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Premio Letterario Internazionale Il Club dei Poeti 2025
XXIX Edizione

Ultimo aggiornamento: 19 Marzo 2026
Clicca qui per il bando completo del concorso
Andamento del concorso:

La scadenza prevista del 30-01-2025 è stata prorogata al 28-02-2025


  • La Giuria rende noti i risultati in data 22-05-2025 – la valutazione per arrivare a decretare la rosa dei vincitori, è iniziata in data 19-03-2025.
  • Antologia del Premio Letterario Internazionale Il Club dei Poeti 2025 – Antologia spedita dal 21-11-2025 al 05-12-2025 – Inviate in data 04-09-2025 le bozze dell’antologia del Premio che racchiude le migliori opere giunte in concorso – Inviata in data 08-04-2025 la lettera di ammissione.
  • La consegna dei Premi è avvenuta in occasione dell’Open Day della Montedit – Sezione Club degli autori: Incontro con consegna dei Premi agli Autori, sabato 28 febbraio 2026 nella sede in piazza Codeleoncini, 12 a Melegnano (MI). Online le fotografie dell’evento

  • Risultati

    La Giuria della XXIX Edizione del Premio Letterario Internazionale Il Club dei Poeti 2025, presieduta da Massimo Barile, dopo attenta valutazione delle opere pervenute in concorso, rende nota la seguente classifica:


    Opera 1^ Classificata «Del nostro tempo» di Maria Cristina Cavallini, Padova (PD). Vince: Targa Il Club dei Poeti – Pubblicazione di un Libro di 32 pagine edito dalla casa editrice Montedit con assegnazione gratuita di 100 copie – Attestato di merito – Pubblicazione della Poesia sull’Antologia del Premio e su Internet club.it.
    Questa la motivazione della Giuria: «Nella lirica di Maria Cristina Cavallini il senso del tempo domina la scena poetica e si avverte chiaramente la consapevolezza dell’inesorabile finitudine di ogni sentimento che è destinato a dissolversi.
    I frammenti esistenziali e il complesso universo emozionale si nutrono della memoria: gli “sguardi di lacrime e sorrisi”, “l’eco di una voce”, la “carezza fuggente” e gli “infiniti sogni” che hanno inebriato il cuore.
    Il sigillo lirico diventa decretazione d’una condizione dell’animo che ricerca, disperatamente e intensamente, l’oasi mentale, al riparo dal “nulla” e dalla vertigine immane». Massimo Barile


    Opera 2^ Classificata «Cosa rimane tra gli squarci» di Lucia Lo Bianco, Palermo (PA). Vince: Pubblicazione di un Libro di 32 pagine edito dalla casa editrice Montedit con assegnazione gratuita di 50 copie – Attestato di merito – Pubblicazione della Poesia sull’Antologia e su Internet club.it.
    Questa la motivazione della Giuria: «La visione poetica di Lucia Lo Bianco penetra e scandaglia i “giorni sempre uguali”, i pensieri che emergono dal profondo dell’animo, ciò che “rimane tra gli squarci” dell’umano vivere, tra le fenditure dell’esistere, nel lento superamento degli “abissi” dell’animo.
    Da tali evidenze liriche sono proprio i “giorni senza tempo” che lasciano tracce profonde sulla pelle, tra sofferte attese e speranze deluse: ciò che rimane è la consapevolezza d’una condizione esistenziale che vive l’attesa del domani». Massimo Barile


    Opera 3^ Classificata «Vestimi» di Monica Sambo, Voghera, (PV). Vince: Pubblicazione di un Quaderno di 32 pagine edito dalla casa editrice Montedit con assegnazione gratuita di 50 copie – Attestato di merito – Pubblicazione della Poesia sull’Antologia e su Internet club.it.
    Questa la motivazione della Giuria: «La sintesi estrema della lirica di Monica Sambo rivela la propensione a fissare nel tempo solo ciò che merita di essere preservato, come ad attuare un processo di eliminazione d’ogni elemento ritenuto superfluo.
    La “nudità” diventa substantia dell’umano vivere, essenza intima alla quale aggrapparsi: il respiro della vita si trasforma in soffio vitale che illumina il cuore e la memoria d’una condizione dell’animo rivitalizza la vibrante emozione amorosa che catapulta nella vertigine delle molteplici metamorfosi dell’esistere». Massimo Barile

