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Premio Letterario Internazionale Città di Melegnano 2019
XXIV Edizione

Ultimo aggiornamento: 10 Novembre 2020
Clicca qui per il bando completo del concorso
Andamento del concorso:

La scadenza prevista del 30-09-2019 è stata prorogata al 15-10-2019

  • Antologia del Premio Internazionale di Poesia Città di Melegnano» 2019 Spedita dal 31-08-2020 al 07-09-2020 – Inviate a mezzo email in data 19-06-2020 le bozze dell’antologia del premio della sezione poesia.
    La lettera di ammissione era stata inviata in data 24-11-2019.
    La valutazione delle opere era iniziata in data 04-11-2019 i risultati sono stati resi noti in data 04-01-2020.


    Comunicato


    Con sommo dispiacere diamo il triste annuncio che venerdì 18 ottobre, Benedetto Di Pietro è mancato all’affetto dei suoi cari.
    È nostra volontà illuminare la memoria di Benedetto Di Pietro ricordando che è stato Socio Consigliere de “Il Club degli autori”, storico collaboratore della Casa Editrice Montedit, fondamentale critico letterario capace di offrire la sua Parola sempre con passione e discrezione, Presidente di Giuria della sezione poesia del Concorso “Città di Melegnano” e, nella sua lunga attività letteraria, grande cultore e studioso delle tradizioni culturali della sua Terra come della lingua galloitalica e direttore della Collana editoriale Apollonia (i libri dedicati alle minoranze linguistiche: lingua, storia e letteratura) della casa editrice Montedit.
    V’è sempre il momento in cui cade il silenzio sulla vita e rimane solo il ricordo delle persone amate e di coloro che ci hanno conosciuto, ultima fiamma che rende ancora viva la figura di un Uomo che è stato capace di rendere esaltante il “fascino della vita”, di affabulare con le narrazioni delle sue esperienze esistenziali, e di rendere luminosa la sua Parola, pervasa di “vitale serenità” e di incrollabile entusiasmo per la Cultura e la Fede.
    Ora è il tempo della memoria. Caro Benedetto, che tu possa riposare dolcemente.


    Adriana Montefameglio, presidente dell’Associazione Culturale Il Club degli Autori e Antonella Montefameglio, titolare della Casa Editrice Montedit con tutti i collaboratori



    Il Consiglio Direttivo ha definito che per questa edizione la sezione Poesia sarà presieduta da Massimo Barile in sostituzione del caro Benedetto Di Pietro.



    Resi noti i risultati in data 04-01-2020

    Sabato 7 marzo 2020 si svolgerà l’Open Day del Club degli autori: Incontro con consegna dei Premi agli autori vincitori dei concorsi letterari indetti nel 2019.
    È stata inviata agli Autori premiati comunicazione in merito. Cliccando qui è possibile scaricare la Comunicazione sullo svolgimento dell’Open Day del Club degli autori:

    Cliccando qui è possibile scaricare le indicazioni utili agli Autori per raggiungere la nostra sede


    Comunicato importante relativo all’Open Day del Club degli autori

    A causa dei recenti avvenimenti in relazione all’emergenza epidemiologica di Coronavirus, e in ottemperanza all’Ordinanza del Ministero della Salute e della Regione Lombardia del 23 febbraio 2020, che prevede la sospensione di tutti gli eventi anche di carattere culturale e la chiusura di musei e altri luoghi di cultura. Comunichiamo con la presente che ad oggi, lunedì 24 febbraio 2020, non siamo in grado di confermare l’Open Day del Club degli autori fissato per Sabato 7 marzo 2020.
    Restiamo in attesa delle direttive che verranno emanate da domenica 1° marzo, e lunedì 2 marzo confermeremo o annulleremo l’incontro inviando comunicazione in merito a mezzo email a tutti i partecipanti che hanno confermato la propria presenza
    Certi della comprensione di tutti i premiati, con grande rincrescimento auspichiamo ottimisticamente in un miglioramente dell’attuale situazione e preghiamo i premiati di attendere notizie in merito lunedì prossimo.

