e nella quale è facile notare la ricerca di originalità e di autonomia di stile». Benedetto Di Pietro


Sono inoltre risultati Finalisti e quindi ritenuti meritevoli di pubblicare in volume la propria opera con l’offerta di avere 50 copie gratuite in caso di pubblicazione con l’editrice Montedit:

  • Concetta Aiello, Oglianico (TO) con All’ombra del campanile fra sogni e tempeste
  • Walter Albardili, Genova, con una Silloge di poesie senza titolo
  • Sabrina Antonuccio, Malnate (VA) con Giochi di potere
  • Sergio Aureli, Cossato (BI) con Il mio mondo gli altri ed io
  • Elisa Barone, Como, con una Silloge di poesie senza titolo.
  • Gianluca Battistel, Bolzano, con Il volo dei gufi
  • Patrizia Berlicchi, Roma con Exilva
  • Wilma Bertasi, Goito (MN) con Il canto dell’anima
  • Giuliano Bordigato, Ponte San Nicolò (PD), con Quaderno d’osso
  • Piergiorgio Bortolotti, Trento, con Orizzonti interiori
  • Andrea Bortolotti, Trento, con una Silloge di poesie senza titolo
  • Bruno Bracchi, Roma, con Primo volo
  • Antonio Brugnano, Portici (NA), con una Silloge di poesie senza titolo
  • Gianni Burroni, Siena, con una Silloge di poesie senza titolo
  • Saverio Caponi, Firenze, con Discorsi di primavera
  • Lisetta Capozzi, Fossanova San Marco (FE) con Svolazzi
  • Antonio Capriotti, San Benedetto del Tronto (AP) con Amori e il Tempo
  • Daniela Cattani, Trezzano Rosa (MI) con Guardami…
  • Ciriaco Cauteruccio, Cosenza, con una Silloge di poesie senza titolo
  • Rosalia Colella, Capua (CE) con Sensazioni
  • Simona Conte, Giulianova Lido (TE) con Arcobaleni temporanei
  • Cristiana Crivelli, Agno Canton Ticino (Svizzera), con Delirio fra luce e oscurità
  • Nunzia Maria D’Andrea, Bernareggio (MI) con Sogno surreale – A mio padre
  • Italia D’Onofrio, Vaglio Basilicata (PZ), con una Silloge di poesie senza titolo
  • Floredana De Felicibus, Atri (TE), con una Silloge di poesie senza titolo
  • Antonella De Marco, Milano, con Disegnare parole
  • Antonio De Rosa, Mercogliano (AV), con Una notte senza pace
  • Antonella Doronzo, Barletta (BA), con Il frammento
  • Giuseppe Ferraro, Sarnico (BG) con I viaggi dell’imperatore
  • Marilena Ferrone, Sant’Eusanio Forconese (AQ), con una Silloge di poesie senza titolo
  • Aurora Fiorotto Arsetta, Treviso, con Angelo a Primavera
  • Andrea Luigi Simone Foschini, Sesto San Giovanni (MI), con una Silloge di poesie senza titolo
  • Antonella Franceschini, Lanciano (CH), con una Silloge di poesie senza titolo
  • Giuseppe Fumagalli, Milano, con Orme
  • Michela Garella, Venezia, con Stella nova
  • Roberto Gennaro, Genova, con Cieli azzurri e temporali nei miraggi di agosto
  • Marilli Giliberti, Trapani, con La scatola del pensiero
  • Antonella Giomi, Pistoia, con Diario Mancuniano
  • Annalisa Giorgino Alezio, con una Silloge di poesie senza titolo
  • Giuseppe Grangetto, Bussoleno (TO), con una Silloge di poesie senza titolo
  • Emilia Iannone, Mercato San Severino (SA) con Quel vento
  • Flora Lalli, Campobasso, con Osare naufragi
  • Domenico Livoti, Prata Camportaccio (SO), con Donne allo specchio di Plevano
  • Bruno Manca, Roma, con Tutte le altre destinazioni
  • Elsa Marangoni, Medicina (BO), con Lembi di cielo…
  • Maria Rita Marceca, Pioppo (PA), con una Silloge di poesie senza titolo
  • Roberto Mattei, Roma, con una Silloge di poesie senza titolo
  • Maria Maddalena Monti, Rovellasca (CO), con una Silloge di poesie senza titolo
  • Salvatore Montoleone, San Zenone al Lambro (MI), con Nelle periferiche protesi del reale
  • Nadia Moroni, Magenta (MI), con una Silloge di poesie senza titolo
  • Valeria Palmieri, Rieti, con una Silloge di poesie senza titolo
  • Francesca Parisi, Trieste, con La costola di Adamo
  • Angelo Passera, Graffignana (LO), con due Sillogi di poesie senza titolo
  • Mauro Piergentili, Viterbo, con una Silloge di poesie senza titolo
  • Gaetano Pizzuto, Torino, con una Silloge di poesie senza titolo
  • Rossella Pompeo, Roma, con Mute attese
  • Armando Romano, Roma, con La grande prova
  • Carmela Russo, Casavatore (NA), con Margini
  • Patricia Samperi, Roma, con Graffiti
  • Linda Savelli, Colle di Carmignano (PO), con Mandorle amare
  • Massimo Savi, Milano, con una Silloge di poesie senza titolo
  • Andrea Scano**, Cormano (MI), con Maschere – Mascharas
  • Andrea Tebaldi V., Parma, con una Silloge di poesie senza titolo
  • Silvia Veleno, Pescara, con una Silloge di poesie senza titolo
  • Giuseppe Ventura, Ariccia (RM), con una Silloge di poesie senza titolo
  • Mario Venturelli, Grosseto, con una Silloge di poesie senza titolo
  • Rodolfo Vettorello, Milano, con C__aleidoscopio__
  • Werther Zabberoni, Ravenna, con una Silloge di poesie senza titolo
  • Michele Zanini, Tregnago (VR), con Fatti e disfatti


