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Premio Letterario Internazionale Il Club dei Poeti 2010
XIV Edizione

Ultimo aggiornamento: 26 Maggio 2010
Clicca qui per il bando completo del concorso
Andamento del concorso:

Andamento dei lavori:

  • Spedita in data 19-03-2010 la comunicazione agli autori ammessi all’Antologia del Premio che verrà realizzata per la sezione poesia.
  • La Giuria ha ultimato la valutazione delle opere ed ha decretato la graduatoria finale del concorso in data 26-05-2010.
  • La premiazione si terrà nel mese di dicembre 2010 o gennaio 2011 a Melegnano. I vincitori verranno avvisati a mezzo posta e tutti i partecipanti riceveranno una copia della rivista Il Club degli autori con i risultati del concorso.

Risultati

Risultati della XIV Edizione Premio Letterario Internazionale Il Club dei Poeti 2010


La giuria della quattordicesima edizione del Premio Lette-rario Internazionale Il Club dei Poeti 2010 presieduta per la poesia da Gianmario Lucini e per la narrativa da Massimo Barile, dopo l’analisi delle numerose opere pervenute ha stilato la seguente classifica finale:

Sezione Poesia:

  • Opera 1^ classificata: “Gattopardo” di Arianna Savini, Pietrapertosa (PZ). Questa la motivazione della Giuria: «La poesia “Gattopardo”, con le altre due presentate al concorso dal suo autore, sono premiate per la capacità di cogliere nei segni della vita quotidiana e dell’ordinarietà dell’esperienza il corrispettivo di una vita spirituale, in un continuo rimando simbolico fra mondo e persona, spirito e materia, ambiente e psiche. Il mondo si fa linguaggio che a suo modo racconta una realtà più profonda e insegna il senso della vita, come una sorta di romanzo sapienziale che si racconta mentre accade, minuto per minuto e si compone lentamente in un affresco fatto di sequenze e rimandi simbolici, come nella lingua dei geroglifici antichi. L’immagine, colta nella sua rivelazione più colorata e più plastica, si rivela lettera di un grande alfabeto che il poeta tenta di penetrare, di comporre e interpretare con la spontaneità del suo canto e con la mente aperta a cogliere il nuovo, che dorme nel vecchio di sempre». Gianmario Lucini
    Vince Targa Club dei Poeti – Pubblicazione di un libro di 48 pagine edito dalla casa editrice Montedit di cui 100 copie vengono assegnate all’autore – Attestato – Pubblicazione del testo premiato sulla rivista Il Club degli autori – Pubblicazione su Internet
  • Opera 2^ classificata “In fitte gocce leggere…” di Chiara Scrobogna, Formia (LT). Questa la motivazione della Giuria: «Nella poesia “In fitte gocce leggere” l’autore coglie lo spunto del temporale autunnale come metafora di una purificazione catartica nella quale il cielo, che è anche metafora di un potere divino, finalmente spazzi via il ristagno di vizi e di errori che corrompe l’esistenza. E’ solo un momento che dà sfogo alla fantasia che, intrecciandosi con un senso di meraviglia, per un momento prova a traslare dal piano naturale a quello esistenziale ciò che l’esperienza dei sensi consente di cogliere dalla realtà. Poi il realismo dell’esperienza sensoriale ha il sopravvento e tutto torna pian piano a rivestire lo stesso significato di sempre – come a dire che la realtà non cambia per intervento soprannaturale o per grazia ricevuta, ma per ben altri interventi, che necessitano di azione più che di contemplazione, per dimostrarsi adatti a scalzare i sedimenti dell’indifferenza e della povertà morale ». Gianmario Lucini
    Vince Pubblicazione di un libro di 32 pagine edito dalla casa editrice Montedit di cui 100 copie vengono assegnate all’autore – Attestato – Pubblicazione del testo premiato sulla rivista Il Club degli autori – Pubblicazione su Internet