  • Risultati

    Risultati della ventiquattresima edizione del Premio Letterario Internazionale Città di Melegnano 2019


    La Giuria della sezione poesia è stata presieduta da Massimo Barile che ha sostituito il carissimo professor Benedetto Di Pietro, che purtroppo ci ha lasciato lo scorso ottobre. Dopo analisi delle opere pervenute ha così decretato:


  • Poeta 1° classificato Vittorio Di Ruocco di Pontecagnano (Salerno) con l’opera “Cecità”. Questa la motivazione della Giuria: «Vittorio Di Ruocco innalza un canto dell’amore perduto da parte di un uomo ormai “caduto nel più tetro degli abissi”, che cerca disperatamente di afferrare ancora la “voce luminosa” della donna amata e svanita come “l’ultima speranza” che si perde all’orizzonte.
    Durante il processo lirico tutto diventa testimonianza simbolica dell’amore disperso nel tempo e nelle “nubi dell’oblio”: le rughe “scavate come solchi dal pianto”; l’amaro rimpianto per ciò che non è stato e la passione non ancora spenta che accompagna il “triste” cammino.
    La lirica diventa simbolico atto salvifico che contempla il dissolvimento d’una condizione dell’animo dolente e, nell’ultimo atto, si fa evocazione/invocazione della figura liberatoria della donna amata, femminea sorgente luminosa che sola può dissetare nell’arido presente di una “notte senza fine”.
    La Parola di Vittorio Di Ruocco fissa, in modo perfetto, tali evidenze liriche con una versificazione penetrante e struggente». Massimo Barile
    Vince: Targa Città di Melegnano – Attestato – Pubblicazione di un libro di 32 pagine edito dalla casa editrice Montedit con assegnazione gratuita di 100 copie all’autore – Pubblicazione della Poesia sull’Antologia della Sezione Poesia e su Internet www.club.it



  • Poeta 2° classificato Sergio Baldeschi di Montecerboli (Pisa) con l’opera “Datemi una benda”. Questa la motivazione della Giuria: «Sergio Baldeschi propone una lirica forte ed intensa, profondamente sentita e umanamente penetrante, cosparsa di immagini fedelmente rappresentative dello stato d’animo del poeta, che alimentano la sua visione poetica con evidenze liriche che assurgono a decretazione esistenziale. Alcuni versi sono testimonianza di tale condizione: “Non voglio più vedere finte chimere”, che accompagna la volontà di rigettare i “fatui inganni”, come la sofferenza lacerante che attanaglia il cuore e, con un respiro più universale, il comportamento dell’Uomo che distrugge e avvelena la Terra, stupidamente indifferente davanti al dramma che si sta consumando.
    Il poeta auspica un “nuovo umanesimo” prima dell’avverarsi dell’Apocalisse ed innalza al cielo il suo canto lirico, che si fa preghiera universale per la salvezza dell’Uomo». Massimo Barile.
    Vince: – Attestato – Pubblicazione di un libro di 32 pagine edito dalla casa editrice Montedit con assegnazione gratuita di 50 copie all’autore – Pubblicazione della Poesia sull’Antologia della Sezione Poesia e su Internet www.club.it



  • Poeta 3° classificato Dario Marelli di Seregno (Monza e Brianza) con l’opera “L’anima nuda”. Questa la motivazione della Giuria: «La poesia di Dario Marelli rappresenta una sorta di confessione lirica d’un poeta che raschia “a goccia l’esistenza”, facendo i conti con il “sortilegio amaro” dell’ennesima notte “senza quiete”, quando l’uomo cerca il sollievo dal rimorso e dal tormento.
    Il “fragile percorso” viene offerto con una versificazione trasparente e precisa, accompagnata dalla consapevolezza d’una saggezza raggiunta.
    La chiusa della lirica assurge a condizione d’un lento abbandono al cielo stellato, all’Universo che condanna l’Uomo alla coscienza della sua finitudine.
    “L’anima nuda” del poeta si purifica davanti alla “divina bellezza del cielo” e del Creato, tra anima ed essenza lirica, come ad immedesimarsi nel primo uomo davanti alla prima aurora del mondo». Massimo Barile
    Vince: Attestato – Pubblicazione di un Quaderno di 32 pagine edito dalla casa editrice Montedit con assegnazione gratuita di 50 copie all’autore – Pubblicazione della Poesia sull’Antologia della Sezione Poesia e su Internet www.club.it