Classifica Sezione Narrativa:

Hanno partecipato 128 autori dei quali uno è risultato vincitore, dieci sono risultati Segnalati dalla Giuria e quarantanove sono stati giudicati Finalisti.

  • Opera 1° classificata. Il profumo dell’anima di Eleonora Paoletti, Sesto Fiorentino (FI).

Questa la motivazione della Giuria: «“Il profumo dell’anima” di Eleonora Paoletti è un romanzo evocativo ed affascinante. Il punto di partenza è la leggenda d’un prato di gigli che al di sopra del monte decideva il destino dell’umanità. Eppure Rose non credeva in un destino già precostituito ma “credeva in quello che qualcuno poteva fare per costruirselo” e si ripeteva che “tutto dipende da ciò che si vuole e da come si lotta per ottenerlo”. Il giglio mitologico, nato da una goccia di latte caduta dal seno di Giunone, simboleggia la purezza ed è il sotterraneo filo conduttore dell’intero romanzo. Nella mente di Rose è forte la consapevolezza che tutto ciò che si presenta nel sentiero della vita fa parte del suo viaggio ed ecco allora che i frammenti esistenziali, riscaldati dal sorriso o bagnati dalle lacrime, diventano la sostanza vitale, bagliori di luce nelle ombre della vita; le parole pronunciate sottovoce e i pensieri che innalzano l’amore, sono lampi che cercano di sconfiggere la solitudine; la drammatica percezione del vuoto e, allo stesso tempo, il desiderio di coltivare un giardino dell’anima sono la definitiva presa d’atto che solo l’amore può salvarci. Un giardino che si materializza nella storia stessa, vissuta e raccontata: ecco allora che tutto si plasma su di esso, quasi a indicarne un potere taumaturgico, e si va oltre le parole, oltre la storia, superando il confine della disperazione o l’illusione della speranza. Eleonora Paoletti sprigiona energia affabulante e semina costantemente profonde riflessioni e raffinati riferimenti che fanno sentire sulla pelle l’avanzare del tempo, la vita che scorre davanti agli occhi, i giorni vissuti pienamente. Un indescrivibile viaggio nei ricordi, fino a miscelare passato e presente, con la consapevolezza che “se la strada che abbiamo scelto di percorrere non porta a niente di buono, è perché non siamo stati capaci di percorrerla nel modo giusto”.“Il profumo dell’anima” di Eleonora Paoletti può essere definito un romanzo capace di aprire innumerevoli “porte” dell’anima: fino a sentirsi invasi dalla complessità della vita, dall’incessante ritmo scandito dal tempo, dalla rivelazione improvvisa e da un senso di abbandono alla storia stessa». Massimo Barile
Vince: Targa Jacques Prévert- Pubblicazione dell’opera vincitrice in volume edito dalla casa editrice Montedit con l’assegnazione di 50 copie gratuite all’autore – Attestato.