    Opera 4^ Classificata «Notturno» di Chris Mao, Ormea (CN).
    Questa la motivazione della Giuria: «La visione lirica di Chris Mao penetra nell’”intima bellezza delle cose”, in un continuo scandaglio esistenziale tra “parole dissennate” e pensieri sedimentati nel travaglio quotidiano, in un sommesso ritorno alle evidenze memoriali, oltrepassando le metamorfosi dell’umano percorso in uno slancio vitale che conduce alla “luminosa rinascita”.
    La sua Parola penetra nella mente e affonda nella carne alimentando e rivitalizzando le più labili percezioni dell’animo». Massimo Barile


    Opera 5^ Classificata «Intelligenza artificiale» di Sergio Baldeschi, Montecerboli (PI).
    Questa la motivazione della Giuria: «Nella sua lirica Sergio Baldeschi catapulta nella dimensione dell’intelligenza artificiale dove domina la “vastità di un’illimitata memoria” che rappresenterà “un’eternità artificiale”: il destino dell’essere umano è inevitabile perché vivrà un’esistenza che “diventerà il riflesso/di un sogno mai nato”.
    L’Uomo è destinato a naufragare in tale “immensità virtuale”, a perdersi “nel cosmo di un algoritmo”: il senso di vuoto sta già attanagliando l’animo umano.
    Sergio Baldeschi offre la consueta profonda visione lirica che assurge a decretazione d’una odierna condizione esistenziale dell’essere umano.
    La sua Parola, sempre attenta e raffinata, penetra le contraddizioni dell’umanità e diventa simbolica testimonianza della necessità di un atto salvifico». Massimo Barile


    Opera 6^ Classificata «Ciò che rimane» di Marilena Parro Marconi, Sacile (PN).
    Questa la motivazione della Giuria: «La poesia di Marilena Parro Marconi nasce dalla infinita dolcezza dell’animo che la poetessa custodisce come sostanza vitale, come linfa magica dell’umano vivere.
    La sua Parola “irradia amore” e penetra nelle zone più segrete, negli anfratti più reconditi, come l’aroma del caffè che “si spande/nel tepore di casa”.
    Durante il processo lirico le sue “parole sussurrate” vengono offerte come dono e l’abbraccio sincero alla vita diventa anelito universale, costantemente illuminato nel silenzio dell’animo quando la voce intima della poetessa si fa “preghiera” lirica». Massimo Barile


    Opera 7^ Classificata «Domani sulla soglia» di Mariateresa Biasion Martinelli, Luserna San Giovanni (TO).
    Questa la motivazione della Giuria: «La memoria poetica illumina la visione d’una atmosfera silente che non è “nostalgia” ma coscienza del proprio essere, decretazione della propria condizione esistenziale.
    Sulla “soglia del tempo”, il luogo natìo si ammanta d’un alone lirico, tra recupero memoriale ed evocazione, cercando di disvelare le parvenze, desiderando distillare il penetrante silenzio dall’eco della vita.
    La Parola di Mariateresa Biasion Martinelli è profondamente sentita e fortemente percepita nell’animo». Massimo Barile


    Opera 8^ Classificata «Pensieri di Mare» di Maria Ranalli, Roma (RM.)
    Questa la motivazione della Giuria: «La percezione lirica di Maria Ranalli catapulta in una dimensione poetica che diventa intima riflessione sul giacimento emozionale custodito nel cuore.
    La lenta immersione memoriale regala percezioni poetiche capaci di illuminare il percorso esistenziale come “scintille” vitali d’una simbolica notte lirica.
    La sua Parola preserva intatto il sentimento autentico e la sua poesia scandaglia le misteriose dinamiche dell’esistere». Massimo Barile


    Opera 9^ Classificata «Nell’armonico limbo di un sogno» di Anna Gioia Paris, Terracina (LT).
    Questa la motivazione della Giuria: «Nel “limbo di un sogno” si espande la visione poetica di Anna Gioia Paris, tra sommesso dolore e schegge di desideri, offrendo una lirica fortemente sentita nell’animo.
    La speranza di poter rivivere le emozioni diventa desiderio d’amore infinito, gioia immutata davanti ad un “volto di luce”.
    Le lacrime diventano simboliche “gocce” di speranza in una dimensione onirica intensamente percepita e umanamente rigenerata». Massimo Barile