  • Poeta 4° classificato Franco Tagliati di Guastalla (Reggio Emilia) con l’opera “Pozzanghera”. Questa la motivazione della Giuria: «La poesia di Franco Tagliati è pervasa di un’atmosfera memoriale, condizione simbolica nella quale la lirica vive e si nutre del ricordo d’un bambino che saltava “a piedi pari dentro una pozzanghera”. La visione riconduce subito al presente perché ora tutto è cambiato e rimane solo “la pagina sbiadita d’una poesia”, il profumo del caprifoglio che si disperde tra le “inutili parole della gente”, come a decretare l’attuale condizione di sofferenza.
    Il poeta rivive liricamente lo stato d’animo vissuto nell’infanzia e rivede “il cielo in una pozzanghera”, spiraglio luminoso che riconduce al senso di libertà, come un flusso vitale capace di regalare ancora un nuovo entusiasmo». Massimo Barile



  • Poeta 5° classificato Giuseppe La Rosa di Montecchio Msggiore (Vicenza) con l’opera “Comparimmo all’alba”. Questa la motivazione della Giuria: «La poesia di Giuseppe La Rosa s’incarna in una sorta di viaggio lirico nel tempo, fino al ritorno ai “natii luoghi”, liricamente ammantati di “dolcezza” e di atmosfera da “favola”.
    Il sofferto percorso deve fare i conti con un mondo pervaso dal “gelo” dell’animo, indifferente davanti alla Bellezza, illuso di essere padrone al cospetto del tempo.
    Il desiderio del poeta deflagra nella chiusa della lirica: “Canterò la ninna nanna ai vecchi alberi”, ai campi di “stoppie estive”, alla meravigliosa unione/comunione di “zagare e mare”.
    La sua Parola diventa fiamma lirica che scalda il cuore, lirismo assoluto vissuto nel profondo e, per questo motivo, decisamente capace di suscitare l’animo». Massimo Barile



  • Poetessa 6^ classificata Francesca Croci di Predazzo (Trento) con l’opera “Dal balcone della mia infanzia”. Questa la motivazione della Giuria: «La poesia di Francesca Croci rappresenta, in modo impeccabile, lo sguardo severo di una donna che è sgomenta al solo pensiero di diventare “ostaggio di memorie incerte” e di “ammorbare il cuore con ricordi amari”.
    La decretazione d’una condizione esistenziale, tra percezioni d’un mondo silente/morente, e “implacabili inferriate” del mondo circostante, viene enfatizzata fino al parossismo, ma la poetessa sa molto bene che ci vuole grande coraggio per affrontare “ogni mattino” della vita che tocca vivere e, ancor più, il “sarcasmo di uno specchio in gabinetto”, l’unico e vero giudice spietato.
    Eppure il sigillo lirico di Francesca Croci diventa abbandono al flusso esistenziale, confessione e dono sincero: “Amai senza saperlo. Odiai per sbaglio”». Massimo Barile



  • Poeta 7° classificato Giovanni Codutti di Feletto Umberto (Udine) con l’opera “Souvenir”. Questa la motivazione della Giuria: «La poesia di Giovanni Codutti vive e si nutre d’uno stato d’animo del poeta che deve affrontare la vita nell’alterno perdersi e ritrovarsi, senza risposte né certezze, senza un senso da dare al proprio vivere.
    Durante il processo lirico scorrono le pagine dell’esistenza, tra attese ed illusioni, tra luci ed ombre, e il poeta si sente come un “souvenir”: simbolo d’un ricordo che si perde nel tempo, e che sia positivo o negativo, gioioso o triste, poco importa, perché rappresenta un momento della vita passata e ormai irripetibile». Massimo Barile



  • Poeta 8° classificato Patrizio Pesce di Livorno, con l’opera “Il senso della vita”. Questa la motivazione della Giuria: «Il tempo scorre inesorabile come la sabbia che cade dalla clessidra e non è facile afferrare il “senso della vita”.
    “Le storie di un tempo” si riflettono invano sulle antinomie del presente e i pensieri vengono deposti “nelle liturgie della sera”, come a sgranare un simbolico rosario esistenziale durante una veglia nell’oscurità del proprio essere.
    La chiusa della lirica di Patrizio Pesce rappresenta l’inevitabile presa d’atto di tale condizione sofferta: il rapimento estatico del poeta si tramuta in testimonianza della fragilità dell’essere umano, indifeso davanti alla sua limitante finitudine». Massimo Barile