Sono Segnalati dalla Giuria con Attestato di merito e proposte di pubblicare in volume l’opera con l’offerta di avere 50 copie gratuite in caso di pubblicazione con l’editrice Montedit:
  • Massimo Bancaro Ronchi, Ala (TN), con l’opera Genesi aliena

  • Questa la motivazione della Giuria: «“Genesi aliena” di Massimo Bancaro è un testo di fantascienza che racchiude in sé tutte le migliori caratteristiche del genere. Efficace e sorprendente». Massimo Barile.
  • Emilio Biagini, Genova, con una Raccolta di racconti senza titolo

  • Questa la motivazione della Giuria: «Raccolta di racconti che spaziano dalla storia d’un perdente che subisce continue umiliazioni alla visione onirica d’un angelo che piange per coloro che non è riuscito a salvare. Emilio Biagini utilizzando continue metafore cerca di portare alla luce le dicotomie e le contraddizioni odierne». Massimo Barile.
  • Sabrina Bordone, Genova, con l’opera Il tempo

  • Questa la motivazione della Giuria: «In questa raccolta di racconti Sabrina Bordone miscela le riflessioni sulla vita da parte di una donna, la gioia di avere una famiglia, il bisogno di raccontare storie e la necessità di preservare i ricordi della propria vita: la parola di Sabrina Bordone è suadente e i suoi racconti esprimono tutte le contraddizioni della condizione dell’Uomo odierno». Massimo Barile.
  • Antonella Doronzo, Barletta (BA), con l’opera La stanza

  • Questa la motivazione della Giuria: «In questo romanzo la “stanza” diventa il luogo mentale, il tempo della stanza è un tempo senza tempo. “La stanza è la mia testa” si legge nell’incipit del libro. Il romanzo di Antonella Doronzo è scioccante e stupefacente. La sua scrittura è ammaliante». Massimo Barile.
  • Bartolo Màdaro, Rocca Santo Stefano (AQ), con l’opera L’uomo Joe.

  • Questa la motivazione della Giuria: «L’uomo Joe di Bertolo Màdaro è l’Uomo-Simbolo, impegnato nella continua ricerca dell’Essere, attraverso la sofferenza della vita passato al vaglio della spirale hegeliana osservando il mondo fino a scrutarlo nelle minime percezioni. Il conflitto tra Bene e Male, la vita dell’Anima senza il Corpo, si intersecano fino a liquefarsi. L’uomo Joe non si accontenta, vuole svelare i misteri in una tensione verso l’Assoluto. Un racconto “autenticamente” ipnotizzante». Massimo Barile
  • Adelaide Mannelli, Ancona, con l’opera Per un soffio

  • Questa la motivazione della Giuria: «“Per un soffio” di Adelaide Mannelli è un romanzo giallo che vede come protagonista Margherita, una donna incinta che viene rapita. Non mancheranno paure ed incubi notturni, loschi individui e inaspettati colpi di scena. L’autrice dimostra di possedere una scrittura incalzante, decisamente perfetta per l’intricata storia che racconta». Massimo Barile.
  • Francesca Minervini, Genova, con l’opera Gli appunti di un marocchino rosso

  • Questa la motivazione della Giuria: «In questa sorta di diario d’avventura il viaggio viene vissuto come un sogno da vivere in terre lontane. Lo sguardo nei confronti del mondo è lo sguardo di una turista-pellegrina. Il resoconto è ricco di suggestioni e la scrittura è nitida e puntuale». Massimo Barile.
  • Marino Muratore, Ceranesi (GE), con l’opera Le vie dei libri

  • Questa la motivazione della Giuria: «“Le vie dei libri” di Marino Muratore si presenta come una galleria di scrittori nata dalla fervida immaginazione dell’Autore che dimostra una stupefacente capacità d’invenzione ed una rara e sorprendente creatività». Massimo Barile.
  • Francesca Parmeggiani, Bologna, con l’opera La grande casa sulla collina

  • Questa la motivazione della Giuria: «“La grande casa sulla collina“di Francesca Parmeggiani ha i caratteri del romanzo evocativo e, attraverso un costante recupero memoriale, emerge la grande figura della protagonista Dalia. Una storia d’amore raccontata con raffinatezza». Massimo Barile.
  • Assunta Daniela Zini. Roma, con l’opera Lettera

Questa la motivazione della Giuria: «“Lettera” di Assunta Daniela Zini è un romanzo complesso pervaso da una forte creatività. Un sottile intreccio psicologico reso lucidamente con una scrittura puntuale e nitida». Massimo Barile.


