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Concorso di Poesia "Ischia l'isola verde"
XV Edizione

Ultimo aggiornamento: 16 Ottobre 2017
Clicca qui per il bando completo del concorso
Andamento del concorso:

L’Associazione Giochi di Natale ringrazia i numerosi Autori che ci gratificano inviando le proprie Poesie. Con l’auspicio che cresca ancora il numero di partecipanti l’Ass GN ricorda di inviare gli elaborati entro il 31 luglio e che per chiarimenti e informazioni non esitino a contattarci.
Buona Poesia.

Risultati

L’Associazione Giochi di Natale ringrazia i Poeti, la Giuria e quanti hanno collaborato all’ottima riuscita del XV concorso di Poesia”Ischia l’isola verde”.
La Giuria, composta dalla Presidente Preside Angela Procaccini coadiuvata dalla Prof.ssa Anna Buonocore, dal Prof. Giovanni Barbieri, dall’Avv.Maria Giovanna Galasso, dagli Avv. Vincenzo Scotti e Luciano Trifogli,ha espresso le seguenti valutazioni.

Poesie vincitrici di premi speciali
Libertà di Roberto Bigotto di Piove di Sacco (Padova)
Variegata la sensazione dell’essenza della libertà, paragonata al vento, o all’acqua, o all’aria: inafferrabile ma indispensabile. La conclusione ribadisce l’importanza di questo dono, il cui valore si comprende quando viene meno.

Basta di Ciro Giovanni Vittorio “Puntaccio” di Rotondi (Av)
Spaccato di vita carceraria mirabilmente ritratto dall’autore con l’impiego del dialetto.
Il protagonista, vittima di un errore giudiziario, attraverso l’esperienza del carcere torna ad assaporare appieno le gioie della libertà e dell’amore vero, sincero, indissolubile

Come il vento di Gabriella Dalla Pietà Roma
La natura è “libera”, nulla può fermarla e impedire l’esecuzione dei suoi naturali progetti; il vento e la vita sono simbiotici per l’autore.

Angiuli cu’ ‘n’ala… di Paolo Lacava di Fabriano (Ancona)
Leggera come ali questa lirica che si dispiega tra il sentimento della affettuosa condivisione coniugale e il sempre vivo desiderio di volare oltre il cielo, nell’etere liquido e libero. Diventa così espressione di sincero amore tra coniugi che oltrepassa la barriera del tempo mortale per culminare nel ricongiungimento di due anime libere e serene. Il dialetto l’arricchisce di melodia e scorrevolezza.

A ballata ri Patri Puglisi di Antonio Giordano di Palermo
Sarebbe solo retorica aggiungere un’ ulteriore chiosa o riflessione all’incommensurabile grandezza di don Pino Puglisi, o alla sua lotta per la legalità e per la libertà dalla violenza disumana e criminale della mafia nella città di Palermo, ma a maggior ragione bisogna apprezzare il felicissimo risultato della canzone che racconta in modo originalissimo e incisivo il cuore della vita e del sacerdote palermitano, martire della fede e della libertà. La naturalezza della lingua siciliana dà forza e vigore al ricordo di un Uomo che lo sparo di un fucile non può certo fermare.

Farsa-accoglienza di Nunzio Industria di Napoli
Il drammatico fenomeno migratorio con umanità sofferente e spesso morente, all’inseguimento della libertà viene trattato con acutezza dall’autore. Topica la rappresentazione delle onde rosso sangue, ma avvalorata in maniera originale dalla bambola che vi galleggia e catalizza su di sé l’attenzione, alludendo a chi possedeva quel giocattolo, con un velo di pudore a nasconderne l’orrore, oltreché inserita in una bella climax che vede i colori del tramonto diventare prima sanguigni, poi neri, ridotti al buio dell’esistenza annullata dal mare . L’accoglienza ostacolata è una ridicola messa in scena della politica.

Salvezza? di Antonella Proietti di Roma (4° posto assoluto e Menzione speciale della Giuria)
La lirica riesce ad affrontare e a penetrare, in versicoli rapidi, due temi ugualmente importanti, quello della donna e della sua libertà, calpestata dalla tracotanza o dalla superficialità dell’uomo, spesso anche involontariamente. Provocatoria, coraggiosa, vera.