  • Poetessa 9^ classificata Vincenzina Scarabeo di Venafro (Iserenia) con l’opera “Mi chiedono quali emozioni”. Questa la motivazione della Giuria: «Vincenzina Scarabeo offre la sua poesia con il cuore e riconduce alle emozioni d’un viaggio esistenziale tra “fanciulli da subito adulti”, che “cercano speranze” con i loro “occhi imploranti”.
    Tra luci e colori, “sabbie assetate” in un “deserto di vita”, si apre la visione lirico-esistenziale della poetessa che coglie le atmosfere e le intense emozioni di un viaggio nell’anima, percorso umanamente struggente e profondamente rivelatore: ecco allora che, “nel miraggio e nel sogno”, sgorga la sorgente limpida della poesia che nasce dall’animo». Massimo Barile



  • Poeta 10° classificato Giuseppe Macauda di Modica (Ragusa) con l’opera “Nenie di grilli”. Questa la motivazione della Giuria: «Nella vita si devono fare i conti con “vortici violenti” e, al contempo, con simboliche “gabbie” che tengono prigionieri, ben sapendo che è facile smarrirsi nei suoi labirinti.
    Le parole sussurrate compongono un rosario dell’anima, tra profumo della vita e consapevolezza dell’umano vivere.
    Solo la poesia offre un volo libero, oltre lo spazio e il tempo, oltrepassando i labirinti esistenziali, e aiuta a non cadere nell’abisso dell’oblio.
    Le “nenie di grilli” cullano i sogni del poeta, ormai “sereno” nel suo abbandono alla vita, immerso in una dimensione lirica dove l’unica speranza diventa “la bonaccia di settembre”». Massimo Barile




    Dal 4° al 10° classificato vincono: Attestato – Pubblicazione della Poesia sull’Antologia della Sezione Poesia con assegnazione di 2 copie gratuite a ciascun Autore e su Internet www.club.it




    La Giuria della Sezione Narrativa è stata presieduta dalla Dottoressa Monica Colombini, che, dopo analisi delle opere pervenute ha così decretato:


  • Autrice 1^ classificata Gabriella Brumat Dellasorte di Turriaco (Gorizia), con l’opera “La rondine”. Questa la motivazione della Giuria: «Un racconto semplice, con una scrittura senza eccessi in bilico tra favola e poesia. Ma il senso della narrazione è importante e profondo. L’amore vero non muore mai, cambia forma, ridisegna e si ridisegna. L’amore non si arrende e ritorna, non muore… pressato dalla assoluta necessità di eterno si trasforma nel vezzo leggero di riapparire in un volo di rondine». Monica Colombini
    Vince: Attestato – Targa Città di Melegnano – Pubblicazione di un libro di 32 pagine edito dalla casa editrice Montedit con assegnazione gratuita di 100 copie all’autore – Pubblicazione del racconto sull’Antologia della Sezione Narrativa e su Internet www.club.it



  • Autrice 2^ classificata Giulia Vittori di Tricesimo (Udine), con l’opera “Ti ritroverò”. Questa la motivazione della Giuria: «Protagonista assoluto di una scrittura misurata e fluida l’amore che non si arrende a distanze, tempi e sterzate della vita. Storia che si ripete, è storia di donne che non possono scegliere, di violenza e rinuncia ma, come in ogni tempo ed età, è l’amore che vince». Monica Colombini



  • Autrice 3^ classificata Silvia Marini di Tirrenia (Pisa), con l’opera “Le due rose”. Questa la motivazione della Giuria: «Il bel racconto che fluisce in un lieve crescendo svela nella sua realtà l’amore scrigno di segreti che non minano rivelandosi, il valore profondo di un sentimento che regala una nuova alleanza». Monica Colombini



  • Autrice 4^ classificata Carola Cestari di Milano, con l’opera “Legami familiari”. Questa la motivazione della Giuria: «Il racconto di una storia d’amore apparentemente come tante diventa scenario doloroso sul tema della nascita assistita dalla scienza. Una sfida non facile, che è vinta grazie ad una narrazione che procede fluida fino al sospeso finale, che lascia aperto un orizzonte di possibile speranza». Monica Colombini