    Opera 10^ Classificata «La goccia» di Marco Sotterra, Segrate (MI).
    Questa la motivazione della Giuria: «Le ferite della vita rappresentano simboliche “lesioni” procurate ai sogni e il lento sprofondamento nei silenzi d’un luogo solitario dove le speranze si inabissano, ma, poi, v’è il ritorno alla luce, alla poetica “goccia” vitale che rende sopportabile anche la notte più “cupa”.
    La forza rinnovata della visione lirica dissolve il dolore antico, supera le umane vicende ed illumina la trama dell’esistere perché raccoglie il fluire del respiro della vita, l’afflato dell’inizio del “grande viaggio”». Massimo Barile


    Dal quarto al decimo vincono: Attestato – Buono valido per avere 30 copie in omaggio in caso di pubblicazione di un proprio libro con la casa editrice Montedit – Pubblicazione della poesia sull’Antologia del Premio e su Internet club.it




    Opere Segnalate dalla Giuria con Attestato di Merito:


    «Musa perduta» di Francesco Aurilio, Palermo (PA).
    Questa la motivazione della Giuria: «La visione poetica di Francesco Aurilio è protesa ad una rivelazione che possa donare linfa vitale allo “spirito fragile”.
    La “musa perduta” s’incarna in un “ritratto sbiadito”, in un “ricordo dimenticato”: ecco allora che la dolcezza pare svanire nel silenzio di una dimensione evocativa». Massimo Barile


    «L’amore non è una risposta» di Anna Medulla, Genova (GE).
    Questa la motivazione della Giuria: «Il percorso dell’anima è alquanto travagliato e Anna Medulla lo sa molto bene.
    La sua parola fissa le inquietudini dell’animo, il travaglio del sofferto percorso, le “promesse” che lasciano l’amaro in bocca.
    L’amore “non è un rifugio” e neanche una “risposta”, ma sostanza invisibile che divampa nel cuore, un misterioso passaggio ad un’altra dimensione che sconquassa l’animo e fa sentire “nudi” davanti alla vita». Massimo Barile


    «C‘è qualcosa nell’aria» di Serafino Randazzo, Palermo (PA).
    Questa la motivazione della Giuria: «Nella visione poetica di Serafino Randazzo i “pensieri inespressi” si dissolvono nel ricordo della vita che diventa profumo ancestrale.
    Le labili percezioni dell’animo dominano sulle umane vicende e si disperdono nel vento: si preserva solo un richiamo alla coscienza». Massimo Barile


    «Lo zaino» di Teresa Tabone, Versailles (FR).
    Questa la motivazione della Giuria: «Il ricordo illumina le parole della lirica di Teresa Tabone e diventa fragranza esistenziale.
    Il simbolico “zaino” rappresenta il prezioso scrigno memoriale dell’universo emozionale custodito nel proprio animo.
    La sua Parola “avvolge” e “scalda” il cuore con le semplici immagini della vita: le parole sbiadite di una lettera ed il profumo d’una spiga di lavanda preservata nel tempo». Massimo Barile



  • La consegna dei Premi è avvenuta in occasione dell’Open Day della Montedit – Sezione Club degli autori: Incontro con consegna dei Premi agli Autori, sabato 28 febbraio 2026 nella sede in piazza Codeleoncini, 12 a Melegnano (MI). Online le fotografie dell’evento


  • Opere vincitrici



    Maria Cristina Cavallini


    Opera 1^ Classificata


    Del nostro tempo


    Che rimarrà di quei nostri giorni,
    di quei pensieri: frammenti di colori
    di un vetro soffiato come alito di vento.
    Che rimarrà di quegli sguardi
    di lacrime e sorrisi scroscianti
    come acquazzone estivo sulla nostra pelle?
    Mi penserò fradicia
    di respiri e sospiri
    e annuserò il profumo intenso della quiete
    dopo che la burrasca del tempo
    avrà cancellato
    come onda sulla spiaggia
    le nostre impronte
    e di noi rimarrà
    solo lo sgomento dell’assenza.
    Diverremo l’eco
    di una voce che non disperderà
    nulla di ciò che è stato.
    Saremo il fruscio
    di quella carezza fuggente
    che si poserà sul ricordo di te e di me.
    Saremo lo specchio di quel nostro tempo
    dove si rifletteranno
    i mille istanti, gli infiniti sogni
    a cui il nostro cuore
    si è dissetato per sempre.
    E di questo tempo
    che si consuma inesorabilmente
    noi saremo gocce di cera:
    sigillo dello scrigno
    ove i nostri occhi chiuderanno il sipario
    al riparo dal nulla, al riparo dal niente!