Poesie vincitrici
Libertà in un trolley di Italia De Maria di Ischia (1° classificata poeti ischitani)
Immedesimandosi nella giovane vittima di una macabra vicenda, l’autrice condensa in pochi ma intensi versi l’orrore con cui una ragazza ha dovuto convivere negli ultimi attimi della sua breve esistenza, ingiustamente strappata ai suoi affetti e privata della sua libertà. La tristezza e l’ingiustizia della sua fine sono addolcite soltanto dall’immagine della quiete del mare, che la “culla” nel suo ultimo viaggio, impregnandone, con l’odore della salsedine, i poveri resti.
Il mare: la sua morte, ma forse anche la sua liberazione.

Cefalonia 1943 di Carmelina Giancola di Bojano (Campobasso) (3° classificata su La libertà)
Un coro libero / volato oltre il filo spinato tra il silenzio di rocce sontuose: i giovani soldati, nella poetica narrazione dell’eccidio di Cefalonia, squarciano il tempo e lo spazio con il loro istintivo, unanime grido di libertà, rompendo anche il silenzio, consapevolmente foriero di pericolo, ma coraggiosamente affrontato a viso aperto. Il senso del loro esistere appare come pienamente percepito e vissuto man mano che la natura stessa sembra esplodere di una bellezza che consola, rasserena, placa la paura. Questo percorso psicologico raggiunge il suo apice nello sguardo levato al cielo della cella, dove l’ostacolo visivo non impedisce di vedere la luce. la convinzione del bene supremo e della forza del più alto valore che l’uomo custodisca viene sancito nei versi finali, idealmente rivolti alla madre, a chi la vita aveva donato. Il nome, Francesco, rimarrà eterno nel cuore di chi ricorderà.

Nel chiaro dei tuoi occhi misto nebbia di Paola Carmignani di Altopascio (Lucca) (2° classificata assoluta ex aequo)
Situazione strana, ambigua quasi, quella del clochard che sceglie la miseria, il freddo, la solitudine, pur di seguire la sua libertà. Una libertà che è negli occhi di chi guarda e di chi si sente libero anche se è privo di tutto ma non della sua essenza. Una situazione estrema di certo, ma comunque possibile, messa in evidenza attraverso la plasticità e l’immediatezza delle immagini.

Tila di ragnu di Gaetano Catalani di Ardore Marina (Reggio Calabria) (2° classificata assoluta ex aequo, 1° ex aequo su La libertà, 1° per il dialetto)
Molto particolare nella sua ricchezza di immagini e di suggestioni questa lirica, nella quale si avverte una scia di malinconia che vi serpeggia e che nasce dalla consapevolezza che “la storia si ripete sempre uguale”. Descrive una terra bellissima ma sfortunata, carica di colori e di natura lussureggiante ma abitata da uomini meschini, ricca di retaggi culturali che non permettono né di essere liberi né di continuare a vivere seguendo le proprie idee. La lingua dialettale accresce la spontaneità delle sensazioni e delle immagini, dando colore e calore. Alcune di queste rimangono impresse nella memoria: “nudo di vento, il silenzio si attarda” o anche ”la libertà è un’aquila senza ali”

Sotto il cielo di Aleppo di Gaetano Catalani
(1° classificata assoluta e 1° ex aequo su La libertà)
La poesia si snoda in versi morbidi e duri nel contempo, con immagini forti e “ossimoriche” (“gridare muta”) che lasciano intuire, oltre che una preparazione tecnica di base molto valida, anche un profondo sentimento di umanità. La libertà è il primo valore ad essere annichilito in periodi di guerra, sacrificata all’orgia del potere al pari dei bambini vittime inconsapevoli perché incapaci di comprenderne il significato. Molto suggestiva risulta l’immagine del piccolo Omran per il quale anche la morte diventa una chimera.

Durante la serata delle premiazioni, presso il museo Civico del Torrione una giuria selezionata tra i presenti, tra le Opere che non hanno avuto accesso ai premi ma classificate nelle zone calde, ha scelto la Poesia
Natale di Giuseppe Magaldi che ha ottenuto il Premio Giuria Popolare con la motivazione:
Forte connotazione sociale per questa lirica che si serve di vocaboli e sintagmi decisi e determinati per indicare le ingiustizie del vivere umano

L’Associazione Giochi di Natale auspica che il concorso sia di tuo gradimento. Per ricevere una o più copie dell’antologia cartacea puoi scrivere all’indirizzo [email protected] con un leggero contributo di stampa e spedizione, oppure chiedere, gratuitamente, l’invio del PDF e/o di una pergamena dedicata a tutti i partecipanti del concorso 2017 . L’Associazione ti attende per il 2018 sempre con la Poesia a tema libero e con dedica a “Migrazioni”. Visita la pagina facebook Giochi di Natale o il sito www.giochidinatale.it e Buona Poesia.