  • Autrice 5^ classificata Emilia Fragomeni di Genova, con l’opera “L’amore non ha età”. Questa la motivazione della Giuria: «La ragione profonda, il senso del racconto è già nel titolo: una verità, una certezza. La scrittura chiara e ricca di dettagli, bene descrive l’eredità di valori e sentimenti tra due generazioni di donne che si ritrovano attorno alla eternità di un amore senza età». Monica Colombini



  • Autrice 6^ classificata Liliana Paisa di Fabriano (Ancona), con l’opera “Resina”. Questa la motivazione della Giuria: «Sullo sfondo in un amore di oggi si affollano, in una descrizione che diventa racconto, immagini, ricordi, emozioni di un tempo, che aprono nuovi orizzonti di vita». Monica Colombini



  • Autrice 7^ classificata Roberta Denti di Mulazzano (Lodi), con l’opera “Incastonato tra le rocce”. Questa la motivazione della Giuria: «L’epilogo tragico del suicidio solo apparentemente arriva inatteso. La scrittura impalpabilmente nasconde segnali, dissemina tracce con elegante capacità narrativa». Monica Colombini



  • Autore 8° classificato Giuseppe Sorrentino di Napoli, con l’opera “Un abbraccio da Lisbona”. Questa la motivazione della Giuria: «Una lunga e bellissima lettera di grande amore, come non se ne leggono spesso e non se ne scrivono più!». Monica Colombini



  • Autrice 9^ classificata Giuseppina Lamioni di Cesano Maderno (Monza e Brianza), con l’opera “Storia di un’amicizia” Questa la motivazione della Giuria: «Semplice nella scrittura ma profondo, il racconto regala una delicata narrazione che parla di grande amicizia, che resiste al tempo e alle intemperie della vita». Monica Colombini



  • Autore 10° classificato Adriano Agnello di Pisa, con l’opera “Appeso ad un filo”. Questa la motivazione della Giuria: «Una bella prova di scrittura e tessitura narrativa. Il racconto in un crescendo di concitazione, sostenuto dal fluire del tempo, crea aspettative di scenari da spy story e invece regala a sorpresa un epilogo di semplice quotidianità familiare». Monica Colombini




    Dal 2° al 10° classificato vincono: Attestato – Pubblicazione del racconto in Volume Antologico dei racconti vincitori della sezione Narrativa, edito dalla casa editrice Montedit con assegnazione di 5 copie gratuite a ciascun Autore – Pubblicazione del racconto su Internet www.club.it




    Sabato 7 marzo 2020 si svolgerà l’Open Day del Club degli autori: Incontro con consegna dei Premi agli autori vincitori dei concorsi letterari indetti nel 2019.
    È stata inviata agli Autori premiati comunicazione in merito. Cliccando qui è possibile scaricare la Comunicazione sullo svolgimento dell’Open Day del Club degli autori:

    Cliccando qui è possibile scaricare le indicazioni utili agli Autori per raggiungere la nostra sede


  • Opere vincitrici


    Vittorio Di Ruocco


    Opera 1^ classificata


    Cecità


    Quando ritornerai per perdonarmi
    dalle funeste nubi dell’oblio
    mi troverai morente ad invocare
    gli dei custodi della tua bellezza.
    Sì, riderai di me delle mie rughe
    scavate come solchi dal mio pianto
    aperte come tanti lucernai.
    Contro il mio sguardo fisso e irriverente
    ti sentirai bruciare in fondo al cuore
    ti smarrirai nel buio che mi circonda
    ti sembrerà una notte senza fine.
    E quando gli occhi vitrei e indifferenti
    ti squarceranno come una mannaia
    rimpiangerai con lacrime pietose
    l’aurora che riuscimmo a immaginare.
    Adesso perso senza una promessa
    caduto nel più tetro degli abissi
    afferro la tua voce luminosa
    come se fosse l’ultima speranza.
    Cado ai tuoi piedi come un’idolatra
    cercando fiori nelle tue parole
    e immagino il tuo viso ancora intatto
    sfuggito alla voragine del tempo
    e lo cospargo della mia passione.
    Ah quanto è amaro questo mio rimpianto,
    avessi avuto l’arco dell’amore
    avrei scoccato un dardo disperato
    e spinto la mia sorte alla tua accanto.
    Ma già che sei venuta a dissetarmi
    nell’ora più dolente del bisogno
    al termine del triste mio cammino
    potrò morire come il prigioniero
    che ha ritrovato la sua libertà.