Sono inoltre risultati Finalisti e quindi ritenuti meritevoli di pubblicare in volume la propria opera con l’offerta di avere 50 copie gratuite in caso di pubblicazione con l’editrice Montedit:

  • Ida Acerbo Rossi, Milano, con l’opera Sentieri di nebbia
  • Alessandra Altamura, S. Anna (LU), con l’opera L’oscuro canto di una sirena erbivora
  • Emanuela Amati, Molteno (LC), con l’opera L’enigma
  • Marco Angella, Pontremoli (MS), con l’opera Racconti Lunigianesi
  • Ornella Beretta, Meda (MI), con l’opera Identità smarrita
  • Carlo Bramanti, Augusta (SR), con l’opera Luce
  • Katia Brentani, Bologna, con l’opera Spicchi di vita in agrodolce
  • Elena Bresciani Baldi, Pietrasanta (LU), con l’opera I giorni della verità
  • Vittoria Caiazza, Catanzaro, con l’opera Gente sorda
  • Mattia Stephan Calabrese, Olgiate Comasco (CO), con l’opera vSfida al Destino__
  • Donatella Calaciura, Palermo, con una Raccolta di favole
  • Simona Castellani, Fonte Nuova (RM), con una Raccolta di racconti senza titolo
  • Massimo Ceresani, Fano (PU), con l’opera My bus
  • Ugo Colla, Riva Trigoso (GE), con l’opera Storia d’amore di due poeti
  • Angelo Coscia, Montecorvino Pugliano (SA), con l’opera Successe un giorno a Tuatha na Sidhe
  • Barbara De Biasi, Cenaia (PI), con l’opera Nebbia a diverse latitudini
  • Manuela Dilettoso, Fiumefreddo di Sicilia CT), con l’opera Paesaggi etnei e dintorni
  • Giuseppe Farella, Novara , con l’opera Protagonisti in guerra
  • Francesco Ferrante, Terrasini (PA), con l’opera Cronache di attori di un teatro distratto
  • Aldo Freggi, Roma, con l’opera Dente per… dente
  • Sandra Frenguelli, Perugia, con l’opera In punta di dita
  • Francesco Gambellini, Viterbo, con l’opera Storie di galera e altre verità
  • Sonia Genisio, Torino, con l’opera Per Joseph
  • Morena Giannanti, Segromigno in Monte (LU), con l’opera Il sole oltre le nuvole
  • Pietro Giovani, Genova, con l’opera Ubique daemon
  • Ferruccio Giuliani, Seriate BG), con l’opera 30 storie in versi
  • Mara Grassi, Castelnuovo Magra (SP), Storie insolite e divertenti
  • Wolfango Horn, San Giovanni in Persiceto (BO), con l’opera La reliquia rubata
  • Elsa Marangoni, Medicina (BO), con l’opera Alba Tramonti
  • Francesca Caterina Matricoti, Torino, con l’opera ll paese delle aquile
  • Vincenzo Montuori, Napoli, con l’opera Divina… e Kairo
  • Claudia Nobile, Urbino (PU), con l’opera Due cappotti e una capanna
  • Ilaria Padovan, Pavia, con l’opera Sono stata al mio funerale
  • Valeria Palmieri, Rieti, con l’opera È solo silenzio
  • Rocco Pedatella, Trezzano Sul Naviglio (MI), con l’opera Puzzle
  • Fabio Pistone, Toirano (SV), con l’opera Terra bruciata
  • Francesca Pozza, Cividale del Friuli UD), con l’opera Una goccia di splendore
  • Roberto Risso, Torino, con l’opera Pipo
  • Piera Rossi Celant, Santa Lucia di Budoia (PN), con l’opera Il sogno di mezza estate
  • Andrea Scano, Cormano MI), con l’opera 2^ parte Il cerchio del tempo – Un canto per non morire…
  • Simona Sgherri, Prato, con l’opera L’albero Gelsomino
  • Ivana Sica, Carpi MO), con l’opera Tra terra e cielo
  • Lina Sini, Bologna, con una Raccolta di racconti senza titolo
  • Rita Speca, Osimo AN), con l’opera L’amore perfetto…
  • Giovanni Teresi, Marsala TP), con l’opera Sogni ad occhi aperti
  • Marina Tognoni, Firenze, con l’opera Sette storie di donne
  • Luciana Volponi Massei, Viterbo, con l’opera L’anno in cui si sposò Fiorenza
  • Silva Maria Zenati, Colleferro (RM), con l’opera Storie di quotidiana magiaCronache da Boscoscuro e L’isola di Cosetto
  • Valentina Zuccaro, Novara, con l’opera Silverloom
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