Opere vincitrici


Cefalonia 1943


Di me, di noi è rimasta un’impronta d’amore sulla spiaggia
battuta dal sole, è rimasta una musica lieve,
un canto sommesso di giovani arditi, un coro libero
volato oltre il filo spinato tra il silenzio di rocce sontuose.
Ho scritto parole d’affetto su fogli sgualciti
per un cuore lontano, ho scritto pensieri d’angoscia
tra le crepe dei monti dove frusciavano candidi sogni,
che finivano a frotte, al tepore del sole.


Ho pianto, abbiamo pianto la nostra giovinezza,
i nostri vent’anni nel buio delle notti solitarie,
in riva al mare rannicchiati come bimbi nel grembo della madre.
Ho gridato parole di libertà tra ruscelli e torrenti,
quando la primavera odorava di viole ed ho riso e gioito
nelle sere di tregua quando le onde del mare, bianche
e schiumose, giocavano allegre sotto un cielo di fuoco.


Nel mio giaciglio spalancato al vento, mi afferrava
un segreto sgomento per la prigionia imminente
e con l’animo inquieto i miei occhi correvano
sul mare di luce, libero verso l’orizzonte celato.
Così, con affanno crescente, ascoltavo la fuga del tempo
nel dondolio di onde suadenti, mentre lontano ruggiva una nave.
Quanti passi senza sorrisi, tra sentieri di sassi, sui monti
e lungo i pendii scoscesi, affamato e lacero, senza illusioni,
ho lottato con coraggio tra le ingiurie del nemico
che oltraggiava con disprezzo la mia dignità.


Sono caduto su dune di conchiglie, tra violaciocche e gigli di mare
ed ho scritto con ardore un pensiero alla mamma in attesa sulla soglia.


Il mio nome è Francesco ed ho combattuto per la libertà.
Il mio nome è scritto nel cuore di chi mi ricorderà.


Carmelina Giancola Bojano (CB) 3 classificata sulla Libertà



Nel chiaro dei tuoi occhi misto nebbia


Due stracci, ed i tuoi occhi, grigio chiaro misto nebbia
hanno fatto dei miei passi un ritorno:
“Non hai nessuno nella vita”?
La tua risposta impercettibile, quasi assente,
un figlio chissà dove, ormai lontano,
ed il tuo sguardo mite di tramonto avanzato.


Una vetrina come riparo,
due cartoni piegati per il freddo,
fumi l’aria per il gelo e mi racconti di te
mentre i tuoi occhi pieni di pioggia si dischiudono,
come corolle appena sbocciate di rugiada.


Cinque euro, che sono cinque euro.
La tua gratitudine con la testa china,
le tue mani di geloni che tremano alla tua voce,
può un estraneo capirti la vita
senza sapere niente di te?


Ti porto via,
un letto pulito, una minestra calda,
ma poi, chi può giudicare
cosa è negoziabile con la libertà?
In quella scatola di cartone davanti a te,
messa a riparo dal mondo, io l’ho vista,
e non c’è stato niente di più bello
del calore delle tue piccole mani sulle mie.


