La traccia del concorso è “Mercati, mercanti e viaggiatori”.
Sfidando le incognite degli oceani per trasportare merci d’ogni sorta, i mercanti diedero vita a mercati brulicanti, destinati a un pubblico ormai globale.
Mercati stanziali, itineranti, stagionali: luoghi significativi per il commercio, con i prodotti che vi si smerciano e i loro prezzi. Mercato delle erbe, mercato coperto, mercatino di Natale, mercato settimanale, giusto per citarne alcuni.
Il mercato di strada, quello stabile, che troviamo nei nostri immediati dintorni tutte le mattine uscendo di casa o rientrando stanchi alla sera, è una vetrina attraverso la quale possiamo assistere, a volte inconsapevolmente, ai cambiamenti sociali, demografici, del gusto e perfino della tradizione.
Tra chioschi e bancarelle si alternano spezie e cioccolato, patate e pomodori, tappeti volanti e profumi esotici, tutto alla nostra portata e sotto i nostri occhi.
Il mercato diventa spazio sociale, crocevia d’incontri e di culture, testimone del tempo, catalizzatore di persone e di scambi, di relazioni e aperture, istantanea di luoghi, usanze e prodotti che arrivano a noi perché possiamo goderne e farne tesoro. A volte è un contenitore di memoria, ci ricorda com’era un tempo il luogo che occupa o ci lancia un’immagine a tradimento: quel vestito comprato trent’anni prima nell’ultima bancarella d’angolo, e che ci stava così bene, ma così bene… a quei tempi.
È il chioschetto in cui comprare una pianta di ciclamino per adornare il balcone o una rosa per ricordare a qualcuno che è speciale; il posto in cui convivono la macelleria nostrana e la macelleria halal, c’è chi vende burger vegetali, tofu e seitan impanato.
I mercati ci rendono consapevoli della realtà mutante e delle trasformazioni generazionali e diventano anche la filosofia di vendita diretta per promuovere il chilometro zero e i gruppi di acquisto solidale.
E allora teniamoceli stretti e se rischiano di diventare un posto di degrado e vuota deriva, diamo loro voce per riqualificarli. Riprendiamoceli, riempiamoli di suoni, odori, colori, di vita e di civile convivenza. Approfittiamone per far spaziare il nostro sguardo e nel frattempo scopriamo curiosi il mondo che ogni mercato ci può offrire.
Quest’anno il titolo prende ispirazione dai mercati presenti nel territorio, come ad esempio il Mercato Albani, con i suoi colori, la sua vivacità, i profumi ed i suoni di un quartiere vivo ed in fermento di nuove idee, possibilità, unione, collaborazione; dai mercanti che, sfidando le incognite degli oceani per trasportare merci d’ogni sorta, diedero vita a mercati brulicanti, destinati a un pubblico ormai globale; dai viaggiatori di ogni sorta: di luoghi, fantastici, emotivi.
La traccia del concorso vuole lasciare le più ampie possibilità di interpretazione ed elaborazione, per garantire effettiva rispondenza alle molteplici esigenze espressive di ogni concorrente a cui l’iniziativa è rivolta, purché rielaborate creativamente.