  • Opera 3^ classificata “Vuoti a perdere” di Luigi Di Legge, Rozzano (MI). Questa la motivazione della Giuria: «In pochi versi il poeta coglie il senso di una qualunque sera estiva, quando il mondo gira nel suo solito tran tran e tutto sembra preda del banale e del non senso che si incarna negli stessi corpi molli e informi che popolano i balconi dei caseggiati suburbani e nei gesti sciatti che lasciano intuire l’assenza di sogni e desideri che non siano in qualche modo indotti da un conformismo massificante. Pertanto, negli ultimi cinque versi, di notevole efficacia incisiva, la poesia leva una insofferente zampata leonina, abbandona il tono elegiaco per assumerne uno più sardonico e ruggire e graffiare per far male, per sfidare l’impoetico che portiamo dentro noi stessi (che viene con efficacia simboleggiato dalla volgarità del rutto) e metterlo alla berlina, alla gogna. L’efficacia della immagine è senza dubbio comica, anche se lo spirito che la coglie è senza dubbio amareggiato». Gianmario Lucini
    Vince Pubblicazione di un libro di 32 pagine pagine edito dalla casa editrice Montedit di cui 50 copie vengono assegnate all’autore – Attestato – Pubblicazione del testo premiato sulla rivista Il Club degli autori – Pubblicazione su Internet
  • Opera 4^ classificata “Per ricordarmi che non sono niente” di Riccardo Fedeli, Villamagna (PI). Questa la motivazione della Giuria: «Questa lirica ci riporta alla nostra condizione di numero nella massa e alla difficoltà di instaurare relazioni umane soddisfacenti. La persona si annichilisce in un perenne senso di vuoto di inanità che non viene compensato dalla superficialità dei rapporti di circostanza o dai passatempi che sostituiscono più profonde dimensioni di comunicazione ed è per questo che si abbandona a visioni cupe di non senso. È il malessere del nostro tempo che rappresenta la fatica di trovare senso nell’esistere, se non siamo capaci di trovare conferme e accoglienza in chi ci corrisponde. Persino il mondo, le cose, l’ambiente, assumono una veste minacciosa, tediosa, che ci impedisce uno sguardo positivo, innescando una spirale di pessimismo che si auto-alimenta». Gianmario Lucini
  • Opera 5^ classificata “Nello stesso respiro” di Maurizio Rossi, Roma. Questa la motivazione della Giuria: «Il fiume delle generazioni che porta la fiaccola della vita dal passato al futuro, ci vede per un attimo, per lo spazio di una scintilla nella notte, brillare di consapevolezza – La consapevolezza di essere un anello di una grande catena che porta il soffio della vita umana e la sua grandezza spirituale attraverso il tempo, in una specie di grande staffetta, dov’è appunto il tempo a vincere sul nome e sull’identità del singolo; ma anche se il nome di chi corre si perde, rimane il senso del gesto e dell’impresa collettiva, la fiducia di poter evolvere e migliorare come specie, nonostante gli aspetti indubbiamente negativi che l’ambivalenza della natura umana porta in se stessa, sempre in bilico fra grandezza e miseria». Gianmario Lucini
  • Opera 6^ classificata “Il cancello del ghetto” di Carla Baroni, Ferrara.
    Questa la motivazione della Giuria: «La vita moderna, le luci, i cambiamenti che avvengono nel corso delle generazioni, cancellano a poco a poco le tragedie che i luoghi conservano come in un’aura di oblìo, della quale si imbevono tutte le cose. Gli stessi luoghi sono oggi chiasso e luce, ieri furono orrore e buio, così che il dolore di ieri appare nella sua orribile insensatezza e i morti sembrano morti per nulla. La morte insomma, la tragedia senza ragione sembra essere il motore della storia. Per questo è importante riandare alla memoria: perché la storia non è sempre, leopardianamente, una vicenda di “magnifiche sorti e progressive” ma ci insegna che accanto ad episodi di grandezza d’animo essa procede anche per regressioni, come dice anche un vecchio inno liturgico del medioevo: “mors et vita duello / conflixere mirando / Dux vitae mortus / regnat vivus”, ossia: è la memoria che ci fa capire che sarà la vita, infine, a vincere questo duello». Gianmario Lucini