    Sergio Baldeschi


    Opera 2^ classificata


    Datemi una benda


    Datemi una benda
    e tappatemi gli occhi.
    Non voglio più vedere finte chimere,
    né crisalidi di plastica
    tarpare ali e atomizzare cuori.
    Declinato al tempo dei fatui inganni
    e abbacinato dal vento del progresso
    ho lividi in controluce
    e calici d’assenzio da ingerire.
    Inchiodato alla croce di cristallo
    mi sciolgo al grido della rosa
    e, dentro quest’arcano che redime,
    trepido per un nuovo approdo.
    Dovevamo essere i custodi del creato,
    un accorato volo di luci,
    consacrati alla purezza dei sogni.
    Invece, siamo un connubio incestuoso
    di deliranti demoni,
    che stuprano la madre terra
    e spalmano veleno sulle volte del cielo.
    C’è bisogno di un nuovo umanesimo
    prima che il verde polmone
    ansimi gli ultimi respiri
    e i Cavalieri dell’Apocalisse
    spuntino dalle sabbie della clessidra.
    Vi prego, non fatemi morire
    a pallottole di catrame,
    ridatemi la luna nel secchio
    e l’utopia del papavero.
    Ma se proprio non è possibile,
    allora gettatemi due bende,
    una per gli occhi e l’altra… per il cuore.



    Dario Marelli


    Opera 3^ classificata


    L’anima nuda


    Vorrei raccogliere l’eredità di Neruda
    e i petali di ciliegio fioriti a primavera,
    vorrei mischiar le carte alla natura
    contenderle miseria e onnipotenza.
    Sei tu, anima ed essenza, il desiderio
    la guida il conto l’asperità il tormento.
    Io invece raschio a goccia l’esistenza,
    la luce malata che non sento,
    il sortilegio amaro che mi spegne
    il Dio misericordioso che non chiedo.


    E cade un’altra sera senza quiete,
    il profumo acre di muschio nel bosco
    mi pervade di un’attesa serena,
    così allontano il rimorso e la pena.
    Non ha più giorno l’arco della vita
    che sottende il mio fragile percorso,
    la potente ferita che mi strappa
    e riporta al mattino primordiale.
    Sei sempre tu, saggezza che mi salva,
    il canone morale inderogabile.


    Mi abbandono al vagito delle stelle
    al sorriso dell’alba che mi attende,
    attorno un silenzio di aghi di pino
    e il crepitare di foglie nel vento.


    Suona a violino la mia anima nuda
    dinanzi alla divina bellezza del cielo.



    Franco Tagliati


    Opera 4^ classificata


    Pozzanghera


    Ero bambino
    saltavo a piedi pari dentro una pozzanghera,
    e mille gocce di luce fino al cielo
    sono grande
    e mi hanno imposto
    di non saltarci dentro
    per non sporcarmi i piedi
    ora non vedo più quel cielo
    rimane il profumo del caprifoglio
    la pagina sbiadita d’una poesia
    e nessuna goccia lucente
    tra le troppe inutili parole
    della gente
    Faccio finta di non guardare ma vedo tutto
    un po’ come quando abbassi la testa
    e rivedo il cielo in una pozzanghera
    così il ruscello diventa fiume
    il fiume un torrente
    e la mia pozzanghera il mare.



    Giuseppe La Rosa


    Opera 5^ classificata


    Comparimmo all’alba


    Comparimmo all’alba,
    all’aurora,
    e capimmo che come bruchi di pièride
    saremmo mutati in farfalle gocciolando sangue.
    Avremmo volato nel sole trattenuti da forme tondeggianti
    spinti dalla spirale d’acciaio che regola il moto del tempo.
    Non avevamo stretto accordi allora
    con quell’accolita gente delle strade
    che ama un mondo senza raggio di bellezza
    e per la quale l’Arte è trastullo.
    Il gelo prende le ossa e non c’è fuoco:
    gli alari giacciono freddi
    come i paramenti d’una cerimonia consumata.


    Sono tornato ai natii luoghi ed ho veduto dolcezza e favola
    e scarpe consumate e terra
    e argento d’acque e verdi primavere e cuori di chitarre.