Paola Carmignani di Altopascio (LU) 2 classificata assoluta



Tila di ragnu

Nu cantu d’arcegli gliuma u jornu
e nu hjuhhju i sciroccu t’accarizza,
penzi a sta terra beglia e sfurtunata,
undi l’anima è pigghjàta p’a capizza.
Ammenz’a vigna di racina nira,
nudu i ventu u silenziu addimùra,
pur’i petri rihjàtanu a mmucciùni,
testimon’i ricordi ormai addurmùti.
Valuri antichi c’ancora resìstunu,
edera marcia c’o muru s’appìccica,
tila di ragnu ca i paura si gurda
mentr’u chjumbu l’arcegli scrapìja.
Non dassavanu mancu pemmu parli,
stavi ccìttu mentr’u cori rumbuliàva,
viaggiavi sulamenti c’u penzèru
e nte fermàti puru l’occhj chjudìvi.
Vita stutàta c’a paura cundùta,
ca comu na hjumàra t’allagava,
eri nu hjur’i campu c’appassìa
mentri cadìvi sutt’o focu da lupara.
Nta glia terra ca i raggi schjumìja,
na rosa russa luccica nto pratu
nsemi a farfagli curiusi di vita
c’a zagara cerca pemmu sturdi.
A malerba però non vol’u mori
e a storia si ripeti semp’uguali,
a libertà esti n’aquila senz’ali
e l’orbu c’u mutu s’arripìcchja.


Tela di ragno


Un canto di uccelli illumina il giorno
e un soffio di scirocco ti accarezza,
pensi a questa terra bella, ma sfortunata,
dove l’anima è presa per la cavezza.
In mezzo alla vigna d’uva nera,
nudo di vento il silenzio si attarda,
pure le pietre respirano di nascosto,
testimoni di ricordi ormai assopiti.
Valori antichi che ancora resistono,
edera marcia che al muro s’appiccica,
tela di ragno che di paura si sazia
mentre il piombo gli uccelli sparpaglia.
Non permettevano nemmeno che parlassi,
stavi zitto mentre il cuore palpitava,
viaggiavi solamente col pensiero
e nelle fermate pure gli occhi chiudevi.
Vita spenta con la paura condita,
che come una fiumara t’inondava,
eri un fiore di campo che appassiva
mentre cadevi sotto il fuoco di lupara.
In quella terra che di raggi spumeggia,
una rosa rossa brilla sul prato
assieme a farfalle curiose di vita
che la zagara cerca d’inebriare.
La malerba però non vuol morire
e la storia si ripete sempre uguale,
la libertà è un’aquila senza ali
e il cieco col muto s’accartoccia.


Gaetano Catalani Ardore Marina (RC) 1° Classificata sulla Libertà 2 assoluta e 1 dialetto.




Sotto il cielo di Aleppo


E’ sera, ma l’eco delle bombe non si placa,
è come un vento che piano s’avvicina
e sibilando come una serpe ti travolge.
Bagliori di esplosioni ingannano l’aurora,
ma è notte fonda e non si apre ai sogni,
soltanto agli incubi e all’ombra di un randagio.
Voci angosciose oltre il fumo e gli spari,
vite sospese come lumini si accendono,
poi lente si spengono sotto gli occhi di Dio.
Nel vortice di un sogno ti ho visto, Omran,
ho visto i tuoi occhi riflettere il mio cuore,
ho sentito la tua voce gridare muta al vento
sotto una pioggia di lacrime di stelle.
Sembravi un tenero virgulto che s’inerpica,
un mendicante di sorrisi e carezze,
un grumo di sogni in balìa delle granate
che scopre il sole sul fuoco dei copertoni.
Dietro la casa cresce un albero d’ulivo,
sembra un fantasma di legno senza foglie,
ci vive un passero che non vedrà più il sole,
incapace di squarciare fumo e polvere.
Su quelle strade imbrattate di sangue
per una guerra che non avrà mai pace,
come può un bambino scorgere la luce
se il freddo della morte è una chimera?
Come vorrei che gli urli delle loro paure
fossero scintille per le nostre coscienze,
forse potremmo pure consolarci
sapendo che non sono morti invano.
Gaetano Catalani Ardore Marina (RC).


1° Classificata Assoluta, 2 classificata sulla Libertà.



Risultati di tutte le edizioni del concorso:
Concorso di Poesia "Ischia l'isola verde" XVII Edizione
Concorso di Poesia "Ischia l'isola verde" XVI Edizione
Concorso di Poesia "Ischia l'isola verde" XV Edizione
Concorso di Poesia "Ischia l'isola verde" XIV Edizione
Concorso di Poesia "Ischia l'isola verde" XIII Edizione
Concorso di Poesia "Ischia l'isola verde" XXII Edizione
Concorso di Poesia "Ischia l'isola verde" XI Edizione
Concorso di Poesia "Ischia l'isola verde" X Edizione
Concorso di Poesia Ischia l’Isola Verde IX Edizione
Concorso di Poesia Ischia l’Isola Verde VIII Edizione
 
 
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