  • Opera 7 ^ classificata “A mia madre” di Gabriella Pesce, Bergamo. Questa la motivazione della Giuria: «L’intesa non necessita di parole e, quando è solidamente strutturata su una relazione vera, lungi dallo scemare nel tempo, invece si trasforma e, dopo le crisi e le necessarie ribellioni dell’adolescenza, che sono fisiologiche e sane, si instaura nel rapporto fra genitori e figli una solidarietà fatta di piccoli gesti che pian piano si strutturano nel tempo in piccoli riti che fanno parte di un’intesa profonda e che sono il vero collante che tiene insieme le generazioni. Da qui nasce quel senso di riconoscenza generazionale che tiene unito il corpo familiare, in una genuinità di sentimenti che non ha bisogno di grandi manifestazioni ma si nutre di piccoli gesti che l’inconscio comprende e valorizza. Questo sembra dire la poesia “A mia madre”». Gianmario Lucini
  • Opera 8^ classificata “Mio padre era un sasso” di Leila Gambaruto, Chieri (TO). Questa la motivazione della Giuria: «Il poeta rielabora il suo lutto e si rende conto di aver capito la figura del padre solamente al momento della sua morte. L’immagine della pietra ci rende bene l’idea di un personaggio tenace e all’apparenza non molto espressivo, essenziale ma vero, che portava in sé e nel suo corpo segnato dal lavoro e dalle privazioni il senso di attaccamento e affetto per la sua famiglia. Nella visione mitizzata del poeta, è soprattutto la pietra angolare, solida, sulla quale si reggeva la sua infanzia e quella su cui si costruisce la stessa vita, che tiene in piedi il tutto. Nel ricordo e nella rielaborazione il padre diventa perciò il mito, il punto di riferimento, che pure “sasso tra i sassi” non cessa di parlare, col suo esempio, a coloro che gli sono sopravvissuti». Gianmario Lucini
  • Opera 9 ^ classificata “Il rubinetto d’ottone” di Lorenzo Muccioli, Misano Adriatico (RN). Questa la motivazione della Giuria: «In un linguaggio di chiara ispirazione campaniana e rimbaudiana, l’autore narra l’epopea dell’uomo ma non attraverso il tempo, perché il tempo presente è accostato senza cesure a quello preistorico e la condizione di semi-beluinità del primitivo è provocatoriamente messa sullo stesso piano di quella dell’uomo tecnologico, come a dire che tutto è cambiato nell’apparenza ma nulla nella sostanza. L’uomo di oggi si è evoluto soltanto nella tecnologia ma rimane sempre l’antica belva e leva in alto un rubinetto di ottone invece della clava. E nella visione del poeta così appare l’ultimo uomo che riuscirà a sopravvivere alla devastazione del pianeta e all’inquinamento. Il giudizio forse potrebbe apparire ingeneroso e drastico, ma il pessimismo della ragione, a ben vedere non è poi tanto fuori luogo, se consideriamo le recenti decisioni che la politica mondiale ha assunto in tema di ambiente e di contromisure per far fronte al disastro ambientale». Gianmario Lucini
  • Opera 10^ classificata “Quello che vogliamo” di Elio Lunghi, Manerba del Garda (BS). Questa la motivazione della Giuria: «In un linguaggio lontano dalle raffinatezze della prosodia, come a sottolineare l’urgenza di un discorso vero e pregnante, il poeta esprime un malessere radicale, che si esterna in versi dal tono quasi dimesso ma capaci di porre con sentimento disarmante le più radicali domande, rispetto alla crudeltà della guerra (“siamo stanchi di applaudire i morti”), alla giustizia (“i disonesti siano messi in galera”), all’incuria ambientale. C’è una fame e una sete di giustizia che chiedono di essere placate, la consapevolezza che la natura non è nemica dell’uomo ma è l’uomo che abusa della natura, la richiesta di una giustizia e di un diritto che non venga risolto nella propaganda ma trovi una sostanziale accoglienza nel momento del bisogno. Chiaro il riferimento alle tragedie dell’Aquila e di Messina, che hanno funestato l’anno 2009». Gianmario Lucini