    Varcherò ancora l’ultima soglia
    in questo luogo inestinguibile.
    Canterò la ninna nanna ai vecchi alberi
    ai campi attòniti di stoppie estive
    al ricamo delirante di zagare e mare
    all’etisìa disperata degli ideali.



    Francesca Croci


    Opera 6^ classificata


    Dal balcone della mia infanzia.


    Dal balcone della mia infanzia
    vedo soltanto
    alberi secchi o collassati sull’asfalto
    finestre trafitte da implacabili inferriate
    cieche di sguardi – cancelli sempre chiusi
    parcheggi a pagamento.
    E questo ha un senso:
    non è la retorica del rimpianto
    né il futuro possibile che ci ha scavalcato –
    ma lo sgomento di ogni vecchiaia
    divenuta ostaggio di memorie incerte,
    è struggimento del venir costretti
    ad ammorbare il cuore con ricordi amari
    per riconoscere i luoghi familiari
    nonché per affrontare ogni mattino
    il sarcasmo di uno specchio in gabinetto.


    Amai senza saperlo.


    Odiai per sbaglio.



    Giovanni Codutti


    Opera 7^ classificata


    Souvenir


    Giorno dopo giorno mi piego
    notte dopo notte mi perdo,
    per chi m’interroga non ho risposte,
    non m’importa più nulla.


    Sulle pagine della vita
    ho sfogliato le ore
    ho letto il volto dei giorni
    ho incrociato le braccia.


    Ora sono un souvenir
    una finestra socchiusa
    dove la luce fatica ad entrare
    e il vento non porta più primavere.



    Patrizio Pesce


    Opera 8^ classificata


    Il senso della vita


    Arrivo col vento
    sul suo cocchio alato.
    Hanno rapito la mia casa
    e solo travi dipinte dal fuoco
    delimitano lo spazio
    aperto dall’orto.


    Vedo le storie di un tempo
    negli occhi riflessi
    di uno specchio
    mentre i pensieri
    si depongono
    nelle liturgie della sera.


    Lento è il rosario
    e prosegue la veglia
    davanti al tremore di un cero.
    Il tempo fugge
    oltre il rossore dei tetti
    ma hanno rapito la mia casa.


    Forse non ho afferrato
    il senso della vita.



    Vincenzina Scarabeo


    Opera 9^ classificata


    Mi chiedono quali emozioni


    Mi chiedono quali emozioni ho provato
    nel viaggio.
    Vivevo durante quel viaggio
    eppure risposta immediata non ho.
    Il tatto, la vista, l’olfatto, forse,
    serbano sprazzi di luce e colori
    rapiti a monti e a sabbie assetate
    lontano dai noti conforti,
    deserto di vita a bambini
    da subito adulti.
    Ho visto quei monti,
    ho percorso dirupi e calpestato
    ciottoli e sabbia con piedi stranieri
    fasciati di pelli pregiate
    su piste biancastre nel sole
    e maligne al viandante notturno.
    A valle, ogni tanto, un nugolo di bambini
    si muove attorno alla casa di tenda
    orgoglio del solito povero
    a cui il nero s’addice.
    Scalzi piedini
    su ruvide ripide rocce infocate
    salgono lesti alla cima del monte
    e i bimbi con occhi imploranti offrono
    sciarpe tessute da dita innocenti
    al distratto turista.
    Mancano orme su quel poco di sabbia
    accumulata da un indifferente vento tagliente.


    Mi chiedono quali emozioni ho provato
    nel viaggio:
    di certo ho provato emozioni a metà.



    Giuseppe Macauda


    Opera 10^ classificata


    Nenie di grilli


    Vortici violenti
    mi condussero
    in cieli grigi mai volati.
    Gabbie di vento
    come spire di serpenti
    furono le mie prigioni.
    Aquiloni di versi
    libero mi fecero librare.
    Vidi formiche perse
    nei labirinti di cemento,
    volpoche lente
    nei pantani di smeraldo
    e rare colombe bianche.
    Stanco ormai sereno
    sul mare amico volli planare.
    Onde verdi e nenie di grilli
    cullano i miei sogni,
    d’aria azzurra
    è la mia coperta nuova.
    La bonaccia di settembre
    l’unica speranza.



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