    Lucia Lo Bianco


    Opera 2^ Classificata


    Cosa rimane tra gli squarci


    Ci sono attimi di pelle sulle ossa
    tirata a forza su cigolii d’anima
    in giorni sempre uguali e spenti,
    scatti di pensieri che vacillano
    sull’orlo di buie cavità disperse
    sopra cupi precipizi d’alta quota.
    Eppure ci sei ancora tra le crepe,
    tra intercapedini fisse macerate
    ma ringhia forte il getto di violenza
    che fionda netto braccia doloranti.
    E resti esanime, a vacillare invano
    sul limitare di abissi incandescenti,
    a misurare attimi di luce intermittente
    mentre regala la notte i suoi fantasmi.
    Cosa rimane oggi tra gli squarci
    di ansie spalancate sopra il vuoto,
    cosa ci lasciano i giorni senza tempo
    che rigano la pelle all’infinito:
    solo le rughe a colorare un volto
    e due occhi scuri che attendono la sera.



    Monica Sambo


    Opera 3^ Classificata


    Vestimi


    Vestimi solo
    del tuo respiro
    in una nudità
    ben nutrita
    da sbuffi,
    sospiri
    e accenni d’alito
    sul cuore.
    Soffiami altrove
    ovunque la pelle
    divenga d’oca
    e nel brivido,
    immagine di te.



    Chris Mao


    Opera 4^ Classificata


    Notturno


    Sotto gli alberi-vedetta
    del mio percorso terreno
    ho imparato a guarire
    sopportando il peso di ogni giorno
    toccato dall’intima bellezza delle cose,
    e ora i miei occhi appena schiusi
    si consolano al piccolo sole
    di questa torcia assetata di luce.
    Avevo cercato tra le bruciature del gelo
    i segni della tua scomparsa,
    l’alone di quel mattino avvelenato.
    Dormivo per non liberare stormi
    di parole dissennate, inutilmente sonore
    dentro le rotaie celesti di un fragile vento.
    Vagavo su letti di foglie morte
    dove decomponevo i pensieri
    distillati dal mio rancore.
    Tornavo nella memoria
    alle tue ossa franate sul lenzuolo,
    incagliate al bianco disadorno
    del tuo ultimo giaciglio.
    Eccomi ora ridestato
    in questo piccolo ventre notturno,
    a lenire la carne erosa
    dai battiti irregolari del dolore,
    a percepire ancora un alito
    della tua esistenza, per mutare
    il verso alla mia corrente vitale,
    per acquietarmi sulle sponde
    della mia luminosa rinascita.



    Sergio Baldeschi


    Opera 5^ Classificata


    Intelligenza artificiale


    Sotto un cielo di silicio,
    dove i pixel non osano tacere,
    scorrono frammenti di un’eternità artificiale.
    Ecosistemi di calcoli crescono
    tra le vene di un cuore metallico.
    L’intelletto non è più carne,
    ma respiro di un cifrario che danza
    nella vastità di un’illimitata memoria.
    Sognatori del nulla,
    affondiamo in logiche distorte,
    dove il pensiero
    è solo un lampo di luce senza volto.
    Ci stiamo perdendo
    nel cosmo di un algoritmo,
    tra i cavi intrecciati di un’illusione,
    dove l’esistenza diventerà il riflesso
    di un sogno mai nato.
    Non sarà la paura di perdere il dolore,
    quanto quello di perdere l’amore,
    che potrà uccidere quest’umanità
    sempre di più alla deriva.
    Ogni giorno, è un passo verso il vuoto,
    verso l’assoluto che non esiste.
    Forse, tutto è già nascosto
    dentro ognuno di noi, o non c’è.
    Le meraviglie del tempo,
    non si possono nascondere
    nello specchio di un computer,
    perché nell’invisibile scintilla di Dio,
    c’è creazione d’infinito
    che non è solo materia,
    ma va oltre ogni logica comprensione.
    E così, in quest’immensità virtuale,
    naufraga l’uomo che crede di essere,
    mentre l’intelligenza si restringe
    tra le braccia di una stella… che non brilla più.