Dal 4° al 10° classificati vincono Attestato di merito – Pubblicazione del testo premiato sulla rivista Il Club degli autori – Pubblicazione su Internet – 50 copie in omaggio in caso di pubblicazione di un proprio libro con l’editrice Montedit.


Opere Segnalate dalla Giuria con Attestato di merito:

  • “Linee e confini” di Mario De Rosa, Meta (NA).
  • “Quartine persiane” di Nicola Perasso, Vercelli.
  • “Nephtys” di Eleonora Quintavalle, Morrovalle (MC).
  • “L’acrobata” di Paola Salvatori, Treviso.


Sezione Narrativa:

  • Opera 1^ classificata “Il paradiso di Vassilli” di Alessandro Ferrari, Bastiglia (Mo). Questa la motivazione della Giuria: «Il racconto “Il paradiso di Vassili” è pervaso da emozionante recupero dell’amore per la propria terra natia che diventa legame indissolubile con la sostanza stessa del proprio essere, della propria vita.
    Attraverso le illuminazioni memoriali della bellezza straordinaria dell’isola di Karpathos, si snoda una narrazione intensa e profonda, fin da quando Vassili e suo padre partivano all’alba per pescare in una insenatura che era un paradiso della natura, fino alla scomparsa del padre e alla necessità, da parte di Vassili, di organizzare escursioni turistiche proprio in quel luogo magico con il solo scopo di poter guadagnare qualcosa per mantenere la famiglia. La scrittura limpida, efficace e penetrante rende, nel miglior modo possibile, l’animo del simbolico protagonista.». Massimo Barile

    Vince Targa Club dei Poeti – Pubblicazione di un libro di 48 pagine edito dalla casa editrice Montedit di cui 100 copie vengono assegnate all’autore – Pubblicazione del testo premiato sulla rivista Il Club degli autori – Pubblicazione su Internet
  • Opera 2^ classificata “Il profumo della libertà” di Katia Brentani, Bologna. Questa la motivazione della Giuria: «Nel racconto “Il profumo della libertà” sono fissati, con una scrittura che fa “assaporare” le emozioni, i ricordi indelebili che hanno segnato la vita di un padre ormai anziano e malato ma ancora capace di resistere al male che lo indebolisce sempre più e rimanere lucido. Come quando ricorda il suo vissuto all’amorevole figlia e racconta la famosa storia della prima volta che aveva mangiato la cioccolata offertagli da un soldato americano durante il periodo della guerra: “La cioccolata più buona… perché profumava di libertà”». Massimo Barile
  • Opera 3^ classificata “La filodiffusione” di Sabrina Bordone, Genova. Questa la motivazione della Giuria: «La mente ritorna agli anni ’60 con il ricordo dello strano apparecchio rettangolare che era la filodiffusione, posizionato sul tavolino di cristallo come meritava un oggetto prezioso. E poi, una bambina che si sintonizzava sul canale di musica classica e amava ballare a passo di danza.
    Nel racconto, che coinvolge e riconduce all’amore per la vita, esplode la magia dell’atmosfera che si creava in quell’ambiente fuori dal tempo: i passi di danza erano un “fluttuare” nella vita e sentirsi “immersa nel magnifico mondo dei sogni come se nulla la sfiorasse”». Massimo Barile
  • Opera 4^ classificata “Goran il mutevole” di Beniamino Lanteri, Fermo. Questa la motivazione della Giuria: «Il racconto “Goran il mutevole” è ammantato da atmosfere rarefatte e misteriosamente giocate sul filo di atmosfere tra possibile realtà e visione onirica. La percezione della morte che incombe, il silenzio e la sospensione nel tempo, il freddo intenso che fa ghiacciare la città di San Pietroburgo. Tutto è reso con una scrittura che annichila eppure, a tratti, la parola si fa lirica». Massimo Barile
  • Opera 5^ classificata “Ossimoro” di Roberta Schembri, Gorizia. Questa la motivazione della Giuria: «Racconto onirico di un simbolico pescatore che vive in un deserto ma è costantemente proteso a cercare la sua visionaria meta. La Comunità del Deserto non riesce a comprendere la sua malinconia ma la mente del pescatore viaggia alla ricerca della “sua” vita. Una donna sensuale gli offrirà una ciotola d’acqua e lui, in quel liquido, rivedrà tutto ciò che ha sempre inseguito e capirà che deve mettersi alla ricerca del mare, del suo profondo essere.
    Attraverso un racconto estremamente simbolico emerge la forza del sogno e, poi, il coraggioso viaggio dell’Uomo per raggiungere “quel” sogno». Massimo Barile
  • Opera 6^ classificata “L’Arturo e la Poa (Una storia d’amore)” di Daniela Anita Gaibotti, Segrate (MI). Questa la motivazione della Giuria: «L’amore immenso e profondo tra un padre e una figlia: Arturo e lei, Poa, che significa “bambola”. Nel racconto prendono vita, come ad illuminarsi, i momenti passati insieme: la passeggiate, le avventure nelle loro uscite a pesca, a cercar funghi e a raccogliere fiori. L’amore profondo, unico, speciale: l’incontro di due anime in una fusione oltre il tempo, al di là della vita». Massimo Barile
  • Opera 7^ classificata “Stella” di Arianna Lenzi, Brescia. Questa la motivazione della Giuria: «Un racconto che sprigiona un senso di struggente amore di una figlia nei confronti della madre. Una bambola del Trentino rappresentava, simbolicamente, tutto ciò che la madre non vedeva più nella figura della figlia: e cioè una donna che non aveva più bisogno delle sue cure, delle sue premure ed attenzioni. La forza dell’amore che porta con sé una profonda generosità: la possibilità di guardare nell’universo delle nostre diversità eppure essere “fibre” dello stesso amore». Massimo Barile
  • Opera 8^ classificata “Un cugino stravagante” di Gino Zanette, Godega (TV). Questa la motivazione della Giuria: «Il racconto riporta alla luce la figura di Adorino, il “cugino stravagante”. Eppure il povero cugino portava con sé una storia di sofferenza e un tragico evento dal quale era nato proprio il suo strano nome. La scrittura è precisa e intensa». Massimo Barile
  • Opera 9^ classificata “Il mostro del lago” di Laura Poletti, Rapallo (GE). Questa la motivazione della Giuria: «Il paese di Lagoscuro è invaso dai giornalisti perché è stato avvistato un mostro, chiamato come il famoso Nessie, senza fare troppo uso della fantasia. Il mostro sconvolge la tranquilla vita paesana e il solito maresciallo deve fare i conti con la situazione tremendamente anomala. Un racconto che offre spunti ironici e divertenti» Massimo Barile
  • Opera 10^ classificata “Il villaggio” di Fabio Pasian, Trieste. Questa la motivazione della Giuria: «Una missione che ha come scopo di stanare alcuni guerriglieri che erano stati avvistati in un villaggio. Tutto programmato e nessun imprevisto per una consueta azione militare. Eppure il destino sa essere crudele perché il protagonista conosceva gli abitanti del villaggio e non sarebbe stato facile aprire il fuoco. Il racconto mette in evidenza la capacità di narrazione: efficace, fluida e precisa». Massimo Barile


Dal 2° al 10° classificati vincono Attestato di merito – Pubblicazione del testo premiato sulla rivista Il Club degli autori – Buono valido per avere 50 copie in omaggio in caso di pubblicazione di un proprio libro con la casa editrice Montedit – Pubblicazione su Internet Internet


Opera Segnalata dalla Giuria con Attestato di merito:

  • “La ruota di Tokyo Bay” di Lella De Marchi, Pesaro.


La premiazione si terrà a Melegnano in data da stabilire, presumibilmente nel mese di gennaio 2011. I premiati riceveranno l’invito a mezzo lettera.

L'Albo d'Oro:
Premio Letterario Internazionale Il Club dei Poeti 2010 XIV Edizione
Premio Letterario Internazionale Il Club dei Poeti 2009 XIII Edizione
Premio Letterario Internazionale Il Club dei Poeti 2008 XII Edizione
Premio Letterario Internazionale Il Club dei Poeti 2007 XI Edizione
Premio Letterario Internazionale Il Club dei Poeti 2006 X Edizione
Premio Letterario Internazionale Il Club dei Poeti 2005 IX Edizione
Premio Letterario Internazionale Il Club dei Poeti 2004 VIII Edizione
Premio Letterario Internazionale Il Club dei Poeti 2003 VII Edizione
Premio Letterario Internazionale Il Club dei Poeti 2002 VI Edizione
Premio Letterario Internazionale Il Club dei Poeti 2001 V Edizione
Premio Letterario Internazionale Il Club dei Poeti 2000 IV Edizione
Premio Letterario Internazionale Il Club dei Poeti 1999 III Edizione
Premio Letterario Internazionale Il Club dei Poeti 1998 II Edizione
Premio Letterario Internazionale Il Club dei Poeti 1997 I Edizione
 
 
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