    Marilena Parro Marconi


    Opera 6^ Classificata


    Ciò che rimane


    Ciò che rimane
    è l’accogliere muto
    nel calore dell’animo…
    È l’aroma di caffè
    che si spande
    nel tepore di casa.

    Ciò che rimane
    è quel sorriso
    che irradia amore
    nel vuoto del cuore.
    È il ricordo di parole
    sussurrate
    al chiaro di luna
    e rubate dal vento,
    d’un abbraccio sincero
    che racconta l’affetto.

    Ciò che rimane
    è l’incanto della notte,
    quell’infinito silenzio
    d’un cielo di stelle
    in cui tintinna la dolcezza
    d’una nenia
    e si perde l’eco
    della mia preghiera.



    Mariateresa Biasion Martinelli


    Opera 7^ Classificata


    Domani sulla soglia


    Domani ritornerò
    sulla soglia del tempo
    nel vuoto di strade orfane di passi
    ormai avvolti nel silenzio.
    Domani varcherò
    la soglia della mia vecchia casa
    vuota di voci conosciute.
    Domani attraverserò
    la soglia dei ricordi per ritrovare
    le mie stagioni fanciulle
    i miei anni giovanili
    la mia età matura.
    Domani oltrepasserò
    quel cancello per entrare
    dove regna il silenzio
    e soltanto la preghiera
    unisce le anime terrestri
    a quelle che si affacciano
    sulla soglia del cielo.
    Domani mi chiederò
    se la mia coscienza
    potrà ancora riflettersi
    dentro la cornice di uno specchio
    senza timori e senza vergogna…
    Domani troverò sulla soglia
    del mio piccolo borgo natio
    tutto il passato ammantato
    da un velo di colpevole nostalgia.



    Maria Ranalli


    Opera 8^ Classificata


    Pensieri di Mare


    Non mi avventuro mai nell’acqua alta,
    dove le sfumature verde blu
    si confondono con i tuoi occhi verdi
    e rischio di annegare nei ricordi
    al cammino di fredde onde di passaggio.

    Io rimango a riva,
    dove il fuoco del mio vero amore
    filtra attraverso gli ombrelloni,
    regalando gocce d’oro ai pensieri.
    Dove la sabbia brucia sotto i passi
    e si fanno più vivide
    le scintille della sera.



    Anna Gioia Paris


    Opera 9^ Classificata


    Nell’armonico limbo di un sogno


    Stupefacente
    come il sole a mezzanotte,
    il tuo radioso volto.
    Frammenti di antica lietezza
    vinta da rumorosi scuri dolori.
    Io, come un pugile, resisto
    aggrappandomi alle forti corde del desiderio,
    per non lasciarti
    nell’infinito buio del tuo nuovo cielo.
    Felicemente muta,
    mi specchio nel tuo ambrato sguardo
    carezzandoti il braccio,
    con te che gioconda sorridi.


    Dischiudo gli occhi e
    si cela l’ombra tua.
    È il restituito inverno alla primavera,
    quando raffiche di grecale
    spogliano dai vellutati petali
    ingenue rose appena schiuse.


    Meste lacrime
    irrorano la speranza di riviverci,
    felicemente sospese,
    nell’armonico limbo di un sogno.



    Marco Sotterra


    Opera 10^ Classificata


    La goccia


    Abiti in quel di me che non è altro,
    d’un luogo solitario dove io sono,
    e più non mento,
    e posso amare,
    stando al gioco degli inganni,
    che a quel cuore che catturi,
    così tanto piace fare.
    E confondi i lunghi istanti,
    d’angoscia e di silenzi,
    col pensiero perturbante che tu sola,
    quegli stessi sai ascoltare.
    Questo tempo mi ha ferito,
    attentando alla mia fede,
    lesionando tutti i sogni,
    e marcando il mio presente,
    con speranze vulnerate,
    in un lampo mi ha tradito,
    col veleno che possiede,
    anche se te ne vergogni,
    non v’è nulla d’indulgente,
    per le anime annebbiate.
    E ritorni al mio sentire,
    come il sole al suo splendore,
    come il cielo alle sue stelle,
    come il mare sulla roccia,
    come l’aquila alla rupe,
    e ritorno alle tue spire,
    come preda di un dolore,
    che produce cose belle,
    come quest’ultima goccia,
    nelle notti mie più cupe.



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